Scegliere da che parte stare – Un’alternativa alla news fatigue
Le notizie drammatiche cui assistiamo ogni giorno ci fanno provare impotenza e paura. Questo fenomeno ha un nome: news fatigue.
Esiste una via d’uscita?
Le notizie drammatiche cui assistiamo ogni giorno ci fanno provare impotenza e paura. Questo fenomeno ha un nome: news fatigue.
Esiste una via d’uscita?
La mostra “Visioni e volti dal Rinascimento al Neoclassicismo”, ospitata a Palazzo Pallavicini di Bologna fino al 1° febbraio 2026, presenta cinquanta opere provenienti dalla Pinacoteca Malaspina di Pavia, raccolte dal marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro tra Settecento e Ottocento.
Dal 9 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, Palazzo Pallavicini accoglierà la mostra “Visioni e volti”: un’occasione imperdibile per immergersi nei capolavori dell’arte moderna.
Il 22 settembre Daria Bignardi, insieme a Silvia Righini e Stefano Sgambati, ha partecipato a un incontro aperto al pubblico a partire dal podcast “Parlarne tra amici” (One Podcast). Durante l’incontro, Vittoria Ronchi e Davide Lamandini hanno avuto modo di intervenire e partecipare alla conversazione.
Antropologo tra i maggiori studiosi del Mediterraneo, Dionigi Albera, in questa intervista rilasciata a Davide Lamandini, riflette sul significato di sacro condiviso, tra identità e ricerca, passato e presente. Un dialogo a margine dell’evento “Fede accanto a fede: eterotopie del sacro”, all’Oratorio di San Filippo Neri, con Dionigi Albera e Vito Mancuso, per capire come la fede possa diventare spazio di condivisione e non di divisione.
Nelle ultime settimane la Global Sumud Flotilla è salpata per portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Questo gesto di solidarietà ci invita a riflettere: mentre noi ci perdiamo nei piccoli ostacoli quotidiani, altrove la vita è segnata dalla guerra. Ma cosa possiamo fare? La Storia, infatti, ci insegna che l’unione collettiva e la lotta nonviolenta possono davvero cambiare il corso degli eventi.
I femminicidi non sono gesti di follia né esplosioni d’amore malato: sono il risultato estremo di una cultura che insegna agli uomini a possedere e alle donne a stare al loro posto. Partiamo dai nomi – Ilaria, Sara, Martina – per parlare di un sistema che continua a produrre vittime. Dai titoli dei giornali al silenzio delle istituzioni, fino alle storie d’amore tossiche che ci hanno cresciuti, tutto contribuisce a normalizzare la violenza. E intanto ci si dimentica della radice del problema: un patriarcato che educa al dominio, non al rispetto.
In queste settimane di fine agosto, la favola imprenditoriale di Martina Strazzer, fondatrice del brand di gioielli Amabile, si trasforma in un caso controverso: dopo aver assunto una donna in gravidanza come contabile, l’azienda ha scelto di non rinnovarle il contratto. Un episodio che riporta al centro il tema delle reali tutele per le madri lavoratrici, spesso costrette a scontrarsi con stereotipi di genere ancora difficili da abbattere.
Le romcom realizzate nel corso degli anni 2000 ci hanno abituati a storie d’amore fatte di grandi gesti e dichiarazioni struggenti, ma dietro a queste trame commoventi si nascondono spesso dinamiche problematiche e relazioni disfunzionali. Vedremo come abbiano normalizzato comportamenti tossici, ma ci abbiano anche spinto a ripensare il modo in cui raccontiamo l’amore sullo schermo.
Matteo Minafra racconta il suo viaggio con un’associazione di volontariato all’orfanotrofio di Gunungsitoli in Indonesia, per accompagnare bambini nella loro attività quotidiane e scolastiche e fornire supporto a comunità locali in condizioni di povertà estrema.