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“Donne al volante, forza d’animo costante” – La figura della donna nel motorsport

donne motorsport

Appassionarsi a uno sport che riguarda automobili, motociclette e meccanica risulta complicato per un pubblico femminile, specie quando si tratta di un campo seguito e dominato principalmente da uomini.


Come per ogni sport, i campionati e i ruoli femminili sono spesso messi in secondo piano rispetto a quelli maschili. Perciò, quando Sky UK ha annunciato la creazione di Sky Sport Halo nell’autunno del 2025, pagina social dedicata a un pubblico sportivo di sole donne, l’iniziativa ha immediatamente riscosso successo e curiosità.

Ma contenuti superficiali come sottotitoli color rosa, articoli ridotti all’osso, gossip sensazionalistico e post dedicati unicamente al matcha e alle hot girl walks non hanno incontrato il favore delle sportive appassionate, le quali desiderano che gli altri rispettino il loro interesse quanto quello dei colleghi uomini.

A seguito di numerose proteste, pertanto, la pagina è stata chiusa dopo soli tre giorni dall’apertura, ma i post dedicati alla Formula 1 continuano a essere molto discussi sulle piattaforme social e le seguaci di Motorsport di tutto il mondo non tacciono il loro scontento nei confronti della percezione della loro figura nell’ambito sportivo che tanto amano.

A partire dai primi campionati di motorsport (per citarne alcuni, Formula 1 e MotoGp), risultano pochi i nomi di donne che hanno posizioni di primo piano in questo settore. Nonostante siano presenti campionati femminili di automobilismo e motociclismo, essi sono ancora poco seguiti e difficilmente reperibili sulle principali piattaforme di streaming.

Eppure ci sono alcune atlete che hanno segnato momenti importanti per la storia di questo sport: Maria Teresa de Filippis, ad esempio, è stata la prima donna a qualificarsi e a correre in un gran premio di Formula 1, nel 1958. Ancora: Lella Lombardi, unica donna ad aver segnato punti in un campionato di Formula 1, nel 1975, disputando in 12 gran premi ufficiali.

Al giorno d’oggi non sono presenti donne nel campionato ufficiale di Formula 1, tuttavia  la fondazione della F1 Academy permette a giovani aspiranti pilote di accedervi. Per quanto riguarda la MotoGp, d’altro canto, nessuna donna ha mai avuto accesso ai campionati ufficiali.

Le uniche eccezioni sono state, Ana Carrasco –  campionessa FIM che ha gareggiato in Moto3 – e Maria Herrera, che vi ha svolto una stagione completa. Esistono, però, campionati come il Women’s Circuit World Championship (WSKB) e il Women’s Motocross World Championship (WMX).

Maria Teresa de Filippis donne motorsport
Maria Teresa de Filippis (foto da New York Times).

Nel panorama attuale del motorsport, la presenza femminile è ancora fortemente limitata e le cosiddette wags (“wives and girlfriends”, mogli e fidanzate dei piloti) hanno conquistato più notorietà rispetto alle effettive lavoratrici. Nonostante le wags rappresentino un meraviglioso esempio di sostegno, forza e condivisione, è importante riconoscere l’estrema importanza delle donne che lavorano con i piloti direttamente in pista.

Tra queste, nella Motogp ha un ruolo importantissimo Nadia Padovani, moglie del defunto Fausto Gresini, che ha preso le redini dell’omonimo team da lui fondato, collaborando con piloti del calibro di Enea Bastianini, Fabio Di Giannantonio, Marc Marquez, Alex Marquez e il rookie Fermin Aldeguer, vincitore di una gara già nel suo primo anno di campionato.

Nel campo della comunicazione, inviata di DAZN Izaskun Ruiz risulta una figura importante per un l’avvicinamento più diretto del pubblico a tale sport. In Formula 1, invece, ruoli importanti sono ricoperti da Susie Wolff, pilota che ha condotto diversi test per la scuderia Williams  e ad oggi direttrice della F1 Academy, e Hannah Schmitz, ingegnere per la Red Bull.

Nonostante la minoranza numerica rispetto alla controparte maschile, alcune donne rivestono posizioni di spicco nel motorsport,

 Nel mondo del motociclismo, è comune usare la figura femminile come catalizzatore di attenzione nei confronti delle moto, sia dentro sia fuori dalla pista. Prima delle gare, accade spesso che i piloti vengano accompagnati in pista dalle ombrelline, ragazze che si occupano di ripararli con un ombrello da qualsiasi condizione atmosferica, dal sole troppo forte come dalla pioggia battente.

Per richiedere di svolgere questo lavoro, apparentemente privo di requisiti specifici, occorre però rientrare in canoni estetici molto rigidi riguardanti statura, taglia del seno, della vita,  dei fianchi. A queste ragazze è richiesto essere giovani e attraenti per accompagnare i piloti in pista, così come a EICMA (Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori), evento motociclistico ospitato ogni anno a Milano durante il quale si espongono motociclette di ogni genere: da quelle usate nei campionati a quelle appena progettate dalle più famose case produttrici del mondo.

Le donne che prendono parte all’evento, così come le ombrelline, devono conformarsi a determinati standard di bellezza  e posizionarsi accanto alle moto esposte, vestite in abiti attillati. Spesso, per diverse professioniste, queste occupazioni  rappresentano l’unica opportunità di avvicinarsi alla loro passione per il motociclismo,  poiché che ricoprire ruoli come quelli di giornalista, manager o ingegnere richiede maggiori difficoltà, dal momento che si tratta di mansioni svolte prevalentemente da uomini.

Ci sono moltissime donne affascinate dal mondo dei motori,  spesso molto demoralizzate dal modo in cui la loro presenza nel motorsport viene oscurata, sminuita o ridotta a una funzione puramente estetica, volta ad attirare sguardi e attenzioni.

EICMA 2025
EICMA 2025 (Foto dal Messaggero).

Quando nascono canali come Sky Sport Halo e i media descrivono l’interesse femminile nei confronti dello sport in modo frivolo, legato interamente all’immagine, è inevitabile domandarsi come e perché questo accada. Il mondo dello sport e del motorsport è sempre stato dominato da uomini, e in parte continua a esserlo, ma ciò non significa che le donne non possano appassionarsi, farne parte o contribuire attivamente al suo miglioramento.

Non abbiamo bisogno di sottotitoli rosa né di descrizioni semplificate per godere degli sport che amiamo; necessitiamo semplicemente di essere riconosciute e supportate in merito alla nostra passione. L’interesse, l’impegno, la dedizione e la fatica delle donne devono essere considerati al pari di quelli degli uomini, affinché tutti possano vivere e condividere l’amore per lo sport. Qualunque sia il proprio ruolo, sarà dunque l’adozione di una nuova prospettiva di genere a rompere vecchi stereotipi e ad aprire nuove strade.

Marta Ginghini

(In copertina, pilote della F1 Academy da f1ingenerale)


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