Cinema

Tra vento e desiderio – Il nuovo volto di Cime Tempestose firmato Emerald Fennell

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L’uscita nelle sale del classico rivisitato “Cime Tempestose” divide il pubblico. Sono numerose le discussioni, tra fan romantici lieti di una storia d’amore d’altri tempi e critici infiammati dalle numerose inesattezze e licenze della sceneggiatrice. Nell’occhio del ciclone finisce una storia che mischia ambientazioni gotiche a un immaginario fortemente sessualizzato, carico di violenza e desideri insoddisfatti.


La rinascita di un classico

Quando, diverso tempo fa, la regista Emerald Fennell aveva annunciato di essersi imbarcata nel viaggio chiamato Cime Tempestose, non pochi avevano iniziato a nutrire dubbi. Questi, infatti, erano stati alimentati fin da subito dalla scelta degli attori principali (Margot Robbie e Jacob Elordi), già consacrati a un ruolo definito nell’immaginario collettivo.

Jacob Elordi e Margot Robbie con Emerald Fennell sul set delle riprese (warnerbros.it)

Non è la prima volta che il grande classico della letteratura gotica, scritto nel 1847 da Emily Brontë, viene portato sul grande schermo. Tra le versioni più note ci sono quella in bianco e nero del 1939 e le più canoniche del 1992 — di Peter Kosminsky — e del 2011, di Andrea Arnold.

Tuttavia, la rivisitazione appena debuttata sembra un caso a sé. Come mai? In diverse interviste, la regista ha sottolineato che questo film è una sua personale rivisitazione, in chiave soggettiva e contemporanea.

Ed ecco il perché delle virgolette nel titolo: nel suo essere squisitamente autoriale, non si tratta del solito adattamento pedissequo.

Poster di “Cime Tempestose” (warnerbros.it)

Fennell ci mostra la sua versione della storia nella speranza che sia anche, almeno in parte, nostra.

I can’t say I’m making Wuthering Heights. It’s not possible. What I can say is I’m making a version of it.

Emerald Fennell, in un video intervista di Fandango

Impatto visivo e intensità emotiva

La narrazione di Fennell è ciò che divide totalmente il pubblico. La sua interpretazione enfatizza sensualità, emotività ed ossessione. Il sesso permea ogni momento del film, fin dalla prima scena, e anche quando non è protagonista rimane pungente, anche se in sottofondo.

Tutto in questo film è osservato con le lenti dell’erotismo, che si tratti di scene esplicite con i due principali protagonisti o di immagini di vita quotidiana. I due protagonisti, Heathcliff e Catherine, vivono un amore che ha poco di romantico e, piuttosto, è molto ossessivo. In aggiunta a questo, sembrano non poter smettere di toccarsi dopo essersi scoperti la prima volta.

La dimensione originale di complessità sociale e psicologica viene accantonata a favore della rappresentazione di una passione travolgente, costante, che culminerà in tragedia.

Jacob Elordi e Margot Robbie nei panni di, rispettivamente, Heathcliff e Catherine Earnshaw (warnerbros.it)

L’estetica che vende

Sullo schermo viene proiettato quindi un ‘sogno febbrile‘, fitto di immagini simboliche e scelte stilistiche audaci. Salta all’occhio, ad esempio, il guardaroba di Cathy, totalmente estraneo alle mode dell’epoca.

Tuttavia, l’eccessiva idealizzazione di un’epoca storica, già vista con il fenomeno Bridgerton, trasforma il passato in un prodotto plasticoso facilmente vendibile. Infatti, con l’arrivo della serie sui grandi schermi abbiamo assistito al ritorno della moda ‘regencycore‘ (tra corsetti, maniche a sbuffo e perle).

Il fenomeno, inoltre, è stato accompagnato da un boom del turismo britannico e dal ritorno alla popolarità dell’arredamento d’epoca. C’è stata una grande influenza anche sul mondo dell’estetica, che ha rimesso al centro un make-up naturale, guance rosee e un incarnato luminoso, come dettato dalla moda di allora.

La rappresentazione di un diciannovesimo secolo glamour vende ed affascina tantissimo, sostituendosi alla realtà di un assetto societario estremamente disuguale e rigido. Dietro alla patina accattivante si nascondono pessime condizioni igieniche e politiche, per colpa delle quali le eroine che oggi sono protagoniste sui grandi schermi, al tempo, non avrebbero avuto alcuna possibilità di successo.

Catherine Earnshaw (warnerbros.it)

Tra Brontë e Fennell: cosa resta e cosa cambia

Copertina di Cime tempestose, edizione Feltrinelli
Universale economica (ibs.it)

A suo tempo, anche il romanzo di Emily Brontë era stato oggetto di parecchie critiche. Si tratta di un racconto crudo su un amore viscerale e ossessivo, ambientato nelle – fortemente gotichebrughiere dello Yorkshire.

I due personaggi, Heathcliff e Catherine (detta Cathy), hanno una relazione che oggi definiremmo tossica.

Lui ama lei da quando – ancora bambino e orfano – è stato accolto nella casa di Wuthering Heights (letteralmente, “Cime Tempestose”) dal padre di lei, il signor Earnshaw. Quando Cathy, per convenienza economica e sociale, decide di sposare il ricco vicino Edgar Linton, Heathcliff è umiliato e distrutto.

Dopo essersi allontanato torna dopo diversi anni, deciso a vendicarsi. Di conseguenza, trascina entrambe le famiglie in una spirale di sofferenza che dura due generazioni, prima di un finale di parziale riconciliazione.

Il film si concentra sulla prima metà della storia, ne omette personaggi importanti (come l’irascibile fratello di Catherine), e marginalizza figure prima centrali. Heathcliff perde i tratti fisici assimilabili a un’origine esotica e viene rappresentato con le fattezze puramente europee di Jacob Elordi.

Anche della seconda generazione non c’è traccia. I figli dei protagonisti (Catherine Linton, Hareton Earnshaw e Linton Heathcliff) non compaiono mai sul grande schermo, privando Cime Tempestose di uno degli archi narrativi migliori: quello sul ciclo di abusi e odio che finalmente viene spezzato.

La versione di Fennell sembra concentrarsi invece solo sulla passione bruciante ed ossessiva dei due protagonisti, trascurando i dettagli della struttura narrativa psicologicamente complessa del libro.

Questo riadattamento impressionistico ed estetico si lega a una visione ‘plasticosa’ di una storia che, in realtà, offre tantissime dimensioni di lettura. Il motivo per cui, paradossalmente, vediamo al cinema una rappresentazione così personalizzata e rielaborata.

L’urlo sonoro della brughiera: Charli XCX reinventa Brontë

Uno degli elementi più particolari di questo film è sicuramente la colonna sonora, firmata Charli XCX. Giovane artista inglese, è una delle voci più innovative del pop contemporaneo: sperimentale, irriverente e sempre un passo avanti rispetto alle tendenze.

La sua musica, solitamente caratterizzata da beat veloci e frizzanti, in questo film abbraccia sonorità atmosferiche, dark e ‘cinematografiche’, con collaborazioni come House con John Cale – la canzone che apre tutta la pellicola – o tracce dal testo intenso come Chains of Love.

Album e vinile di Wuthering Heights di Charli XCX (warnermusic.it)

Il contrasto tra la musica e le ambientazioni della narrazione crea una dissonanza chiara, che – se è vero che può lasciare alcuni spettatori con l’amaro in bocca – può anche creare un effetto magico per diversi altri.

La colonna sonora eleva l’esperienza emotiva e crea un universo sonoro a parte, etereo ed intenso. Le basi pulsano tra sonorità pop ed elettriche che contrastano con l’oscurità del paesaggio, cosicché i momenti di climax emotivo rispecchino la furia e la passione dei personaggi.

Il risultato è quindi un perfetto connubio tra hyperpop moderno e gotico romantico, una costante fluttuazione tra malinconia, euforia e passioni tormentate.

Il simbolismo delle ambientazioni

In Cime Tempestose la scenografia e le ambientazioni hanno un ruolo fondamentale nel raccontare la storia.

Le brughiere parlano, abbracciano i personaggi che in esse si muovono, soffrono e amano. Anche gli spazi vuoti e i colori sono strumentali alla riuscita del racconto. Anche per questo, ad esempio, i toni delle immagini di Wuthering Heights sono molto diversi da quelli di Thrushcross Grange.

Heathcliff (warnerbros.it)

Wuthering Heights è legata alla famiglia Earnshaw che vive all’ombra dell’alcolismo di un padre violento, incapace di gestire sé stesso e gli altri. I colori sono cupi e la poca luce non sembra mai scaldare del tutto. I personaggi sono sporchi, tormentati, feriti. Wuthering Heights sembra l’estensione della pesantezza emotiva dei suoi abitanti, legati alla casa infestata, che li soffoca.

Wuthering Heights (warnerbros.it)

Thrushcross Grange è invece il mondo colorato, abitato da Catherine e dal suo nuovo marito. Una sorta di bomboniera che mescola azzurro, rosa e bianco, in netto contrasto con gli spazi di Wuthering Heights.

Gli abitanti della casa giocano e ridono e ognuno ha un proprio spazio; tuttavia, la violenza rimane anche nell’apparente idillio. C’è il rosso – simbolo di passione, vendetta e desiderio e, infine, morte – nelle gonne e nei nastri di Catherine e Isabella (la protetta di Linton). Ma anche nel sangue, che scorrerà nella casa, ricordandoci la natura irreparabilmente violenta del racconto.

Thrushcross Grange (warnerbros.it)

L’estetica visiva racconta ancor più delle parole ed è ricca di simboli. Lo testimoniano i riferimenti costanti alle mani in Thrushcross Grange, con porta candele a forma di mano e una scultura composta da centinaia di mani che emergono dal camino. Una rappresentazione della natura fisica del rapporto tra Catherine e Heathcliff, della sensazione di ‘essere toccati‘ dai fantasmi del passato e della mancanza di autonomia di Catherine, imprigionata in una ‘gabbia dorata’.

I simboli trasmettono passione, isolamento e conflitto. Nella fotografia di questa pellicola nulla è lasciato al caso. Tutto ha un significato, e su questo anche la critica ha avuto poco da ridire.

Catherine nelle brughiere (warnerbros.it)

L’amore come ossessione e annullamento di sé

Secondo alcuni critici e spettatori, l’adattamento sembra privilegiare la cifra stilistica e la provocatorietà, a scapito della tematica originale.

Alcuni trovano che il film si concentri troppo sulla sensualità dei personaggi e meno sulla complessità psicologica originale del romanzo. Una scelta che riduce le dimensioni in cui i personaggi si esprimono e adatta la realizzazione cinematografica di un grande classico ad un mercato ancora legato al caso mediatico di 50 Sfumature.

I commenti del pubblico, in diverse discussioni aperte su forum dedicati (come Reddit, dove la comunità si è infiammata parecchio), hanno descritto alcune scelte stilistiche come visivamente accattivanti ma emotivamente superficiali. La storia è, secondo alcuni, troppo romanticizzata.

Le citazioni che danno voce all’ossessione tra i due personaggi – come la famosissima “di qualsiasi cosa siano fatte le nostre anime, la sua e la mia sono uguali” – vengono proposte come rappresentazione di un semplice grande amore, quando invece sono chiari segnali di un rapporto tossico.

Catherine e Heathcliff (warnerbros.it)

 A prodotti mediatici indirizzati a questa fascia specifica di pubblico (spesso di giovani ragazze ancora adolescenti) viene spesso rivolta la critica di idealizzare eccessivamente un rapporto sregolato e disfunzionale, in cui non c’è libertà e ci si perde, finendo per rinunciare alla propria identità in favore dell’altro

Lui è più me stesso di quanto io lo sia

Cathy a Nelly

L’amore è rappresentato come un tormento che imprigiona e appesantisce, invece che elevare. Una condizione da cui nemmeno la morte può liberare il singolo: d’altronde, alla fine del film, Heathcliff chiede al fantasma di Cathy di perseguitarlo.

Insomma, il film manca di denuncia: il dolore viene romanticizzato, confezionato in un pacchetto rosa pastello e venduto sul grande schermo come addirittura desiderabile.

Cime Tempestose” di Fennell: un classico reinventato o stravolto?

Intenzionalmente o meno, Emerald Fennell produce una versione incantata di uno dei racconti più tormentati e densi del suo tempo.

Emerald Fennell durante le riprese (warnerbros.it)

L’adattamento è audace e divisivo e, più che riportare fedelmente il romanzo sullo schermo, lo rappresenta con un linguaggio – visivo e sonoro – moderno e sensuale. Tuttavia, nel rifacimento di un’opera c’è sempre, in ogni tempo, una tensione tra innovazione artistica e rispetto dell’originale di partenza.

Cosa significa, nel 2026, adattare un classico? Quante sperimentazioni creative sono concesse? Quanto lontano ci si può spingere nella personalizzazione?

E quanta innovazione accetterà il pubblico? Si tratta di domande che, oggigiorno, ogni regista si deve porre prima di mettere mano a una storia come questa. Personalmente ho apprezzato l’intensità emotiva e alcune scelte stilistiche, ma ho trovato il film poco accurato nei riguardi dello spirito e della complessità del romanzo originale. L’impatto estetico è privilegiato a scapito della profondità psicologica dei personaggi.

In bilico tra fedeltà e provocazione, la versione di Emerald Fennell non chiede di essere amata ma di essere attraversata, come una brughiera in tempesta che non consola, ma lascia il segno.

Irene Carminati

(In copertina foto di warnerbros.it)


Tra vento e desiderio: il nuovo volto di Cime Tempestose firmato Emerald Fennell è un articolo di Irene CarminatiClicca qui per altri articoli dell’autrice!

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