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On the road – Tutto quello che devi sapere per il tuo Interrail in Europa

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viaggi internazionali hanno acquisito sempre più popolarità negli ultimi decenni grazie all’Accordo di Schengen del 1995 e a molte altre agevolazioni fornite dall’Unione Europea. Oggi è possibile, per i più giovani, esplorare il territorio dell’UE attraverso una modalità di viaggio economica e sostenibile: l’Interrail. In questo articolo, troverete il reportage del viaggio di Ludovica Accardi e di Carlotta Bertinelli. 


Interrail: di cosa si tratta? Come si organizza?

Quando si parla di Interrail, si fa riferimento a un progetto promosso dall’Unione Europea: tramite un unico pass è possibile viaggiare in 33 Paesi diversi utilizzando il treno.

Si tratta di un’iniziativa nata nel 1972 per favorire la mobilità internazionale e la scoperta dell’Europa: nonostante siano passati più di 50 anni, l’Interrail è ancora ampiamente diffuso tra i giovani. Oggi è possibile, per i ragazzi under 18, ricevere il pass in maniera gratuita partecipando a un bando di selezione promosso dal sito DiscoverEU.

Per iniziare il proprio Interrail è necessario registrarsi sul sito interrail.eu e scegliere tra due pass: il più diffuso è il “Global Pass”, che permette di visitare più Paesi durante un unico viaggio; si può optare anche per il “One Country Pass”, che permette di esplorare a fondo un unico Paese.

Dopo l’acquisto, il viaggio si organizza interamente sull’app di DiscoverEU, tramite la quale si definiscono i giorni di spostamento e si prenotano i treni. I biglietti vengono salvati sul proprio profilo, sempre a portata di mano sotto forma di QR code.

Dopodiché, l’unica cosa che rimane da fare è preparare lo zaino e partire!

Il nostro itinerario: 6 Paesi in 22 giorni

Mercoledì 8 gennaio 2025 è arrivata la mail di conferma: avevamo vinto il pass partecipando al bando. L’Unione Europea ci avrebbe pagato sette giorni di viaggio che avremmo dovuto utilizzare in un mese.

Il nostro Interrail è durato ben 22 giorni, dal 24 luglio al 15 agosto, e ci ha portate alla scoperta di sei importanti città. Scegliere il percorso da seguire non è stato semplice: mettere d’accordo quattro persone su un itinerario così ampio è stato probabilmente più complicato del viaggio stesso! 

Il tragitto finale per cui abbiamo optato ci ha portate dalla Francia alla Croazia: partendo da Parigi, abbiamo visitato Amsterdam, Berlino, Praga, Vienna e Spalato, passando ben 2 giorni e 13 ore sui vari treni, come riportato dall’applicazione, con un totale di 3603 km

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La mattina del 24 luglio siamo atterrate all’aeroporto di Beauvais di Parigi, dopo il primo e unico viaggio affrontato in aereo, e ci siamo dirette all’ostello in cui avremmo soggiornato.

Nella capitale francese siamo state solo poco più di due giorni, dal giovedì al sabato pomeriggio. Nonostante la brevità della permanenza, i luoghi che abbiamo visitato sono stati numerosi. Abbiamo iniziato il viaggio nel cuore di Parigi, passando sotto la Torre Eiffel e vicino all’Arco di Trionfo. Il nostro alloggio si trovava vicino a Piazza della Bastiglia e, di conseguenza, vicino a Place des Vosges, uno dei luoghi più importanti della serie TV animata Miraculous

Amore e Psiche (Louvre)
La celeberrima statua di Amore e Psiche al Louvre (foto di Carlotta Bertinelli).

Il secondo giorno è stato quello più intenso: la giornata è iniziata con una lunga visita del Louvre, gratuita per i cittadini UE under 26 (così come tutte le nostre tappe successive). Dopo circa quattro ore siamo uscite per pranzare nei giardini delle Tuilerie, in cui si trovava la nostra seconda tappa: il museo de l’Orangerie, una pinacoteca che ospita le opere degli artisti impressionisti e post-impressionisti più famosi, come Monet e Turner.

Un’ora dopo il nostro itinerario ci ha portate verso la terza e ultima tappa, che si trovava su l’Île de la Cité. Avevamo infatti deciso di visitare la Sainte-Chapelle, uno dei più importanti monumenti dell’architettura gotica parigina, famosa non solo per i suoi maestosi archi rampanti, ma anche per le imponenti vetrate colorate che rendono l’interno della cappella un luogo magico.

La Sainte-Chapelle tuttavia non è la sola struttura celebre presente su l’Île de la Cité: infatti, lì si staglia anche la maestosa Notre Dame, che noi abbiamo osservato solo dall’esterno. 

Sainte-Chapelle Parigi
Le vetrate colorate della Sainte-Chapelle (foto di Carlotta Bertinelli).

Abbiamo poi deciso di trascorrere la nostra serata in uno dei locali jazz più famosi di Parigi, il Caveau de la Huchette, un jazz bar che prende vita sotto le strade della città, a pochi passi da Notre Dame. Il luogo è parecchio turistico, ma comunque meraviglioso: la musica viene eseguita dal vivo da una band di jazzisti, la luce è soffusa e la gente balla senza pensare a nient’altro.

Un ulteriore locale da non sottovalutare, vicino a Piazza della Bastiglia, è l’Atomic Cat Bar, un pub sotterraneo che si presenta simile a una realtà post-apocalittica e alternativa, in cui regnano la musica punk e rock. Il locale era semi-sconosciuto e pieno di gente del posto, e lì era possibile ballare, comprare gioielli e piccoli oggetti decorativi ma anche sedersi e semplicemente giocare a carte

L’ultima esperienza che ci ha regalato Parigi è stata una visita al Musée d’Orsay, un enorme museo che si trova all’interno di un’ex stazione ferroviaria, che si staglia imponente su 4 piani e dentro al quale ci siamo perse per circa 3 ore e mezza. Dopodiché, l’unica c

Dopo essere salite a bordo del nostro primo treno siamo arrivate ad Amsterdam Centraal, la stazione della famosa “Venezia del Nord”. Le attività da fare erano molte, Amsterdam si proponeva come una città ricca di storia e arte, ma anche scienza e tecnologia; infatti, il giorno dopo il nostro arrivo abbiamo visitato il NEMO, uno dei più importanti musei di scienza e fisica, ricco di attività interattive e adatto sia a studenti universitari che, soprattutto, a bambini. 

Amsterdam
Scorcio sui canali di Amsterdam (foto: Carlotta Bertinelli).

Il centro della città si sviluppa intorno a Piazza Dam, che ospita importanti monumenti come il Palazzo Reale Olandese e il Monumento Nazionale delle vittime della Seconda Guerra Mondiale, e da cui è possibile visitare quartieri come il Begijnhof, il Jordaan e, ovviamente, l’iconico quartiere a luci rosse

Un luogo da non ignorare, soprattutto se si vuole apprezzare di più la flora del posto, è il Flower Market, un insieme di bancarelle che costeggia i canali e vende semi di piante particolari e tipiche, ma anche (e soprattutto) bulbi di tulipano, il fiore simbolo della nazione

Fuori dal centro di Amsterdam è possibile godersi un pomeriggio nel florido Vondelpark, il parco più grande della città. A pochi passi dal parco si può visitare (muniti di biglietto) il museo più importante della città, ovvero il Van Gogh Museum, che conserva la maggior parte dei lavori dell’artista, e ne espone le opere più importanti come I mangiatori di PatateCampo di grano con Volo di CorviLa stanza e tutti gli autoritratti, ma anche testimonianze della sua malattia, del rapporto col fratello Theo, e di tutti gli artisti e pensatori da cui prese ispirazione.

Se vi avanza qualche giorno potete sperimentare una piccola gita fuori porta: noi vi proponiamo Zaanse Schans, una piccola località non troppo distante dalla città e raggiungibile con il treno, in cui potrete osservare gli iconici mulini a vento!

Zaanse Schans
Zaanse Schans (foto di Carlotta Bertinelli).

Finita la nostra permanenza ad Amsterdam, abbiamo ripreso i nostri zaini per saltare sul nostro primo treno notturno, che ci avrebbe portato nella terza città. 

Dopo una faticosa nottata in treno siamo arrivate la mattina presto all’ostello, in cui ci hanno lasciato fare un check-in anticipato, permettendoci di riposare.

Il primo giorno ci siamo concentrate sulla zona della periferia di Berlino Est, camminando per più di un chilometro lungo il vecchio muro che divise la città dal 1961 al 1989. L’East Side Gallery raccoglie i lavori di numerosi artisti provenienti da tutta Europa – e non solo – in un unico grande memoriale che inneggia alla libertà e all’unione dei popoli, grazie a un’iniziativa inaugurata poi nel 1990.

Nei giorni successivi abbiamo esplorato la città, concentrandoci soprattutto sulle tappe legate alla storia del Novecento: dal famoso checkpoint Charlie, un punto di scambio che confinava con le quattro zone di Berlino divise dagli Alleati dopo la Seconda Guerra Mondiale,  al Judisches Museum, il museo della storia ebraica, in cui siamo venute a contatto non solo con la freddezza delle opere d’arte contemporanea sulla Shoah, ma anche con la cultura, la storia, la tradizione e la religione ebraica

Dopodiché abbiamo visitato Alexanderplatz: la piazza è sempre stata, fino al 1945, centro del commercio della città, e tuttora ospita piccoli mercati ma anche grandi negozi. La grande antenna, visibile da molte zone di Berlino, è la Torre della televisione, costruita negli anni ‘60 e che al giorno d’oggi è simbolo della città riunificata.

Abbazia nel querceto (Friedrich)
L’Abbazia nel querceto (1809-1810) di Caspar David Friedrich all’Alte Nationalgalerie di Berlino (foto di Carlotta Bertinelli).

L’arte a Berlino non manca, anzi, l’isola dei musei mette a disposizione moltissime offerte per chi è appassionato di arte tedesca, come abbonamenti e sconti per i cittadini europei under 26. Noi ci siamo concentrate sull’Alte Nationalgalerie, il museo d’arte nazionale che racchiude le opere tedesche più importanti della nazione: dal romanticismo di David Friedrich fino al realismo e all’arte degenerata degli anni ‘30.

Per gli amanti dell’architettura, non potete perdervi il Duomo di Berlino, il principale centro di culto luterano della città, e la cupola del Reichstag, il parlamento tedesco, che fu distrutta in un incendio non appena Hitler salì al potere.

L’ingresso al Reichstag è gratuito, ma è necessario prenotare almeno 10 giorni prima e attraversare i controlli in loco. 

Per gli amanti della natura, Berlino riserverà sorprese: poco distante della Porta di Brandeburgo è possibile infatti passeggiare e rilassarsi nel Tiergarten, o “giardino degli animali”, uno dei più grandi parchi pubblici della città che nasconde la Colonna della Vittoria, nata come simbolo delle guerre che hanno portato alla costituzione dell’impero tedesco.

Duomo di Berlino
Il Duomo di Berlino (foto di Carlotta Bertinelli).

Salutata anche Berlino, siamo salite sul treno successivo.

Dopo aver preso un treno pomeridiano, siamo arrivate a Praga verso le 22, dove ci aspettava l’appartamento in cui avremmo alloggiato solo per due notti.

Il giorno seguente è iniziato con una visita al Klementinum, un edificio del 1556 che aveva lo scopo di ristabilire la religione cattolica in Repubblica Ceca, e che ospita una delle più belle e famose biblioteche universitarie, ricca di manoscritti riguardanti ogni disciplina conosciuta in quel periodo.

Klementinum Praga
Una sala del Klementinum a Praga (foto di Carlotta Bertinelli).

Ma non è tutto: all’interno dell’edificio, infatti, è presente un museo ricco di strumenti astronomici e, addirittura, un grande osservatorio incastonato su un’alta torre da cui si può godere di una vista spettacolare su tutti i tetti di Praga. La visita dura circa un’ora, è guidata e costa più o meno 15 euro. 

La seconda tappa è stato il Mucha Museum, il primo museo al mondo interamente dedicato alle opere del famoso artista appartenente alla corrente dell’Art Nouveau, Alfons Mucha. 

Dopodiché ci siamo perse per il centro storico, ammirando il celebre Orologio Astronomico e la Torre delle Polveri. Il pomeriggio le tappe principali sono state il Ponte Carlo, su cui abbiamo deciso di ricreare la famosa foto scattata dai Depeche Mode nel 1988, e la chiesa di San Nicola, uno dei maggiori luoghi di culto della città, che si distingue per uno stile definito “Barocco Praghese”. 

Ponte Carlo Praga
I Depeche Mode sul Ponte Carlo a Praga nel 1988 (foto: Reddit).
Ponte Carlo Praga
Foto: Carlotta Bertinelli.

Il terzo giorno, quello della partenza, ci siamo dedicate prevalentemente alla visita del famoso Castello di Praga, che si è rivelato molto diverso da come pensavamo: l’edificio era costituito non solo dalle sale del palazzo, ma anche da una cattedrale in ristrutturazione e da un quartiere storico interno alle mura. Questo castello è considerato il più grande di Europa ed è il luogo in cui avvenne la Defenestrazione di Praga, che diede il via alla Guerra dei trent’anni

Per pranzo abbiamo deciso di essere turiste fino in fondo e, non resistendo al profumo che usciva da una pizzeria italiana, abbiamo deciso di mangiare lì. Dopotutto, dopo due settimane di pasti improvvisati, il cibo di casa cominciava a far sentire la sua mancanza

Il treno che ci avrebbe accompagnate verso la nostra penultima tappa, previsto per mezzanotte e mezza, dopo un lungo ritardo e uno scalo non programmato, è finalmente arrivato, pronto per tenerci compagnia per le 15 ore successive.

Dopo un’altra notte passata in treno, ci siamo recate nel nostro ostello, molto vicino al centro e al quartiere dei musei, un complesso che racchiude il Museo di Arte Contemporanea e il Leopold Museum, divisi da un cortile in cui poter pranzare e rilassarsi e, dall’altra parte della strada, il Museo di Storia Naturale e il Museo di Storia di Vienna.

Abbiamo passato la mattina con una visita durata poco più di un’ora al Leopold Museum, che racchiude moltissimi dipinti di tutti gli artisti e pensatori che presero parte alla Secessione; in particolare, il museo contiene numerose opere del pittore austriaco Egon Schiele

Gran parte del giorno successivo lo abbiamo dedicato al Museo di Storia Naturale, in cui non solo si trova la Venere di Willendorf, ma anche scheletri di dinosauri e mammut, pareti di minerali, animali imbalsamati e insetti conservati in teche. 

Venere di Willendorf Vienna
La Venere di Willendorf al Museo di Storia Naturale di Vienna (foto: Carlotta Bertinelli).

Oltre ai musei, Vienna offre un centro ampio, con un’architettura neoclassica molto caratteristica: una passeggiata in centro ci ha portate di fronte al Teatro dell’Opera, e, tra una sacher e un souvenir, ci siamo recate presso la Cattedrale di Vienna. In questa città il tempo si è fermato al periodo dell’impero austro-ungarico, soprattutto nella zona di Helden Platz, vicino al Museo di Sissi.

Una delle tappe più importanti di Vienna è stato sicuramente il Belvedere: noi ci siamo concentrate sulla parte Upper, ma con un biglietto diverso è possibile vedere anche un’altra area del museo. Il Belvedere conserva moltissime opere di Klimt, tra cui il famosissimo Bacio, ma non solo: si possono ammirare infatti anche degli importanti affreschi e sculture medievali, e addirittura delle opere contemporanee. 

L'Abbraccio (Schiele)
L’abbraccio (1917) di Egon Schiele al Leopold Museum di Vienna (foto: Carlotta Bertinelli).

Come ultima tappa abbiamo optato per la “spiaggia”, seguendo il consiglio che i gestori dell’ostello ci hanno suggerito. Così abbiamo preso la metro e dopo circa 30 minuti abbiamo raggiunto le aree balneabili del fiume che attraversa la città: il Danubio. Per combattere i 35 gradi che incombevano sulla città fare un bagno insieme ai cigni è stata sicuramente un’ottima idea.

Tuttavia, sulla nostra mappa mancava ancora un posto da segnare, così ancora una volta, l’ennesima, ci siamo dirette in stazione.

La nostra sesta e ultima tappa è stata Spalato, una piccola città situata sulla costa più meridionale della Croazia. I quattro giorni passati qui sono stati di puro relax, trascorsi interamente sulle spiagge rocciose bagnate dalle acque fresche e cristalline del mare Adriatico.

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Il mare cristallino della Croazia (foto: Carlotta Bertinelli).

Inizialmente avevamo avuto l’idea di prenotare qualche attività su Get Your Guide, una piattaforma già utilizzata l’anno scorso per il nostro viaggio a Barcellona.

Con prezzi ragionevoli, è possibile prenotare esperienze di ogni tipo e Spalato ne propone molte: le cascate di Plitvice, quelle di Krka, i tour in barca che attraversano la Blue Cave e la grande laguna e che arrivano a Hvar, un villaggio decretato Patrimonio dell’Unesco.

Tuttavia, la stanchezza accumulata nelle settimane precedenti, la voglia di rilassarsi e, diciamocelo, la ormai quasi totale mancanza di fondi, hanno fatto sì che i giorni trascorsi in Croazia fossero dedicati a ricaricare le energie per l’ultima avventura del nostro viaggio: 3 treni per tornare a Bologna. Il primo partiva dalla città di Spalato per tornare a Vienna, dove abbiamo preso il secondo per dirigerci a Venezia Mestre, per poi tornare a Bologna, per un totale di 34 ore passate sui treni.

Abbiamo trascorso la nostra ultima mattinata visitando il centro storico della città, che ospita il grande Palazzo di Diocleziano, costruito tra il 293 e il 305 d.C. Inoltre, Spalato offre una grande quantità di mercatini di ogni tipo, che vendono cibo, vestiti e souvenir e che si trovano giusto di fianco alla stazione. 

Prima, però, era proprio arrivato il momento di tornare a casa. Ci aspettavano solo 3 scali e più di 30 ore di viaggio. 

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Gli zaini carichi alla fine dell’avventura dell’Interrail (foto: Carlotta Bertinelli).

Consigli per affrontare un Interrail di tre settimane: 

  • Lo zaino sicuramente è la base del vostro viaggio. Sarà il vostro nemico, soprattutto quando dovrete metterlo in spalla per l’ennesima volta, ma anche un grande alleato: per un Interrail di tre settimane è necessario essere preparati a tutto. Noi abbiamo infatti trovato un clima ostile, soprattutto nelle città più a nord, come Amsterdam, Berlino e Praga, per le quali ci siamo munite di giacche e di ombrelli. Consigliamo vivamente uno zaino da almeno 60 litri se volete stare comodi, ma anche di più se desiderate maggiore spazio. 
  • treni notturni possono aiutare a sopportare lunghe tratte tra due città e a risparmiare sull’ostello/appartamento/hotel; tuttavia, sono parecchio scomodi e spesso affollati, quindi vi consigliamo di prenotarli in maniera contenuta. Noi ne abbiamo affrontati ben quattro, e la stanchezza si è fatta sentire. Inoltre, prenotate i treni in modo tale da arrivare poco prima dell’orario del check-in del vostro alloggio, per posare subito gli zaini e risparmiare sui locker, ma anche per potervi riprendere dopo la notte appena affrontata (tutto sarà tranne che comoda, infatti probabilmente non dormirete).
  • compagni di viaggio devono essere persone di cui vi fidate e che conoscete bene, possibilmente qualcuno con cui avete già fatto un viaggio insieme. L’Interrail è un viaggio impegnativo, che mette a dura prova qualsiasi rapporto (soprattutto se dura così tanto). Bisogna cercare sempre di essere aperti al compromesso, e tenere in considerazione che non bisogna sempre fare tutto insieme! Questa regola ci ha salvate, non solo durante la decisione dei luoghi da visitare, ma anche durante quella dei ristoranti da provare o del cibo da acquistare. 
  • Non siate timidi! Durante l’Interrail avrete modo di conoscere moltissime persone in ostello, in treno e in giro per le città. Parlateci, confrontatevi e siate aperti: conoscerete moltissime storie, moltissime lingue e vi divertirete tantissimo. Nel nostro ostello ad Amsterdam, per esempio, abbiamo insegnato a due francesi e un cileno a giocare a briscola, mentre su un treno notturno abbiamo fatto amicizia con tre ragazzi austriaci. 
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Foto: Unsplash

L’interrail si è rivelato molto più di un semplice viaggio. Abbiamo avuto 22 giorni per imparare a cavarcela, a scendere a compromessi, a convivere, andando avanti con una sola e semplice domanda: “Cosa ci aspetterà fuori da questo treno?”.

Ludovica Accardi e Carlotta Bertinelli


On the road – Tutto quello che devi sapere per il tuo Interrail in Europa è un articolo di Ludovica Accardi e Carlotta Bertinelli. Clicca qui per altri articoli della rubrica On the road.

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