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Olimpiadi Milano-Cortina – La ribalta delle donne

copertina milano-cortina

Le atlete azzurre sono state le protagoniste assolute delle Olimpiadi di Milano-Cortina: non solo tante medaglie, ma soprattutto storie di rivincita personale, difficoltà e record assurdi. Eppure, i media sportivi continuano, ancora oggi, a prediligere una narrazione legata alla bellezza estetica, al ruolo sociale e ai pettegolezzi. Ripercorriamo il percorso olimpico di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, AriannaFontana e Stefania Constantini.


La spedizione azzurra a Milano-Cortina è stata un trionfo: 30 medaglie, quarto posto in classifica e miglior risultato di sempre nelle Olimpiadi Invernali.

I racconti su questa manifestazione sono infiniti: si può parlare dell’impatto ambientale e di come questi eventi cambino i Paesi ospitanti; oppure si può parlare dei malumori, delle proteste e dei tentativi di sabotaggio che sistematicamente accompagnano le grandi competizioni.

Ma una cosa è certa: se in Italia, che ospita la massima competizione sportiva mondiale, la narrazione mediatica privilegia dimensioni private, estetiche e relazionali rispetto alla performance agonistica, allora il problema non è giornalistico, ma culturale – e il problema, purtroppo, si manifesta con maggiore evidenza quando a essere raccontate sono atlete donne.

Federica Brignone: oro nel super-G e nello slalom gigante

Federica Brignone non ha bisogno di presentazioni: pluricampionessa mondiale in diverse specialità e ben 85 podi in carriera fanno di lei la sciatrice italiana più vincente di sempre. Prima di Milano-Cortina, al suo palmarès mancava solo l’oro olimpico.

Federica Brignone olimpiadi milano-cortina donne
Federica Brignone (Giornale di Brescia)

Dopo essersi aggiudicata un argento e un bronzo nello slalom gigante nelle due olimpiadi precedenti e il bronzo nella combinata a Pechino 2022, l’atleta milanese è riuscita a collezionare due ori nell’edizione casalinga, nel super-G e ancora nello slalom gigante, la sua disciplina preferita.

I suoi ultimi successi sono delle vere e proprie imprese sportive: la presenza della sciatrice, infatti, era a forte rischio a causa di un infortunio gravissimo alla gamba sinistra dello scorso aprile. Frattura di tibia e perone e rottura del legamento crociato, a 35 anni, possono segnare la fine della carriera sportiva. Ma non per lei.

La Brignone, in soli 318 giorni, non solo è tornata sugli sci, ma ha partecipato ai Giochi Olimpici come portabandiera della nazionale azzurra a Cortina. Le due vittorie, dunque, rappresentano il sudore e il coraggio di chi non si arrende mai, come lei stessa ha dichiarato: “Volevo dimostrare a me stessa che sarei stata capace di rientrare da qualcosa di veramente impossibile da fare“.  

I successi e… il nuovo fidanzato

Nonostante le vittorie straordinarie, i riflettori non si sono concentrati sulle discese impeccabili della Tigre di La Salle, ma sulle presenze in tribuna. A Cortina, durante la gara della campionessa olimpica, accanto alla famiglia e agli amici più stretti sedeva anche il suo presunto nuovo compagno, James Kevin Mbaye.

È bastato questo per scatenare i principali quotidiani nazionali, con la notizia rimbalzata ovunque sul web e la sciatrice ribattezzata come “regina di cuori”.

olimpiandi milano-cortina donne brignone e kevin
Brignone e il fidanzato (Instagram)

Il gossip, certo, fa parte del sistema mediatico – e de gustibus non est disputandum – ma quello della Brignone non è un caso isolato: l’olandese Jutta Leerdam, pattinatrice di velocità sul ghiaccio, ha ottenuto un oro e un argento a Milano-Cortina 2026; eppure in Italia è associata più alla relazione con lo youtuber e pugile Jake Paul che ai suoi risultati sportivi.

La domanda allora è inevitabile: nel pieno delle Olimpiadi, è davvero questo il racconto che devono proporre i giornali sportivi – e non le testate di cronaca rosa? E soprattutto, perché questa narrazione sembra riguardare quasi esclusivamente atlete donne?

Francesca Lollobrigida: il missile su pista

Il profilo di Francesca Lollobrigida non si discosta molto da quello della Brignone: campionessa affermata, all’ultimo appuntamento con la competizione a cinque cerchi e alla ricerca dell’oro olimpico che manca nella sua bacheca dei trofei. A Milano-Cortina ne sono arrivati addirittura due.

olimpiadi milano-cortina donne Francesca Lollobrigida
Francesca Lollbrigida a Milano-Cortina (Radio Globo)

Classe ’91, punta di diamante della compagine azzurra nel pattinaggio di velocità, l’atleta romana arriva alle Olimpiadi con il desiderio di riscatto e la voglia di dimostrare che l’età non è un limite. Più volte, proprio a causa del fattore anagrafico, aveva riflettuto sul ritiro: “Volevo ritirarmi, poi mio marito, la mia famiglia e la federazione mi hanno chiesto di non mollare e non smettere, e ci sono riusciti”.

Sul ghiaccio arriva la risposta che aspettava: oro nei 3000m – e nuovo record olimpico – e nei 5000 metri, che si sommano all’argento e al bronzo di Pechino 2022.

Campionessa e mamma

Il 7 febbraio, giorno del suo compleanno, Francesca Lollobrigida conquista a sorpresa la sua prima medaglia. Lei stessa ha confermato come quel risultato fosse assolutamente inaspettato: “Onestamente volevo pattinare per il bronzo, il mio oro sarebbe stato quello”.

Eppure, il mattino successivo, l’argomento predominante non è il suo trionfo, ma suo figlio. Nel 2023 la velocista è diventata madre e, durante le interviste post-gara, ha scelto di portare con sé il piccolo Tommaso. Un gesto naturale, che però ha acceso polemiche sui social: il bambino, in cerca dell’attenzione della madre, avrebbe ‘disturbato’ il collegamento televisivo.

Francesca Lollobrigida figlio
Lollobrigida e Tommaso (Il Timone)

Ancor più sconfortanti però, sono i titoli dei principali quotidiani sportivi che la definiscono come “Super mamma”. Un’etichetta apparentemente positiva, ma che continua a intrecciare in modo indissolubile la dimensione privata e quella professionale delle atlete; o peggio, come se la maternità fosse concepita, al pari di un infortunio, come un inceppo del corpo nell’attività agonistica.

Non si tratta di chiedere lo stesso trattamento per i padri, ma di smettere di trattare la maternità come un fatto straordinario, quando ciò che dovrebbe fare notizia è l’impresa agonistica.

Arianna Fontana: La miglior azzurra di sempre

Trovare dei palmarès simili a quello di Arianna Fontana è davvero raro: 28 campionati italiani, 25 ori agli europei, oltre 15 medaglie ai mondiali e in doppia cifra anche alle Olimpiadi. Insomma, la pattinatrice di Sondrio conosce il significato della parola vittoria.

La carriera della velocista di short track inizia nel 2006, alle Olimpiadi di Torino, ed è affascinante come esattamente venti anni dopo – sempre in casa – Fontana sia diventata l’atleta italiana con più medaglie nella storia delle Olimpiadi, sorpassando lo schermidore Edoardo Mangiarotti che ne aveva collezionate 13 tra il 1936 e il 1960.

Arianna Fontana
Arianna Fontana a Milano-Cortina (Vogue)

A Milano-Cortina, la pattinatrice è la portabandiera italiana alla cerimonia d’apertura nel capoluogo lombardo: un riconoscimento simbolico che certifica il suo peso nella storia azzurra.

Passando alle gare: il 10 febbraio vince l’oro nella staffetta mista – con Pietro Sighel, Elisa Confortola e Thomas Nadalini – segnando l’ennesimo primato, quello delle sei edizioni consecutive dei Giochi Olimpici sul podio, eguagliando Armin Zöggeler; e poi trionfa con un argento nei 500 metri e un altro nella staffetta femminile.

Il rapporto incrinato nella squadra

“Se la strada non è dritta e ci sono duemila pericoli, ti basti solo ricordare che, che c’è un grande amico in me” scriveva Randy Newman nel 1995 per il film Disney, Toy Story. Il testo sembra l’immagine esatta dello speed track: nessuna strada dritta, infiniti pericoli, ciò che manca per Arianna Fontana pare essere solo un amico.

In seguito al primo oro nella staffetta mista, ancora una volta, i riflettori mediatici si concentrano sulle dichiarazioni al sangue di Pietro Sighel: “Arianna Fontana? Ma chi la conosce. Da otto anni si allena all’estero, è una sua scelta. Di sicuro con lei non siamo una squadra, se non per i due minuti e mezzo in pista”.

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Arianna Fontana e Pietro Sighel sul podio della staffetta mista a Milano-Cortina (Terzo Tempo Sport Magazine)

La replica della campionessa è secca: “Non mi interessa”, ma il caso ormai è diventato notizia. Nei giorni successivi il pattinatore trentino chiarisce attraverso i profili social che le sue parole sono state travisate e che “non intendevo sminuire nessuno, non si è trattato di un attacco personale”.

La verità non si conosce, probabilmente ‘sta nel mezzo’, ma resta una domanda: in un’Olimpiade segnata da primati storici e medaglie, era davvero necessario concentrare il dibattito sui rapporti interni alla squadra più che sull’ennesima impresa sportiva della pattinatrice più vincente della storia azzurra?

Stefania Constantini: bronzo e…

Stefania Constantini è il più grande talento femminile del curling italiano. Originaria di Pieve di Cadore, ma crescita a Cortina d’Ampezzo, si avvicina a questo sport a soli dieci anni. Da lì in poi, una scalata costante fino all’oro conquistato nel doppo misto con Amos Mosaner nei Giochi di Pechino 2022 – prima storica medaglia olimpica dell’Italia in questa disciplina.

Arriva a Milano-Cortina, dopo la vittoria dei Mondiali nel 2025 in coppia con lo stesso compagno trentino, alla ricerca della riconferma nella competizione a cinque cerchi. In seguito ad un percorso altalenante, i due campioni riescono a conquistare uno splendido bronzo grazie alla vittoria nella ‘finalina’ contro la Gran Bretagna.

Stefania Costantini
Stefania Costantini a Milano-Cortina (Vogue)

Stefania Constantini è il più grande talento femminile del curling italiano. Originaria di Pieve di Cadore, ma crescita a Cortina d’Ampezzo, si avvicina a questo sport a soli dieci anni. Da lì in poi, una scalata costante fino all’oro conquistato nel doppo misto con Amos Mosaner nei Giochi di Pechino 2022 – prima storica medaglia olimpica dell’Italia in questa disciplina.

Arriva a Milano-Cortina, dopo la vittoria dei Mondiali nel 2025 in coppia con lo stesso compagno trentino, alla ricerca della riconferma nella competizione a cinque cerchi. In seguito ad un percorso altalenante, i due campioni riescono a conquistare uno splendido bronzo grazie alla vittoria nella ‘finalina’ contro la Gran Bretagna.

L’impatto del curling in questa Olimpiade è sorprendente: le partite del duo italiano sono tra le più seguite dal pubblico, mentre sui social impazzano video di utenti che provano a imitare il lancio della stone e la celebre ‘spazzolata’ con gli oggetti più improbabili trovati in casa.

… una bellezza disarmante

Nonostante tutti questi presupposti, l’attenzione del pubblico e del giornalismo è altrove: il suo sguardo ha monopolizzato l’algoritmo di TikTok, con video e brevi scatti che hanno ottenuto migliaia di interazioni; la sua vita privata ha intasato i titoli dei quotidiani che raccontano il suo passato da commessa e la sua relazione con il giocatore di hockey, Domenico Dalla Santa.

La questione è sempre la stessa: tutto questo ha poco a che fare con il bronzo olimpico. Quand’è che si inizierà a parlare di sport sui quotidiani sportivi? Quand’è che, nella competizione più importante al mondo, si inizieranno a commentare le performance e le imprese degli atleti?

Il giornalismo sportivo: un movimento da rifondare

Le storie di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Arianna Fontana e Stefania Constantini mettono in mostra la crisi del giornalismo sportivo italiano. Un movimento che continua a preferire del becero gossip travestito da sport al racconto delle storie che ruotano intorno ad una manifestazione globale.

Una narrazione giusta e sportiva, a tutti gli effetti, dovrebbe raccontare gli anni di sacrifici e di rigida disciplina che accompagnano gli atleti a questi appuntamenti; dovrebbe spiegare le tecnice e le strategie di discipline poco conosciute, offrendo loro la visibilità che meritano; dovrebbero mostrare come si costruiscono le vittore, come il talento e l’impegno possono trasformarsi in risultati e trionfi. Ma non succede, e spesso, purtroppo, a discapito di donne.

Le atlete vengono raccontate per come appaiono, per il loro passato, per il loro carattere – più o meno simpatico – e per i loro rapporti interpersonali. Finché il contorno prenderà il posto dell’impresa, non è lo sport a perdere: è il racconto.

Mattia Pallotta


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Sull'autore

Sono uno studente INCOM a Bologna, laureato in Comunicazione, classe 2003 e orgogliosamente fuorisede. Vengo da Castel di Sangro, un paesino di montagna in Abruzzo. La mia passione? Sport, sport e.... SPORT
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