Dal 16 al 26 marzo ho partecipato allo Youth Exchange “CODE RED: Cracking the Signals of Extremism and Propaganda”. Il progetto ha riunito giovani provenienti da sei Paesi (Italia, Francia, Slovacchia, Polonia, Romania, Turchia), con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto sulle sfide che oggi la democrazia e i valori europei si trovano ad affrontare, fornendo strumenti per riconoscerle e contrastarle: un tema che, da studentessa di Scienze Politiche, ho sentito fin da subito molto vicino.
Il viaggio
Il periodo di mobilità si è svolto nella struttura Iuliana Guesthouse, presso Căpățânenii Pământeni, un piccolo villaggio della contea di Argeș, in Romania. Il 15 marzo ho preso un volo dall’Aeroporto di Milano Bergamo a quello di Bucarest Otopeni: era il primo volo che prendevo da sola, ero emozionata e al tempo stesso avevo paura di sbagliare qualcosa.
Il progetto sarebbe iniziato il giorno seguente, così mi ero organizzata con un’altra ragazza del gruppo italiano per passare la notte fra il 15 e il 16 marzo a Bucarest, approfittando della possibilità, prevista dal programma, di anticipare leggermente l’arrivo.
La sera mi sono concessa una cena al ristorante Hanu’ Lui Manuc, e la mattina seguente abbiamo visitato la capitale, scoprendo il fascino di una città divisa fra eleganti architetture in stile Art Nouveau e sconfinati quartieri composti interamente dai blocuri, gli inconfondibili edifici residenziali dell’epoca comunista.

Nel pomeriggio abbiamo incontrato gli altri ragazzi del gruppo italiano e, prendendo un autobus, abbiamo finalmente raggiunto Căpățânenii Pământeni, pronti a iniziare il progetto.

Le attività
Alla fine della prima giornata, ognuno ha estratto da una scatola il nome del proprio “amico segreto”: una persona a cui dedicare attenzioni particolari, con piccoli gesti di gentilezza, messaggi o regalini che era possibile lasciare su un tavolo dove erano esposti i ritratti di tutti i partecipanti, realizzati durante una delle tante attività. Solo l’ultimo giorno è stato rivelato chi fosse l’”amico segreto” di ognuno: è stato un momento molto emozionante.

Nei giorni successivi, le attività si sono progressivamente concentrate sul tema dello Youth Exchange: estremismo epropaganda.
Alcune di esse si svolgevano in piccoli gruppi e consistevano in sessioni di brainstorming o ricerche online Paese, seguite dalla realizzazione di cartelloni che venivano poi discussi davanti a tutti.
Altre attività erano più giocose: ad esempio, una caccia al tesoro per trovare le istruzioni di un cruciverba e la messa in scena di una breve rappresentazione teatrale in cui si raccontasse un episodio di radicalizzazione.
Particolarmente interessante è stata un’attività svolta tramite una simulazione online, che ci ha permesso di osservare come attraverso la propaganda si riesca ad ottenere velocemente ampio seguito sui social media. In generale, ho apprezzato molto i momenti di dibattito, che mi hanno aperto nuove prospettive, grazie al confronto con partecipanti provenienti da Paesi diversi, ciascuno abituato a un proprio modo di intendere il confronto democratico e il panorama politico.
Al termine di ogni giornata, si svolgeva una sessione di riflessione, in cui si discuteva di come fossero andate le attività della giornata e di come ci si trovasse nel progetto: questi momenti erano uno spazio sicuro in cui parlare di come ci si sentiva e penso fossero molto importanti per far sentire ciascuno accolto e ascoltato.
Oltre le attività: le intercultural nights, la gita alla fortezza di Poenari e a Curtea de Argeș
Tutti e sei i gruppi hanno realizzato una serata interculturale in cui spiegare tratti caratteristici della cultura del proprio Paese, attraverso presentazioni Powerpoint, musica, giochi, balli e cibo.
In particolare, come gruppo italiano, dopo aver parlato della ricchezza del nostro patrimonio culturale, abbiamo proposto un Kahoot attraverso cui i partecipanti degli altri gruppi dovevano indovinare il significato dei gesti tipici italiani, un karaoke con alcune delle canzoni italiane più celebri e abbiamo allestito un tavolo con cibi tradizionali da far assaggiare.

Un altro momento di svago è stata la gita alla Fortezza di Poenari e poi a Curtea de Argeș. Abbiamo raggiunto la Fortezza dopo 1600 scalini: senza dubbio l’attività più faticosa dell’intero progetto! Arrivati in cima, stanchissimi, abbiamo scattato varie foto di gruppo e ci siamo ricaricati per il resto della giornata.
Nel pomeriggio, dopo un pranzo al sacco, abbiamo avuto del tempo libero per visitare Curtea de Argeș. Ho ammirato la Cattedrale e la Chiesa Episcopale: le chiese ortodosse mi affascinano molto, soprattutto per l’ampio uso dell’oro e la ricchezza decorativa degli interni! Mi sono poi concessa un delizioso papanași – un dolce tradizionale di pasta fritta, accompagnata da formaggio fresco, confettura di frutti di bosco e panna – in una caffetteria. La giornata si è conclusa con qualche acquisto in un negozietto vintage.


CODE RED: diverse prospettive
“Code Red” ha rappresentato per me un’opportunità per conoscere persone con prospettive molto diverse, stringere nuove amicizie, e riflettere su temi estremamente attuali, come i pericoli della radicalizzazione e dell’estremismo, nel discorso e nell’azione politica e nei media. È stata poi anche un’occasione per migliorare il mio inglese e scoprire un Paese europeo che non avevo mai visitato prima, la Romania.
Negli Youth Exchange, vitto e alloggio sono gratuiti e tutti gli spostamenti effettuati con i mezzi pubblici, quindi anche i voli, sono rimborsati. L’invio della candidatura è molto semplice e non richiede di solito requisiti particolari, se non una basilare conoscenza dell’inglese e di rientrare nella fascia d’età 18-30.
Cosa aspettate a partire per un progetto Erasmus+? Non ve ne pentirete!
Arianna Pero
(In copertina e nell’articolo foto di Arianna Pero)
“CODE RED – Cracking the Signals of Extremism and propaganda” – La mia esperienza in un progetto Erasmus+ è un articolo di Arianna Pero.
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