Cultura

Milano-Cortina 2026: quando i Giochi cambiano la città

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Mentre Milano si prepara ad accogliere il mondo per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, affiorano ritardi, disagi, lavori sottopagati e scelte urbanistiche discutibili. Ogni edizione delle Olimpiadi assicura almeno un lascito positivo, ma non sempre le città che ospitano i Giochi ne traggono beneficio, anzi.


Da Expo 2015 a Milano-Cortina 2026

Le Olimpiadi sono uno dei principali eventi mediatici del mondo, nate con lo scopo di celebrare lo sport a livello internazionale. Organizzate dal Comitato Olimpico Internazionale, si svolgono ogni quattro anni e vengono assegnate a una o più città attraverso un lungo processo di candidatura. Le città che ospitano i Giochi investono importanti risorse pubbliche e private con lo scopo di costruire infrastrutture, impianti sportivi e servizi, con la speranza che le Olimpiadi possano lasciare un’eredità positiva e duratura alla città.

Milano si affaccia alle Olimpiadi forte di un’esperienza consolidata nella gestione di grandi eventi internazionali. Eventi come Expo 2015, il Salone del Mobile e le settimane della moda hanno aiutato la città a trasformarsi in un centro capace di assorbire e gestire flussi di visitatori. Dal punto di vista dello spostamento, la città può contare su una vasta rete di trasporti che comprende metropolitane, treni e tre aeroporti di riferimento. In vista dei Giochi, sono stati potenziati i collegamenti con le sedi olimpiche in zone di montagna, per facilitare il trasporto degli atleti e dei turisti.

Il simbolo dei giochi olimpici (NOVE).

Per quanto riguarda l’accoglienza, Milano dispone di un vasto numero di alberghi, accompagnati da locali affittabili a breve termine, che assicurano flessibilità e consentono alla città di far fronte alla vasta presenza di turisti; ciò, però, ha anche comportato l’innalzamento dei prezzi.

La vera sfida, tuttavia, rimane la gestione dei flussi: coordinare mobilità, sicurezza e servizi senza compromettere la vita quotidiana dei residenti. Accogliere un evento di portata globale comporta trovare un equilibrio tra il riconoscimento internazionale e le esigenze della città, una prova fondamentale per il futuro di Milano.

Quest’anno le Olimpiadi si svolgeranno dal 6 al 22 febbraio e coinvolgeranno un territorio ampio e frammentato, che va da Milano alle Alpi, toccando Cortina, la Valtellina e altre località di montagna.

A poche settimane dall’inizio dei Giochi, però, emergono le complessità e le contraddizioni di questo progetto: ritardi nei cantieri, impatti ambientali, lavoro precario e incognite riguardo al futuro utilizzo delle infrastrutture. Un evento che propone sviluppo e visibilità, ma che porta ad interrogarci su quali siano davvero stati i benefici di queste decisioni e le conseguenze arrecate alla città.

Milano: tra l’ambizione e la corsa contro il tempo

98 interventi, 47 impianti sportivi, 51 infrastrutture di trasporto, per un valore complessivo di 3,4 miliardi di euro: questo è l’ambizioso programma che SIMICO (Società Infrastrutture Milano Cortina) ha realizzato per assicurarsi di accogliere competizioni, atleti e turisti in questa nuova edizione delle Olimpiadi.

Come si evince dal report ufficiale della candidatura italiana, le sedi di Milano-Cortina comprendono quattordici sedi di gara, suddivise in quattro cluster, ossia le diverse località di gara, che corrispondono a Milano, Valtellina, Cortina e Val di Fiemme.

Varie sedi degli eventi olimpici (Confcommercio).

Il Cluster di Milano include solo tre impianti di gara: Pala Italia Santa Giulia e Arena Hockey Milano, dove si terranno le competizioni di hockey, e il Forum Mediolanum, che accoglie le gare di pattinaggio di figura e Short Track. Solo due impianti su tre hanno necessitato di infrastrutture completamente nuove.

L’infrastruttura Pala Italia Santa Giulia è stata costruita da investitori privati a Santa Giulia, con una capienza di 15.000 spettatori. Al termine dei giochi ospiterà il torneo maschile e tutte le finali mondiali di hockey. Per quanto riguarda l’Arena Hockey Milano, la struttura verrà solo ristrutturata in quanto era già stata costruita in sostituzione della principale Arena Sportiva nel 1985. L’unico impianto già costruito, a cui non devono essere apportate modifiche, è il Forum Mediolanum.

Altra infrastruttura che la città erediterà è il Villaggio Olimpico e Paralimpico, presente all’interno del programma di ristrutturazione di Porta Romana. Il progetto comprende il recupero di due strutture storiche, la realizzazione di sei nuovi edifici residenziali e spazi per servizi, come palestre e ristoranti. Al termine delle Olimpiadi il complesso sarà trasformato in uno studentato universitario.

Sempre secondo il report ufficiale della candidatura italiana, la realizzazione del Villaggio Olimpico sarebbe dovuta terminare nel giugno 2025, la costruzione del Pala Italia Santa Giulia nel dicembre 2023, mentre l’Arena Hockey Milano nell’ottobre 2021. Tutte queste infrastrutture, però, sono state portate a termine, o quasi, con non pochi ritardi. Infatti, il Villaggio Olimpico è stato completato e consegnato alla Fondazione Milano Cortina verso la fine del 2025, l’Arena Hockey Milano è stata completata nei primi giorni di gennaio 2026, mentre il Pala Italia Santa Giulia non è ancora stato portato a termine.

Il cantiere Santa Giulia è aperto giorno e notte per l’inaugurazione prevista il 5 febbraio (un giorno di anticipo rispetto all’inizio delle Olimpiadi). Nel frattempo, però, il New York Times quasi ogni giorno pubblica foto e video a dimostrazione di quanto sono in ritardo con i lavori: il terzo anello ancora non è concluso, l’area ospitalità, i bar, i parcheggi, le strade di accesso sono ancora luoghi completamente inagibili. In più, la pista secondaria è ancora off-limits come la stessa sala stampa. Cristophe Dubi, Direttore Esecutivo dei Giochi Olimpici del CIO, ha rassicurato la stampa affermando: “C’è del lavoro da fare, ma siamo fiduciosi che sarà tutto pronto in tempo”. 

Una vista satellitare dei lavori per la pista di bob a Cortina d’Ampezzo (altraeconomia).

L’impatto ambientale delle Olimpiadi su Milano

L’organizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina si propone come una delle edizioni “più sostenibili di sempre”, ma i dati disponibili mostrano una realtà contraddittoria, soprattutto per quanto riguarda il contesto urbano milanese.

La costruzione di nuove strutture ha comportato un consumo elevato di risorse e un aumento di emissioni relative ai cantieri. In particolare, le aree di Santa Giulia e Porta Romana sono state sottoposte ad interventi molto intensi che, da un lato, puntano allo sviluppo della zona, ma dall’altro hanno sollevato critiche per le conseguenze sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento acustico e sulla vivibilità dei quartieri.

Per quanto riguarda le infrastrutture, è stato svelato che la maggior parte delle opere realizzate in vista delle Olimpiadi non ha seguito le procedure complete di valutazione ambientale. Il report di Open Olympics rivela che circa il 64% delle opere previste non è stato sottoposto a una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in fase preliminare. Questa omissione è stata giustificata spiegando l’urgenza del progetto, ma solleva forti preoccupazioni e dubbi sulla trasparenza di queste costruzioni e sul loro reale impatto sul suolo e sul contesto urbano.

Inoltre, i dati riguardanti l’impronta di anidride carbonica, nonché l’indicatore di quanto la preparazione ai Giochi abbia influito sul riscaldamento globale, non sono accessibili al pubblico. La Fondazione Milano-Cortina, in relazione a questa discussione, ha pubblicato un dato del 2024 che rivela che l’ammontare complessivo è di circa un milione di tonnellate di CO2, una quantità significativa se confrontata con altri eventi globali; ad esempio, per i Giochi Olimpici di Parigi sono state emesse in totale 2 milioni di tonnellate di CO2.

Nonostante queste ambiguità, all’inizio delle costruzioni per le Olimpiadi era stato promesso ai cittadini che il progetto sarebbe stato sostenibile e non avrebbe danneggiato il territorio. Tuttavia, le critiche di esperti sottolineano che spesso la sostenibilità dichiarata sia più teorica che pratica.

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Murales per Olimpiadi, Via Ripamonti, Milano (MilanoToday).

Come sono state accolte le Olimpiadi dai cittadini?

Nonostante i sondaggi di Confcommercio dimostrino che la maggior parte della popolazione milanese è incline ad ospitare le Olimpiadi, alcuni cittadini hanno espresso molti dubbi e preoccupazioni sull’impatto che i Giochi avranno sulla città. Coloro che hanno partecipato al sondaggio sono per lo più lavoratori (80%) o pensionati (14%), e ben il 37,5% di loro appartiene al quartiere di Milano, mentre il 10% a Monza e Brianza.

Come riportato dal sondaggio, il 64% della popolazione della Lombardia gradisce molto ospitare le Olimpiadi, il 20% gradisce abbastanza e il restante 16% gradisce poco ospitare i Giochi.

Esponente di questo dissenso è il CIO (Comitato Insostenibili Olimpiadi), una rete di collettivi, comitati e associazioni che ha organizzato cortei e manifestazioni durante i giorni di apertura delle Olimpiadi. Secondo il comitato, i Giochi rovineranno il territorio, consumeranno risorse ed energie e non tuteleranno gli abitanti della città con nessuna garanzia.

Infatti, una parte di cittadini milanesi lamenta la gestione dei trasporti: se da un lato alcuni risultano soddisfatti dello sviluppo delle reti, altri temono che la rete attuale non possa sostenere il flusso di turisti, e che questo fattore possa aumentare disservizi e stress per chi abita nel centro urbano.

Inoltre, il dibattito riguarda anche l’accessibilità ai Giochi stessi: il costo dei biglietti risulta insostenibile per molte famiglie milanesi. Quindi, nonostante le competizioni si svolgano nella stessa città in cui abitano, non potranno godere dell’esperienza per i prezzi esorbitanti.

In vista dell’apertura dei Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026, programmata per venerdì 6 febbraio, sono state effettuate delle modifiche alla viabilità e ai settori scolastici. Infatti, per tutta la giornata dell’inaugurazione, le principali sedi universitarie e scolastiche saranno chiuse e le relative attività sospese, proprio perché queste aree vedranno il passaggio della fiaccola olimpica e l’arrivo delle delegazioni internazionali.

La giornata olimpica, inoltre, comporterà anche strade chiuse e limitazioni alla circolazione non solo nelle aree presso San Siro, luogo della cerimonia, ma anche nelle zone centrali della città di Milano, soggette ai cortei e agli arrivi ufficiali.

Nonostante queste misure siano state adottate per ragioni di sicurezza e controllo degli accessi, queste decisioni hanno provocato un grande disagio: studenti, famiglie e lavoratori lamentano che queste chiusure ostacoleranno la vita quotidiana dei cittadini, perché comportano difficoltà nello spostamento, ripercussioni sul piano didattico e un senso di esclusione per chi non ha l’opportunità di partecipare direttamente.

Molti hanno sostenuto che, nonostante l’importanza dell’evento, le istituzioni avrebbero potuto adottare delle soluzioni più equilibrate per coloro che vivono e lavorano in città.

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Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima Sgr, sul tetto di uno dei palazzi che ospitano il Villaggio olimpico, durante la sua costruzione (ilGiorno).

Lavoro e sicurezza alle Olimpiadi

Le Olimpiadi Milano-Cortina hanno offerto molte opportunità di lavoro ai cittadini: si stima che siano state aperte migliaia di posizioni lavorative tra cantieri, infrastrutture e servizi legati all’evento. Molti lavoratori hanno partecipato ad attività che spaziano dall’edilizia alla logistica, contribuendo ad accelerare i progetti per le infrastrutture dei Giochi.

Accanto alle opportunità lavorative, tuttavia, sono emersi timori riguardo la qualità del posto di lavoro e la sicurezza dei cantieri. Sicuramente un fattore che ha aggravato le condizioni dei lavoratori è stata la velocità con cui gli operai dovevano portare a termine i progetti, un’urgenza che, molto spesso, ha portato a trascurare alcune precauzioni.

Un anno fa sono stati realizzati dei controlli sporadici che hanno rivelato che circa il 70% dei cantieri presentava irregolarità, tra cui la mancanza di certificati di sicurezza sul lavoro e falsi attestati di formazione. Questa situazione ha spinto le autorità a intensificare i controlli nelle aree di cantiere.

Le preoccupazioni si sono rivelate fondate in seguito a tragici incidenti sul lavoro: nel dicembre 2024, Salvatore Briamonte, un operaio di 65 anni, perse la vita dopo essere caduto nella vasca di un macchinario per la distribuzione del cemento che stava pulendo. Sono stati immediatamente chiamati i soccorsi, ma purtroppo non è riuscito a salvarsi.

Più recentemente, nel gennaio 2026 un vigilante di 55 anni, Pietro Zantonini, è morto durante la notte. Il suo compito sarebbe stato quello di sorvegliare il cantiere olimpico di Cortina, ma a causa delle basse temperature, scese fino a -12 gradi, Zantonini ha accusato un malore. La famiglia ha denunciato le condizioni di lavoro inadeguate e la mancanza di protezioni contro il freddo. Diversi lavoratori hanno segnalato problematiche relative ai duri lavori a cui erano sottoposti, come turni notturni prolungati, esposizione a temperature estreme e mancanza di sicurezza per i lavoratori.

Già nell’ottobre 2025 era stato firmato un accordo tra Fondazione Milano-Cortina e i sindacati, con la promessa di promuovere salute, sicurezza e qualità del lavoro in cantiere. Nonostante l’accordo, però, la teoria non è stata messa in pratica: molti sindacati, nel gennaio 2026, hanno definitoinaccettabili” ritardi nel reperire strumenti di vigilanza per i lavoratori, sottolineando la necessità di rafforzare la presenza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza nei cantieri olimpici.

Milano-Cortina: un’eredità oltre i Giochi

Secondo la strategia presentata nel report ufficiale della Fondazione Milano-Cortina, i Giochi non sono considerati solamente una manifestazione temporanea, ma sono percepiti come una possibilità per la città di Milano di svilupparsi ed ottenere visibilità a livello internazionale.

Uno degli aspetti più concreti di questa eredità saranno sicuramente gli edifici realizzati in occasione dei Giochi. Il Villaggio Olimpico di Milano sarà destinato a diventare uno studentato universitario, con aree verdi e spazi ricreativi per gli studenti universitari. Anche se, come indagato da Report, queste residenze richiedono il pagamento di un affitto inaccessibile alla maggior parte degli studenti che ancora non possiedono un lavoro, e uno stipendio stabile.

Mentre altre opere, come il Pala Italia Santa Giulia e l’Arena Hockey Milano, dopo le Olimpiadi, saranno adibite ad ospitare gli eventi, principalmente competizioni di hockey.

Anche i trasporti sono destinati a trarre vantaggio dalle Olimpiadi. Sono state infatti potenziate le reti metropolitane e ferroviarie al fine di agevolare lo spostamento dei turisti durante le giornate dedicate ai Giochi. Sicuramente questo miglioramento risulterà proficuo soprattutto per coloro che abitano in città.

Inoltre, sono state anche migliorate le strade che connettono Milano ad altri centri legati alle Olimpiadi, come Cortina, Bormio e la Valtellina, sia per facilitare lo spostamento di atleti e turisti, sia per, in futuro, velocizzare lo spostamento di coloro che si dirigono in montagna.

Una scommessa per il futuro

Nonostante questo, sorgono domande senza risposta: sarà Milano in grado di sostenere e mantenere le nuove infrastrutture o si trasformeranno in altre cattedrali del deserto? Saranno mantenute le promesse riguardo il riutilizzo delle infrastrutture realizzate? Quali sono i reali benefici per i cittadini milanesi? Milano dovrà essere in grado di valorizzare il nuovo territorio e le nuove costruzioni per creare opportunità per le nuove generazioni. Sarà in grado di raggiungere questo obiettivo?

Le Olimpiadi Milano-Cortina rappresentano per Milano un’opportunità unica, capace di offrire alla città un potenziamento economico e infrastrutturale di cui la città potrà beneficiare per un periodo duraturo, ben oltre i Giochi.

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Stadio San Siro a Milano, dove si terrà la Cerimonia di Apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali (QualityTravel).

Emergono, però, con chiarezza le preoccupazioni: l’impatto ambientale dei cantieri, il costo delle costruzioni, le condizioni di lavoro precario e le disuguaglianze interne. Eventi come Expo 2015 e le Olimpiadi Milano-Cortina hanno sicuramente portato, e porteranno, significativi investimenti e visibilità alla città di Milano, ma sollevano anche dubbi sulle disuguaglianze socio-economiche sviluppatesi.

Expo 2015 ha attirato oltre 22 milioni di visitatori e aumentato l’attrattività turistica sulla città, ma questi risultati non sono stati uniformemente recepiti: la riqualificazione del territorio ha contribuito a una crescita dei prezzi immobiliari e alle tendenze di gentrificazione del quartiere, ampliando il divario tra i gruppi socio-economici e rendendo più difficile la vita urbana alle fasce sociali inferiori della società.

Sicuramente Expo 2015 ha rilanciato Milano, città che è, però, diventata sempre più solo per benestanti: come riporta il rapporto di Hanley & Partners, un milanese su dodici è ora milionario.

Nel caso delle Olimpiadi 2026, una ricerca recente evidenzia che il 95% delle piccole e medie imprese del Nord Italia che ospitano i Giochi si aspettano un impatto economico positivo, con miglioramenti negli àmbiti legati ai servizi e turismo.

Questi benefici, però, non garantiscono automaticamente un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini: questi eventi, infatti, se non accompagnati da misure di riequilibrazione, rinforzeranno solamente il già netto divario tra le classi sociali, portando Milano ad essere una città per turisti e residenti di alto reddito.

Il vero successo delle Olimpiadi non si vedrà con l’esito dei Giochi né tantomeno con le medaglie assegnate, ma si misurerà con la capacità di Milano di saper trarre beneficio da questa opportunità e trasformare questo grande investimento in un’eredità duratura.

Alissa Guarda

(in copertina: IlPost)


Milano-Cortina 2026: quando i Giochi cambiano la città è un articolo di Alissa Guarda. Clicca qui per leggere altri articoli dell’autrice!

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