La guerra in Libia, il futuro nel calcio, la speranza di una vita migliore, la partenza e poi la strage di Ferragosto, l’incubo giudiziario, la galera e infine la grazia del Presidente Mattarella. Alaa Faraj ha raccontato la sua storia nel libro “Perchè ero ragazzo”, presentato a Bologna mercoledì 18 febbraio. Una lettura che costringe a riflettere sul fallimento della giustizia, sull’ipocrisia della politica securitaria, sulla contemporaneità di una storia vera. Una lettura che quasi imbarazza, per il coraggio e la magnanimità di un innocente condannato a trent’anni di detenzione, solo perché era ragazzo.