CronacaReportage

Remigrazione a Piacenza – Il corteo negli scatti di Leonardo Garavaglia

Reportage remigrazione Piacenza Leonardo Garavaglia

Un’analisi diretta delle dinamiche di piazza e del controllo del territorio durante la mobilitazione per la ‘remigrazione’. Attraverso l’obiettivo di Leonardo Garavaglia, il resoconto documenta il difficile equilibrio tra diritto di cronaca e ostruzionismo militante in una Piacenza blindata dalla Polizia e dal ‘Servizio d’ordine’ organizzato dai manifestanti. 


Piacenza, sabato 24 gennaio: oltre 1.200 manifestanti si sono ritrovati alla mobilitazione organizzata da CasaPound, Fronte Veneto Skinhead, Rete dei Patrioti eBrescia ai Bresciani.

Il corteo, che ha sfilato tra una via Maculani e un viale Risorgimento blindate dalle Forze dell’ordine, è sceso in piazza per lanciare una proposta di legge sulla ‘remigrazione’. 

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Militanti in corteo / Foto: Leonardo Garavaglia

La manifestazione ha trasformato il centro di Piacenza in un palcoscenico di identitarismo neofascista e xenofobo, con l’obiettivo di raccogliere 50.000 firme per il blocco totale dei flussi migratori e l’espulsione dei clandestini.

Un’iniziativa che ha trovato una sponda politica nella partecipazione del capogruppo locale della Lega, e che segna un punto di incontro tra estrema destra e rappresentanza istituzionale.

I manifestanti, giunti in Piazzale Milano da diverse province del Nord Italia, hanno sfilato in tenuta, berretti neri e decine di bandiere tricolore. Come raffigurano le immagini catturate sul campo, tra la folla comparivano cartelli con volti di criminali stranieri, usati come pretesto per alimentare una narrazione criminalizzante e discriminatoria verso i non-italiani.

Narrazione che – di questi tempi giova ricordarlo – ignora deliberatamente la complessità (politica, sociale, economica) del fenomeno migratorio, e lo riduce a ‘invasione‘, o a qualunque altra catastrofe che legittimi una retorica anacronistica di riconquista (di cosa?) e sovranità nazionale.  

Dopo la manifestazione del 15 dicembre a Brescia, stavolta è stata Piacenza la protagonista dell’evento: secondo gli organizzatori, la città rappresenta uno dei casi più emblematici delle conseguenze dell’immigrazione di massa.

In una nota del Comitato si afferma che “è da una delle città più colpite dalla piaga dell’immigrazione incontrollata che, intendiamo ribadire, con una nuova iniziativa di piazza di carattere nazionale, la necessità che l’Italia adotti misure radicali”.  

Il Comitato prosegue affermando la volontà di depositare “la proposta di legge […] per far partire […] la raccolta firme dal mese di febbraio, con cui metteremo il governo italiano di fronte a una scelta chiara sul futuro dell’Italia: a favore o contro la Remigrazione”.  

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Militante con la bandiera tricolore / Foto: Leonardo Garavaglia

Dalla parte opposta della città, in Piazzale Genova, hanno sfilato diversi collettivi di sinistra – tra cui Controtendenza, R-esisto! e Schiaffo, insieme al sindacato S.I. Cobas di Piacenza – sorvegliati da un’imponente cellula delle Forze dell’ordine per evitare scontri tra i due cortei.

Gli attivisti hanno rivendicato l’identità multiculturale di Piacenza che, a partire dalle lotte nel settore della logistica, “ha dimostrato come italiani e migranti possano migliorare insieme condizioni di vita e salari”.

“Non accettiamo provocazioni neonaziste basate sulla retorica del divide et impera”, hanno ribadito, definendo tali gruppi un affronto alla sicurezza collettiva.   

Una piazza blindata per la ‘remigrazione’: il racconto fotografico di Leonardo Garavaglia

Di séguito il resoconto di questa giornata di manifestazioni e tensioni attraverso gli scatti sul campo del fotografo freelance Leonardo Garavaglia.

Presente lungo tutto il percorso del corteo, Garavaglia ha documentato il clima d’interazione – spesso teso – tra i manifestanti e l’obiettivo fotografico, e ha mostrato chiaramente come la piazza abbia reagito al tentativo di documentare i fatti in modo indipendente.

“Arrivo in Piazzale Milano verso le 15:45. Prima di entrare nel vivo della manifestazione, il servizio d’ordine interno mi interdice l’accesso al corteo: come fotografo freelance potrò restare solo ai margini, senza intervistare nessuno.

Raggiunta la testa del presidio – guidata da Luca Marsella (CasaPound), Ivan Sogari (VFS) e Salvatore Ferrara (Rete dei Patrioti) – vengo approcciato separatamente da Marsella e Ferrara, che mi interrogano sulla mia appartenenza al comitato e per chi stia lavorando.  

Poco dopo, un militante della sicurezza mi intima di allontanarmi con tono allusivo: «Lo sai benissimo perché, so cosa stai facendo».

Mentre mi sposto in una zona defilata, un altro militante inizia a tallonarmi finché non lo esorto a lasciarmi stare.

Due agenti di Polizia notano la scena e si avvicinano. Sono preoccupati per la mia sicurezza, e si offrono di scortarmi lontano; rifiuto gentilmente, e continuo a camminare ai lati della manifestazione.  

Quando il corteo arriva a Piazzale Milano, il clima si scalda: mentre scatto alcune foto laterali, un membro del servizio d’ordine interno mi spintona fisicamente.

Alla richiesta di lasciarmi lavorare risponde con minacce velate, spalleggiato da altri due militanti che mi accusano di provocare.

Intervengono nuovamente le Forze dell’ordine che, dopo avermi identificato, mi consigliano di assecondare le richieste dei manifestanti per la mia incolumità: «Lo sai come sono fatti, lo diciamo per proteggerti».

Concludono il discorso con un ambiguo «speriamo che tu non abbia bisogno di noi».  

Nonostante le pressioni, seguo il corteo fino a Palazzo Farnese, documentando i discorsi finali dei leader tra nostalgie sovraniste e cori stonati fino alla conclusione dell’evento”.  

Giorgia Orlando

(In copertina immagine di Leonardo Garavaglia)


Remigrazione a Piacenza è un reportage fotografico di Leonardo Garavaglia e Giorgia OrlandoClicca qui per altri articoli dell’autrice!

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