CinemaPolitica

Sotto le stelle del Cinema – La voce di Hind Rajab risuona in Piazza Maggiore


È ufficialmente iniziata la nuova stagione di “Sotto le stelle del Cinema”, la rassegna cinematografica che vede la proiezione di film in Piazza Maggiore dal 15 giugno al 14 agosto. La prima serata è stata aperta dalla proiezione speciale de “La voce di Hind Rajab”, introdotta dalla regista Kaouther Ben Hania.


Come ogni estate bolognese che si rispetti, torna il cinema più bello del mondo in Piazza Maggiore. Dal 15 giugno al 14 agosto, 60 serate vedranno la proiezione di capolavori del passato e film del presente. La nuova stagione della rassegna Sotto le stelle del Cinema è ufficialmente iniziata, intrecciandosi al programma serale del festival Il Cinema Ritrovato dal 20 al 28 giugno.

L’inaugurazione è avvenuta lunedì 15 giugno con una proiezione speciale realizzata in collaborazione con Biografilm, il festival cinematografico internazionale interamente dedicato alle biografie e ai racconti di vita che si è tenuto a Bologna dal 5 al 15 giugno. Il film scelto per questa occasione è stato La voce di Hind Rajab, uscito nel 2025 e scritto, diretto e co-montato da Kaouther Ben Hania.

La regista tunisina è stata ospite speciale della serata, che ha aperto introducendo il suo film insieme al produttore Nadim Cheikhrouha. Ben Hania ha enfatizzato il legame speciale che lega questo film all’Italia e a Bologna in particolare: è proprio qui che, esattamente un anno fa, ha preso forma quello che era solo l’embrione della Voce di Hind Rajab. Ispirata dalla calorosa vicinanza della città bolognese al popolo palestinese, la regista ha deciso di dare vita a una delle rappresentazioni più potenti del genocidio.

Il film è stato premiato con il Leone d’argento – Gran Premio della Giuria della 82a edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, mentre al di fuori del’Italia è stato selezionato come candidato della Tunisia per il premio Oscar al Miglior Film Internazionale 2026. In occasione della serata, Kaouther Ben Hania ha ricevuto il Celebration of Lives Award 2026, il riconoscimento con cui Biografilm rende omaggio ad autrici e autori che hanno saputo lasciare un segno profondo nel cinema documentario e nel racconto del reale.

hind rajab
La regista Kaouther Ben Hania con una foto della piccola Hind Rajab all’anteprima del film (la Repubblica)

La voce di Hind Rajab

Il film nasce da una tragica vicenda realmente avvenuta: il 29 gennaio 2024 una bambina palestinese di nome Hind Rajab cerca disperatamente di ricevere aiuto durante un’operazione militare dell’esercito israeliano nel nord della Striscia di Gaza. La bambina di sei anni si trovava in macchina circondata dai cadaveri dei suoi familiari ed è rimasta al telefono con i volontari della Mezzaluna Rossa di Ramallah per tre ore in attesa di essere salvata.

Come tutti ormai sappiamo, Hind Rajab non è sopravvissuta. Il film non pretende di raccontare retroscena storici o politici del genocidio palestinese, ma si limita a riportare una chiamata che da sola testimonia la violenza brutale che da quasi tre anni ormai si abbatte sulla Palestina. Attraverso un magistrale lavoro cinematografico, le voci degli attori che interpretano gli operatori della Mezzaluna Rossa si alternano alle registrazioni della vera voce della piccola.

Oltre a entrare in empatia con il terrore della bambina, lo spettatore si cala nei panni degli operatori, che faticano a seguire il protocollo a cui sono stati educati davanti agli orrori delle vicende a cui assistono e che spesso non sono in grado di fermare. Solo dopo ore di infiniti tentativi di coordinarsi con Israele per inviare un’ambulanza sul posto riescono finalmente a ottenere il via libera.

hind rajab
Immagine tratta dal film (Wikipedia)

Purtroppo, l’ambulanza non raggiunse mai Hind. Dodici giorni passarono prima che i corpi della bambina e dei due paramedici a bordo dell’ambulanza fossero ritrovati. Wesam Hamada, la mamma di Hind, ha trasformato il dolore della sua perdita in una preziosa testimonianza dei crimini compiuti da Israele nei confronti di migliaia di bambini palestinesi.

Chiedo qualcosa di molto semplice: che la vita dei bambini palestinesi sia protetta come se fosse la vita dei vostri figli. Se la legge non può salvare un bambino, allora è una legge che deve essere messa in discussione. E se le persone del mondo non agiscono a meno che la vittima non assomigli ai loro bambini, allora il mondo ha bisogno di una nuova coscienza.

La voce di Gaza

La drammatica storia di Hind ha generato un impatto mediatico globale, diventando uno dei simboli più strazianti degli orrori del genocidio. Ma come ricorda la mamma, quello di Hind non è un caso eccezionale, ma la tragica normalità per migliaia di bambini palestinesi che hanno vissuto esperienze ancora più dure della sua.

La commozione generata nell’opinione pubblica dalla voce di Hind è stata uno schiaffo che ha risvegliato le coscienze assopite di chiunque pensi che il genocidio palestinese non lo riguardi. Informarsi su ciò che sta accadendo è difficile e spesso le persone scelgono deliberatamente di non sapere per evitare il peso di dover sentire un dolore che apparentemente non appartiene loro.

La voce di Hind Rajab chiama in causa proprio l’empatia dello spettatore che pensa di poter sfuggire dalla realtà che lo circonda. È da questa necessità che nasce l’idea del film, come afferma Kaouther Ben Hania:

La voce di Hind, in quel momento, è diventata qualcosa di più della supplica disperata di una bambina. Sembrava la voce stessa di Gaza, che chiedeva aiuto nel vuoto, accolta dall’indifferenza, accolta dal silenzio. Era una metafora dolorosamente reale: un grido di soccorso che il mondo poteva sentire, ma al quale nessuno sembrava disposto o in grado di rispondere.

La regista sceglie deliberatamente di lasciare la violenza fuori campo, perché siamo bombardati da immagini violente tutti i giorni e questo film non punta a essere l’ennesima rappresentazione analitica di uccisioni come dati statistici. La voce di Hind Rajab mette in scena l’invisibile: l’attesa, la paura, la speranza di ricevere aiuto e il dolore di non riuscire a fornirlo.

hind rajab
Immagine tratta dal film (Associazione Circuito Cinema)

Una visione necessaria

È lecito domandarsi se sia etico utilizzare la registrazione della voce di una bambina uccisa per costruirci un film attorno, con il rischio di spettacolarizzare una tragedia così reale e personale. È insomma possibile che questo film, pur con le sue nobili intenzioni, ricada nella cosiddetta pornografia del dolore?

Innanzitutto, è importante ricordare che la regista abbia ottenuto le autorizzazioni di tutte le persone che sarebbero state rappresentate: operatori della Mezzaluna Rossa, familiari di Hind Rajab e paramedici. La loro concessione dell’utilizzo di un materiale così intimo e doloroso testimonia la determinazione nell’indirizzarlo verso un fine più grande: quello della sensibilizzazione del pubblico.

Se una testimonianza particolare – che oltretutto era stata già diffusa sui social – suscita più empatia di una rappresentazione generale, allora è giusto che questa venga utilizzata per accrescere consapevolezza nelle persone. Non si tratta di pornografia del dolore quando non c’è nessuna volontà di commuovere lo spettatore buttandogli in faccia scene violente, ma piuttosto quella di smuovere gli animi dei più indifferenti.

A distanza di quasi un anno dalla sua uscita, la visione di questo film continua ad essere essere estremamente necessaria, perché il nostro grado di sensibilità si sta progressivamente abbassando e si parla sempre meno di quello che sta succedendo in Palestina. Come la regista ha ricordato alla fine della proiezione, la storia di Hind è solo una goccia nel mare del genocidio palestinese, ed è importante che se ne parli.

È importante che rappresentazioni come questa siano distribuite nei cinema, ma soprattutto nelle piazze, spazi accessibili dove tutti sono invitati a partecipare. E la partecipazione del pubblico bolognese alla proiezione del 15 giugno si è fatta sentire, con una Piazza Maggiore gremita di gente che si è raccolta per assistere a quest’opera di straordinaria forza civile e cinematografica.

La voce di Hind Rajab proiettato in Piazza Maggiore (Biografilm)

Arianna Calvitto

(In copertina la locandina del film La voce di Hind Rajab distribuito da I Wonder Pictures)


Sotto le stelle del Cinema – La voce di Hind Rajab risuona in Piazza Maggiore è un articolo di Arianna Calvitto. Clicca qui per leggere altri articoli dell’autrice!

Ti potrebbero interessare
IntervistePolitica

“Tempi nuovi” per la Lega? – Intervista ad Armando Siri (parte 2)

IntervistePolitica

"Tempi nuovi" per la Lega? – Intervista ad Armando Siri (parte 1)

CulturaPolitica

“Gramsci consiglia” – I partiti ci rappresentano davvero?

IntervistePolitica

Come siamo finalmente arrivati al voto per i Fuorisede – Con Yari Russo