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La ‘Strada del Jazz’ 2026 – il Jazz tra sperimentazione musicale e dialogo intergenerazionale


L’8 settembre 2026 si è tenuta a Palazzo d’Accursio la conferenza stampa per introdurre il programma della sedicesima edizione della Strada del Jazz, un’iniziativa nata da Gilberto Mora e Paolo Alberti nel 2011 per celebrare l’importanza che Bologna ebbe tra gli anni Cinquanta e Settanta come capitale italiana ed europea del jazz, nonché crocevia dei più importanti interpreti della musica jazz a livello internazionale. 


La genesi della ‘Strada del Jazz’

L’8 settembre, nella Sala Savonuzzi di Palazzo d’Accursio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della sedicesima  edizione della Strada del Jazz. Il festival musicale, promosso dal Comune di Bologna e dal Quadrilatero, con il sostegno di Confcommecio Ascom Bologna, della Fondazione Carisbo e della Fondazione del Monte, nasce nel 2011 da un’idea di Paolo Alberti e di Gilberto Mora (scomparso di recente) con l’obiettivo di celebrare l’età d’oro in cui Bologna – tra gli anni Cinquanta e Settanta – divenne la vera e propria ‘capitale europea’ del jazz.

Come ha ricordato in apertura Paolo Alberti, l’iniziativa nacque quasi per caso: circa quindici anni fa, l’attenzione dei due fondatori fu catturata da una fotografia esposta in una nota salumeria in Via degli Orefici. L’immagine rappresentava dei musicisti jazz che fingevano di suonare mortadelle, prosciutti e culatelli. L’unico commento che Paolo riuscì a proferire fu: “Questa è la strada del jazz!”.

Il programma delle due serate

Il momento clou dell’evento si terrà sabato 12 settembre alle ore 17  in via degli Orefici, dove il sindaco Matteo Lepore inaugurerà la Stella di marmo, che quest’anno sarà dedicata a quello che Paolo Alberti ha definito “l’uomo elegante del Jazz”, il sassofonista Stan Getz, come testimonianza del suo passaggio a Bologna. La serata comprenderà anche l’assegnazione di un premio al divulgatore e conduttore televisivo Roberto Giacobbo, che spenderà qualche parola sul suo “amore per la città di Bologna, dai portici a San Luca”.

Stan Getz premiato alla Strada del Jazz
Stan Getz (da uDiscoverMusic/PoPsie Randolph)

Successivamente, a partire dalle 18.30, la Swing Dance Society si esibirà nei pressi del Quadrilatero in un balletto di lindy hop, accompagnata dalle note della Street Dixieland Jazz Band. Il presidente dell’associazione Il Quadrilatero, Nerio Nanni, ha prefigurato una serata di “folklore, gioia e integrazione”, capace di coinvolgere sia i cittadini sia i turisti che si precipitano nella città di Bologna durante l’estate.

Durante la conferenza, la parola è passata poi a Francesco Cavestri, il protagonista dei due concerti che si terranno sabato 12 settembre (dalle 21.30) e domenica 13 settembre (dalle 18.30) a pochi passi dalla sua casa natale: Piazza Maggiore. Nella serata di sabato, Cavestri porterà in scena i risultati di un percorso di ricerca e sperimentazione musicale cominciato nel 2023 e basato sulla contaminazione tra jazz contemporaneo, musica elettronica e ritmi hip hop. L’ospite della serata sarà Francesco Baccini, – stando alle dichiarazioni del giovane pianista – uno dei “pezzi di storia del cantautorato colto italiano”. Le sue canzoni più famose, Sotto questo sole e Le Donne di Moderna, verranno riarrangiate in chiave jazz – il genere meticcio per eccellenza – con il contributo di Riccardo Marchese alla batteria e Moreno di Matteo al basso.

Il concerto del giorno successivo si svolgerà, invece, all’insegna del dialogo e del confronto tra generazioni diverse: Cavestri – laureato al Conservatorio di Bologna e perfezionatosi alla Berklee College of Music di New York – ha spiegato come la seconda serata vedrà al suo fianco uno dei sassofonisti più acclamati dal panorama musicale italiano, Stefano Di Battista. Caversi ha anche anticipato che lo spettacolo Two Generations in Jazz prevederà un omaggio speciale a Lucio Dalla ed Ennio Morricone.

Francesco Cavestri
Francesco Cavestri

La Strada del Jazz: un crocevia di generi e generazioni

La fondazione del Disclub (nel 1953)  – il primo negozio di dischi jazz, esclusivamente di importazione, in Italia – e del Bologna Jazz Festival da parte di Alberto Alberti ebbe un ruolo pionieristico nello sviluppo di una serie di “occasioni concrete e generative” e di “incontri inaspettati” – così si è espresso l’assessore alla cultura Daniele del Pozzo – che ancora oggi rendono vivo il ruolo della musica come mezzo culturale di “trasmissione dei saperi”. È proprio raccogliendo questa preziosa eredità che La Strada del Jazz è riuscita a trasformare un evento temporaneo in un’iniziativa permanente, che trae continuamente linfa dalla capacità di saper cambiare fisionomia e saper guardare verso “nuova musica e nuovi musicisti”.

Maria Biscotti

(In copertina, un’immagine della locandina completa degli eventi della Strada del Jazz).


La ‘Strada del Jazz’ 2026 – il Jazz tra sperimentazione musicale e dialogo intergenerazionale è un articolo di Maria Biscotti. Clicca qui per altri articoli!

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