Il tema dell‘impatto delle energie rinnovabili sull’industria è stato al centro dell’incontro organizzato da Starting Finance Club, dal titolo L’impatto del rinnovabile sull’industria in Emilia-Romagna. I relatori hanno confrontato i dati italiani a quelli europei, hanno parlato dei diversi benefici legati all’utilizzo di energie rinnovabili, e hanno suggerito gli strumenti finanziari attraverso cui raggiungere una completa decarbonizzazione.
Ieri, giovedì 27 novembre alle ore 17.30, presso Aula 3 di Piazza Scaravilli 2 a Bologna si è tenuto un incontro sul tema L’impatto del rinnovabile sull’industria in Emilia-Romagna, organizzato da Starting Finance Club Bologna in collaborazione con Light, Progetto di solidarietà di Ravenna.
All’incontro, a cui ha partecipato un nutrito pubblico soprattutto di studenti universitari, hanno preso parte come relatori docenti e professionisti impegnati sul fronte della transizione energetica.

In particolare, sono intervenuti Matteo Mura, Professore di Scienze Aziendali presso l’Università di Bologna, Francesco Basile, Professore di Chimica Industriale presso l’Università di Bologna e Gian Luca Vaglio, COO della società Agnes, tra i principali attori nazionali nel settore dell’eolico offshore e delle energie integrate.
L’incontro ha offerto un’occasione di confronto sul rapporto fra innovazione energetica e trasformazione del tessuto produttivo dell’Emilia-Romagna, un polo industriale, tra i più dinamici d’Europa, chiamato ad affrontare sfide decisive: elevati costi dell’energia, pressione competitiva internazionale, sviluppo sostenibile.
I relatori hanno affrontato i temi dell’incontro fornendo elementi di conoscenza e di riflessione molto importanti.
L’impatto delle fonti rinnovabili sull’industria: un po’ di dati
Nel 2024, le fonti rinnovabili hanno coperto il 43% della produzione elettrica dell’Italia che, tuttavia rimane strutturalmente dipendente dall’estero, con un import energetico netto che sfiora l’80% del fabbisogno.
In un contesto globale in cui il costo dell’elettricità, in Europa, continua a mantenersi su livelli elevati, la spinta verso fonti locali, integrate e stabili rappresenta un’esigenza economica e non solo ambientale.

È stato esaminato nel dettaglio Progetto Agnes, una delle iniziative più significative dell’Adriatico: l’hub energetico prevede l’integrazione di eolico offshore galleggiante, solare marino, sistemi di accumulo e produzione di idrogeno verde.
Con oltre un gigawatt di potenza prevista, tre miliardi di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro generati nella fase realizzativa, il progetto dimostra come la transizione energetica, oltre a ridurre l’impronta carbonica del sistema energetico, possa avere ricadute industriali e occupazionali concrete.
Sulle fonti di energia si è fatto un richiamo alle tecnologie CCS (Carbon Capture, Carobonization and Storage), in particolare all’idrogeno, e al fotovoltaico, eventualmente esteso all’agrivoltaico.
Sono state sottolineate le ragioni economiche che spingono un numero crescente di imprese a ricorrere alle energie rinnovabili: dal maggiore contenimento e stabilità dei costi, alla riduzione dell’esposizione alla volatilità dei combustibili fossili, fino ai Power Purchase Agreements, fattori che garantiscono orizzonti finanziari più prevedibili.
È stato, inoltre sottolineato come sia utile collocare la discussione all’interno del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) e degli scenari al 2030 e oltre, anche in considerazione delle tendenze europee e globali.

Perché scegliere le rinnovabili?
Le rinnovabili, per molte imprese, rappresentano ormai un vantaggio competitivo: migliorano le performance, qualificano l’immagine aziendale nei mercati internazionali e le aprono ad investimenti orientati ai criteri ESG – Environmental Social Governance -, ovvero le tre categorie di valutazione usate per misurare quanto un’azienda sia sostenibile, responsabile e ben gestita.
Con riferimento agli strumenti finanziari, si è fatto un richiamo agli scenari europei del SET plan (Strategic Energy Technology plan), di Horizon Europe e si è parlato deglii Innovation Funds e alle modalità con cui possono essere sfruttati dalla regione Emilia Romagna.
È emersa, infine, la necessità di integrare più tecnologie, dal CO2 storage coi sistemi di accumulo, affinché la decarbonizzazione non rimanga un obiettivo astratto, ma si traduca in infrastrutture reali e in modelli produttivi coerenti con le esigenze delle imprese.
Giovani Reporter
(In copertina, immagine di Thomas Richter/Unsplash)
L’impatto del rinnovabile sull’industria in Emilia-Romagna è un comunicato stampa che parla di Scienza e tecnologia. Clicca qui per leggere altri articoli sul tema!
