Si è da poco conclusa la seconda edizione di YoungFluence. L’evento, promosso da Giovani Reporter, era dedicato al ruolo dell’informazione nella società democratica. Il tavolo 4 ha discusso attivamente il tema “Europa contro guerra ibrida e manipolazione del voto”. Sono state messe a confronto diverse generazioni sui rischi della disinformazione nell’era dell’intelligenza artificiale, sui limiti delle regole attuali e sulle possibili soluzioni per rafforzare la consapevolezza critica e la tutela dei processi democratici.
Il 28 marzo 2026 l’I.I.S. Aldini-Valeriani di Bologna ha ospitato la seconda edizione di YoungFluence. Questo evento, organizzato da Giovani Reporter, ha dato la possibilità di aprire discussioni su vari argomenti riconducibili a un unico tema centrale: l’informazione.
YoungFluence non è stato un semplice spazio di dialogo e confronto, ma soprattutto un ambiente in cui mettersi in gioco. I partecipanti, collaborando con i vari ospiti, hanno avuto la possibilità di formulare proposte concrete. Gli ospiti di questa edizione sono stati l’assessora del comune di Bologna ai fondi europei Anna Lisa Boni, Pietro Sala della fondazione Antonio Megalizzi, il giornalista investigativo Diego Gandolfo, il giornalista e direttore delle testate InCronaca e Cantiere Bologna Giampiero Moscato, il consigliere comunale di Bologna Giacomo Tarsitano, la giornalista, divulgatrice di Geopolis e giurista Eleana Elefante, la giornalista Laura Pace e l’attivista e politico Ernic Pellegrinotti.
La giornata si è aperta con l’intervento degli ospiti, che, uno per volta, hanno speso alcune parole sul ruolo attuale del giornalismo nel nostro Paese e sull’importanza dello sciopero del 27 marzo per il rinnovo del contratto collettivo.

I partecipanti si sono poi divisi in 5 tavoli per la discussione e composizione di risoluzioni per problematiche reali. Ogni tavolo ha trattato un argomento diverso, mettendosi nei panni di un attore differente: il tavolo 1 ha impersonato una redazione giornalistica nello sviluppo un piano di rilancio, il tavolo 2 una media company che doveva occuparsi della diffusione di una corretta informazione; al tavolo 3 è toccato un partito politico impegnato nel risolvere il problema della disinformazione, mentre il tavolo 4, nelle veci del Parlamento europeo, ha dovuto lavorare per la tutela della libera espressione; infine, il tavolo 5 ha rappresentato il Ministero italiano, impegnato nell’incremento dell’alfabetizzazione digitale.
Al termine del lavoro dei tavoli, le varie risoluzioni sono state esposte da uno dei partecipanti di ogni gruppo.
Tavolo 4. Europa contro guerra ibrida e manipolazione del voto
Il confronto al tavolo 4 di YoungFluence si è aperto con l’analisi dell’argomento da affrontare e con una rapida lettura personale di dispense, che spiegavano i concetti alla base della traccia.

Il documento fornito analizzava il fenomeno della manipolazione del voto nei contesti democratici europei, evidenziava la progressiva minaccia alle istituzioni e alla stabilità politica nelle liberal-democrazie. In particolare, venivano descritte le operazioni di Foreign Information Manipulation and Interference (FIMI), che comprendono metodi di disinformazione tramite l’utilizzo dei social media e di narrazioni polarizzanti.
Il testo esaminava, inoltre, le normative dell’Unione Europea, che utilizza strumenti come il Digital Act, e le priorità della Commissione 2024-2029, tra cui lo ‘Scudo per la democrazia’. Veniva poi approfondito il ruolo degli attori stranieri, come ad esempio la Russia, nelle campagne di propaganda e guerra ibrida, così come le dinamiche interne di manipolazione legate alla polarizzazione politica e agli algoritmi delle piattaforme digitali.

Infine, il testo sottolineava gli effetti del fenomeno sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sulla coesione europea e sulla qualità dei processi democratici, evidenziando la necessità di una risposta basata su regolazione, cooperazione, ma soprattutto alfabetizzazione digitale.
Identificare il problema
Per procedere alla scrittura della risoluzione, prima di tutto è stato scelto uno specifico tema di partenza da sviluppare. A seguito di un brainstorming, si è deciso di individuare delle soluzioni per fronteggiare le problematiche derivanti da un crescente uso dell’intelligenza artificiale nell’ambito informativo e dei social media.
Le domande a cui bisognava rispondere erano: come queste tecnologie facilitano la manipolazione dell’opinione pubblica a scopi politici? E come si possono colmare i limiti strutturali delle norme già esistenti e agire dal basso?
Per rispondere a questi quesiti, la discussione è stata molto animata e ha dato spazio agli interventi di numerosi ospiti, che hanno contribuito all’elaborazione delle proposte. Si è parlato di educazione mediatica con Pietro Sala prima e con Ernic Pellegrinotti poi. Da qui è scaturita la necessità di formare gli studenti, già dalla scuola primaria, al pensiero critico per permettere loro di decifrare autonomamente ciò che è generato dall’IA e ciò che è manipolato.

A supporto di questa proposta è intervenuto Giampiero Moscato, che ha aggiunto l’educazione alla lettura come strumento di supporto. Sono significative le carenze degli italiani nella comprensione del testo. In merito, il rapporto OCSE ‘Education at a Glance 2025’, evidenzia una grave crisi: il 37% degli adulti italiani (25-64 anni) è considerato ‘analfabeta funzionale’ ed è incapace di comprendere testi complessi.
Grazie all’intervento congiunto di Pietro Sala e di Eleana Elefante, è emersa l’importanza di coinvolgere anche le fasce più adulte della popolazione. Si è valutato, però, di non impostare un supporto simile a lezioni frontali, considerate pesanti e difficili da seguire per gli adulti. Da qui, l’idea di sviluppare strumenti di fact-checking che ognuno possa utilizzare autonomamente.
Per supportare economicamente la creazione di strumenti di fact-checking e per creare eventi per coinvolgere tutte le fasce della popolazione, l’idea scaturita è quella di ricorrere a bandi specifici messi a disposizione dall’Unione Europea.


Un approccio bottom-up per le soluzioni finali
Le proposte emerse dal tavolo si muovono lungo una linea precisa: intervenire dal basso, lavorando sulle competenze dei cittadini più che limitarsi all’incremento e al rafforzamento dei quadri normativi. Lo scopo non è sostituire il quadro regolativo europeo, ma rendere efficace la prassi, con strumenti capaci di incidere direttamente sulla consapevolezza degli utenti.
In questa prospettiva, la risoluzione finale prevede tre punti chiave. Il primo riguarda la scuola. L’IA e le nuove forme di manipolazione dell’informazione non possono essere viste come qualcosa che può essere eliminato o sostituito, ma come parte integrante dell’ecosistema mediatico contemporaneo. Per questo si propone di inserire stabilmente nei programmi scolastici, ad esempio nelle ore di lezione di educazione civica, percorsi di formazione mirati: dalla comprensione del testo all’alfabetizzazione digitale, con l’obiettivo di sviluppare fin da subito capacità di analisi critica e autonomia nel giudizio.

Accanto alla formazione dei più giovani, è emersa anche la necessità di coinvolgere il resto della popolazione. In questo senso, i finanziamenti europei già esistenti, se orientati in modo più mirato verso progetti locali, potrebbero giocare un ruolo chiave. L’idea è rafforzare iniziative territoriali – promosse da enti, associazioni e realtà civiche – rendendole più accessibili e visibili, così da ampliare il pubblico raggiunto.
Infine, si è discusso della possibilità di sviluppare strumenti pratici di verifica delle informazioni. Nel dettaglio, la proposta di un’applicazione di fact-checking risponde all’esigenza di fornire agli utenti un supporto immediato e facilmente utilizzabile, capace di accompagnarli nella valutazione dei contenuti che incontrano ogni giorno online.
La risposta parte dalle persone
Il lavoro del tavolo 4 ha messo in luce un elemento centrale: di fronte ai fenomeni complessi come la manipolazione dell’informazione e la guerra ibrida, non esiste una soluzione unica. Le normative europee rappresentano un passaggio fondamentale, ma da sole non bastano a garantire la tenuta dei processi democratici.
È proprio in questo spazio che si inserisce l’approccio bottom-up. Investire nelle competenze, rendere i cittadini più consapevoli e dotarli di strumenti concreti significa intervenire alla radice del problema, riducendo l’impatto della disinformazione prima ancora che produca effetti.
In un contesto in cui le tecnologie evolvono rapidamente, i confini tra informazione e manipolazione diventano sempre più sfumati. La sfida non è solo proteggere il voto o contrastare le interferenze esterne, ma costruire una società capace di riconoscerle. Ed è proprio da qui, dalle persone, che può partire questa risposta davvero efficace.
Alice D’Alessandro
Foto in copertina e dell’evento del fotografo Mattia Belletti
YoungFluence 2026 – Tavolo 4. Europa contro guerra ibrida e manipolazione del voto è il resoconto dei lavori del tavolo 4 di YoungFluence a cura di Alice D’Alessandro. Clicca qui per altri articoli dell’autrice!
