Il governo messicano boccia “Perfect Day in Mexico”, il progetto del gigantesco resort acquatico a Mahahual che avrebbe minacciato l’ecosistema del Paese; tra le ragioni, i rischi per la barriera corallina, le mangrovie e i “cenotes”.
Il progetto
Perfect day in Mexico, è questo il nome del progetto della compagnia Royal Caribbean, che voleva la costruzione di un enorme parco acquatico sulla costa messicana a Mahahual.
La proposta doveva ricalcare il progetto del parco acquatico alle Bahamas Perfect Day at CocoCay, un complesso di enormi dimensioni con circa 30 scivoli acquatici, piscine e 24 tra bar e ristoranti, il tutto ad uso esclusivo dei passeggeri delle crociere Royal Caribbean: un enorme parco giochi per turisti dunque che, secondo la compagnia, avrebbe creato migliaia di posti di lavoro, ma che al contempo avrebbe devastato l’ecosistema messicano, già fragile e minacciato dal riscaldamento globale.

I rischi ambientali e i danni all’ecosistema messicano
Situata sulla costa caraibica meridionale del Messico, Mahahual è una località famosa per la sua incontaminata bellezza naturale e per la prossimità alla Riserva della Biosfera del Banco Chinchorro e alla barriera corallina mesoamericana, la più grande dell’emisfero occidentale.
Come riporta La Repubblica, una barriera corallina su due nel mondo ha subito danni a causa del riscaldamento globale e del conseguente innalzamento della temperatura degli oceani avvenuta tra il 2014 e il 2017, e ciò mostra l’estrema fragilità di questo ecosistema; considerando il transito di navi da crociera nell’aera di Mahahual (con un afflusso stimato fino a 21.000 turisti al giorno), ciò avrebbe portato stress aggiuntivo ai coralli, danneggiandoli ulteriormente.
L’area della riserva, inoltre, ospita circa 50 ettari di mangrovie e zone paludose, che rappresentano ecosistemi fondamentali per la biodiversità marina e una barriera naturale contro erosione, uragani e innalzamento del livello del mare. Per questo motivo, la loro distruzione avrebbe conseguenze molto gravi sull’equilibrio ambientale della costa caraibica messicana.
Il rapporto tecnico della Semarnat (il ministero dell’Ambiente messicano) ha poi evidenziato come il progetto della Royal Caribbean avrebbe causato un grave rischio di alterazione del bilancio idrologico dell’acquifero: infatti, il sistema progettato per lo smaltimento delle acque reflue avrebbe danneggiato la falda acquifera sotterranea e i cenotes collegati.
Inoltre, per soddisfare l’enorme richiesta idrica del parco acquatico in una zona già colpita da scarsità d’acqua, la Royal Caribbean aveva pianificato la costruzione di un impianto di desalinizzazione tramite osmosi inversa.
Questo sistema avrebbe però provocato il fenomeno dell’intrusione salina (l’acqua salata penetra nei flussi interni di acqua dolce), distruggendo l’equilibrio dei cenotes e uccidendo le specie endemiche di crostacei e pesci che vivono esclusivamente in quegli habitat sotterranei.
La risposta dei messicani e del governo
Di fronte ai rischi concreti per la conservazione degli ecosistemi della zona, diverse associazioni ambientaliste, tra cui Green Peace, si sono mobilitate per tentare di bloccare l’avvio del progetto e conservare l’ecosistema dell’area. Anche le proteste online hanno contribuito a dare grande visibilità al fenomeno.

Tutto questo ha portato il tema all’attenzione del governo messicano, tanto che la presidente Claudia Sheinbaum ha espresso la propria preoccupazione in merito al progetto e la ministra dell’ambiente Alicia Bárcena ha dichiarato:
“Non dobbiamo fare nulla che possa danneggiare quell’area, che ha un equilibrio ecologico fragile ed è particolarmente importante per le barriere coralline”.
Di recente, il 19 maggio 2026, la ministra Bárcena si è espressa in modo definitivo durante una conferenza stampa ufficiale, affermando: “No se va a aprobar il proyecto Perfect Day” (Il progetto Perfect Day non sarà approvato).
Oltre Mahahual: la lezione globale sulla difesa degli ecosistemi
Il no del governo messicano al parco acquatico Perfect Day in Mexico a Mahahual lancia un messaggio chiaro che va ben oltre i confini della nazione americana: la salvaguardia del Pianeta dipende dalla nostra capacità di opporci a un modello di sviluppo insostenibile.
Quello che è accaduto sulla costa caraibica del Messico è un precedente fondamentale. Se permettiamo che la speculazione colpisca un ecosistema fragile, legittimiamo la distruzione di qualsiasi altro ambiente naturale nel mondo, sia lontano che vicino a casa nostra.
Un esempio speculare, il cui esito è però ancora incerto, arriva dalle recenti proteste in Albania, dove la “Rivoluzione dei Fenicotteri” ha visto migliaia di cittadini scendere in piazza per difendere le proprie coste e le aree protette dalla speculazione edilizia.

La vicenda di Mahahual dimostra che la mobilitazione collettiva e la pressione dal basso possono deviare il corso degli eventi, confermando come l’attivismo per la conservazione ambientale sia l’arma più potente che abbiamo per proteggere la Terra.
Camilla Mussi
(In copertina, foto da El Universal)
“Mahahual – Il valore della tutela ambientale” è un articolo di Camilla Mussi. Clicca qui per leggere altri articoli dell’autrice!
