Scrivere una proposta per l’editoria partendo dal dialogo tra professionisti e nuove generazioni: questo è stato uno degli obiettivi di YoungFluence 2026. Tra i banchi dell’Istituto Aldini Valeriani, il workshop ha dato vita ad un progetto che sfida la velocità dei social per restituire al giornale cartaceo la sua memorabilità attraverso un piano di rilancio.
Sabato 28 marzo si è tenuta la seconda edizione di YoungFluence, l’evento promosso da Giovani Reporter per esplorare il tema dell’informazione e il suo ruolo tra democrazia e libertà di parola.
Ad ospitare l’iniziativa sono stati gli spazi dell’Istituto di Istruzione Superiore Aldini Valeriani, dove ospiti di rilievo, aspiranti giornalisti e membri della redazione si sono riuniti per dare vita a una giornata di confronto intenso e progettazione di gruppo.

Il workshop si è rivelato estremamente proficuo per ciascuno dei cinque tavoli di lavoro, che si sono trasformati in un laboratorio di idee dove l’esperienza dei professionisti è diventata una risorsa preziosa per la definizione di documenti di risoluzione concreti.
I redattori Clarice Agostini e Matteo Minafra hanno aperto la giornata di YoungFluence 2026, e introdotto i numerosi ospiti che, dopo essersi presentati, hanno lasciato qualche veloce dichiarazione sulla propria carriera e sullo stato dell’informazione contemporanea.

Tra le personalità presenti, l’attivista ed esponente politico Eric Pellegrinotti, Pietro Sala della Fondazione Antonio Megalizzi, i giornalisti Laura Pace, Giampiero Moscato e Diego Gandolfo, la divulgatrice scientifica Martina Benedetti, l’assessora ai fondi europei Anna Lisa Boni e il consigliere comunale di Bologna Giacomo Tarsitano.
Come rilanciare il mercato cartaceo dei giornali: il quesito del tavolo 1
Il fil rouge dell’edizione di YoungFluence 2026 è stata l’informazione: i tavoli, nei panni di attori sociali differenti, hanno affrontato problemi differenti ed elaborato documenti di risoluzione per superare le difficoltà.
Il tavolo 1, in particolare, ha ricevuto il compito di analizzare le sfide del futuro editoriale italiano, e ha rappresentato una realtà editoriale storica, ma legata alla carta stampata, che oggi è chiamata a ritrovare competitività in un ecosistema digitale in continua evoluzione.

Sotto la guida del referente Martino Giannone, i lavori sono iniziati individuando i pilastri fondamentali per un piano di rilancio.
Il primo passo è stato analizzare i diversi approcci culturali all’innovazione tecnologica, i modelli di ricavo pubblicitario e, soprattutto, il complesso rapporto che intercorre tra le nuove generazioni e il consumo di notizie, tramite le fonti che il referente ha fornito.
Il dibattito interno al tavolo ha indagato le ragioni per cui una vasta fetta della Gen Z tende a trascurare il prodotto cartaceo a favore delle piattaforme digitali.
Dalla discussione sono emersi fenomeni importanti, come la diffusa sfiducia verso i media tradizionali e la predilezione per influencer che propongono un’informazione più vicina all’intrattenimento.

È stato inoltre evidenziato il problema del News Advoiance, ossia l’evitamento delle notizie, spesso dettato dal senso di sopraffazione causato dalla cronaca negativa, oltre alla tendenza a consumare contenuti rapidi e talvolta superficiali tramite podcast o brevi video su TikTok.
A fronte di queste consapevolezze, la collaborazione con la giornalista del Messaggero Laura Pace ha permesso di elaborare soluzioni innovative sia nella forma che nei contenuti. Durante i lavori, si è individuato l’obiettivo di restituire alla carta la sua ‘memorabilità’, trasformando il giornale in un prodotto estetico di alta qualità.

Si è così ipotizzato un settimanale dal design ricercato, caratterizzato da grande cura tipografica e serigrafica, e arricchito da illustrazioni, inchieste approfondite e rubriche capaci di analizzare la realtà e parlare ai lettori e alle lettrici.
Tra le proposte più interessanti è emersa l’idea di esplorare i meandri del sottobosco digitale, come i canali Telegram, dove spesso si annunciano dinamiche sociali complesse prima che diventino cronaca.
Nel prosieguo dei lavori, il contributo di Martina Benedetti è stato fondamentale per definire l’estetica della rivista: la divulgatrice ha citato come esempi da imitare sia la rivista scientifica StaR della Sapienza, con cui lei stessa ha collaborato, sia The Semafor, la rivista di Ben Smith che propone la diffusione di notizie da una pluralità di punti di vista.

Riappropriarsi delle cold news
Il confronto è poi proseguito sui temi dell’etica e della deontologia insieme a Laura Pace, Diego Gandolfo e Giampiero Moscato: quali notizie bisogna trattare? Quando è necessario evitare la diffusione di dettagli eccessivamente violenti? Nonostante la complessità del tema, è emerso l’obbligo, per le giornaliste e i giornalisti, di non sottrarsi mai al racconto della verità, pur mantenendo alta l’attenzione sul rischio di emulazione o sul turbamento dei lettori.

Mentre il portale online sarebbe costantemente aggiornato e riporterebbe le notizie quotidianamente, il modello proposto dalla rivista si distaccherebbe dalle cosiddette hot news per riappropriarsi delle cold news.
Il cartaceo, quindi, punterebbe su un’informazione d’analisi che approfondisca i vari punti di vista invece di fermarsi alla superficie del fatto.
Per rendere il mercato cartaceo nuovamente attrattivo, il tavolo 1 ha redatto alcune soluzioni concrete, come l’adozione di una grafica iconica e l’integrazione di QR code che rimandano a contenuti esclusivi, interviste e documenti d’inchiesta sul portale online.
Sul fronte della distribuzione, si è ipotizzato un rilancio territoriale attraverso pop-up store in giro per la città (come il modello NSS Edicola) e la stipula di accordi con scuole e librerie per favorire abbonamenti agevolati per studenti e clienti.

Uno Squarcio nell’editoria: la proposta del tavolo 1
Il progetto ha trovato la sua sintesi finale nel nome scelto per la vecchia ma nuova testata, suggerito da Laura Pace: Squarcio.
Questo titolo evoca la volontà di produrre un’informazione capace di lasciare il segno e di aiutare a comprendere le ferite del mondo, sottolineando come uno squarcio sulla carta sia destinato a restare, a differenza dei contenuti social che scorrono via velocemente tra un reel e l’altro.
La giornata si è conclusa con l’esposizione delle idee di tutti i tavoli e con le risposte alle varie domande sorte da alcuni partecipanti a seguito delle proposte di rilancio, il tutto coordinato da Clarice e Matteo.

Il workshop è stato estremamente fruttuoso e gli ospiti sempre disponibili e disposti a condividere consigli e proposte.
Un’esperienza che permette di imparare tanto gli uni dagli altri, oltre a fornire la speranza che l’energia e la visione dei giovani partecipanti possano ispirare un reale cambiamento ai vertici dell’editoria e della consapevolezza civile.
Giorgia Orlando
Foto in copertina e dell’evento del fotografo Mattia Belletti
YoungFluence 2026 – Tavolo 1. Il futuro dell’informazione riparte dai giovani e dalla carta è il resoconto dei lavori del tavolo 1 di YoungFluence a cura di Giorgia Orlando. Clicca qui per altri articoli dell’autrice!
