CronacaPolitica

Elezioni Europee 2024 – 5 (+1) domande per capire i risultati

Parlamento europeo elezioni europee 2024

Il 2024 è forse l’anno “più elettorale” di sempre nella storia: oltre 50 elezioni, 76 Paesi coinvolti, quasi 2 miliardi di persone chiamate al voto. E una delle più importanti – almeno per questa parte del mondo – è quella che si è appena conclusa per il rinnovo del Parlamento europeo: convocati alle urne più di 360 milioni di cittadini. Quali sono i risultati delle Elezioni Europee 2024? Come sarà composto il nuovo Parlamento e quali maggioranze sono possibili?


1. Come sarà composto il nuovo Parlamento?

La mattina del 10 giugno le proiezioni mostrano un emiciclo un po’ più a destra rispetto al 2019, ma senza che gli equilibri siano completamente sconvolti.

Il Partito Popolare Europeo (PPE) resta in testa, con 185 eletti (+9 rispetto al 2019). Secondi sono i socialdemocratici (S&D), con 137 seggi (-2). Segue il partito liberale e centrista Renew con 79 seggi (-23). I Verdi mantengono solo 52 deputati (-19).

I gruppi di destra nazionalisti sovranisti Identità e Democrazia (ID) e Conservatori e Riformisti Europei (CRE) portano invece a casa risultati piu che soddisfacenti. Hanno ottenuto rispettivamente 58 e 73 seggi, rispetto ai 49 e 69 del 2019. Le delegazioni più numerose dell’ID sono concentrate in Francia, Paesi Bassi e Italia (Lega). Per CRE il grosso dei rappresentanti proviene da Italia (Fratelli d’Italia) e Polonia.

L’estrema sinistra ha perso un rappresentante rispetto al 2019, per un totale di 36 seggi.

Composizione (ancora provvisoria) del nuovo Parlamento europeo (fonte: Parlamento).

2. Qual è stata l’affluenza alle urne?

Alle Elezioni Europee 2024 avevano diritto al voto 361,5 milioni di cittadini europei: circa 147 milioni hanno votato, ovvero si è registrata un’affluenza alle urne del 51%.

Si tratta di un dato quasi analogo a quello del 2019 (50%). Allora, però, si era registrato un significativo aumento dell’affluenza dell’8% rispetto al 2014. La tendenza si è quindi invertita e l’affluenza è tornata a scendere.

La più bassa, comunque, si è registrata in Croazia con il 21%, in Slovenia con il 25% e in Lituania con il 28%.

3. Come sono andati i singoli Paesi?

In Germania il partito di estrema destra AfD è al secondo posto in termini di percentuale di voti, subito dopo il 30% del centro-destra CDU/CSU. Al terzo posto l’SPD, mentre i Verdi tedeschi hanno perso quasi la metà dei loro seggi.

La Francia ha registrato un’impennata dell’estrema destra con il Rassemblement National, che ha conquistato una quota di voti del 32%. Emmanuel Macron ha deciso così di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni legislative, previste per il 30 giugno e per il 7 luglio. I Verdi francesi hanno superato di poco la soglia del 5%.

I Paesi nordici mostrano forti differenze rispetto a Francia e Germania, con guadagni elettorali per i partiti verdi e di sinistra: in Svezia i Verdi hanno superato i Democratici, e in Danimarca sono addirittura il partito più forte.

Nei Paesi Bassi, le forze progressiste (S&D e Verdi) sono riuscite a mobilitare i propri elettori, guadagnando 8 deputati, mentre l’estrema destra non ha avuto lo stesso successo, con 7 deputati.

In Italia, il partito di Giorgia Meloni è in testa con il 29%, mentre al secondo posto figura il Partito Democratico con il 24%.

Mappa Unione Europea 2024.
I risultati delle Elezioni Europee 2024, Paese per Paese (fonte: Catalan News).

4. Quali sono le maggioranze possibili?

Il PPE figura sicuramente in ogni possibile coalizione, così come anche S&D. Se la giocano poi Renew e Verdi. Un’alleanza che comprende tutti e quattro i gruppo formerebbe una maggioranza molto ampia e solida, ma per raggiungere la soglia dei 361 seggi non sono necessari tutti.

Resta aperta anche la possibilità di una coalizione che comprenda anche il CRE. Anzi, la sua inclusione potrebbe portare all’esclusione di S&P, nel caso di un’alleanza insieme a PPE, Renew e Verdi, o all’esclusione di entrambi Renew e Verdi in caso di un’alleanza insieme a PPE e S&D.

Insomma, la possibilità di una coalizione molto spostata a destra non si può escludere, ma sicuramente non è tra le combinazioni favorite.

5. …e il Consiglio europeo?

Il Consiglio Europeo è l’organo che comprende i capi di Stato o di governo dei Paesi membri dell’UE. Attualmente, si possono individuare tre tendenze fondamentali nelle sfere pubbliche nazionali.

  1. La perdita di influenza della destra europea (PPE), che ora governa un solo grande Paese dell’UE, la Polonia. A titolo di paragone, nel 2011 il PPE controllava Francia, Germania, Spagna e Italia (con Silvio Berlusconi).
  2. Dai Paesi Bassi alla Francia, un arco di giovani leader liberali deve vedersela con l’ascesa dei partiti di estrema destra. Un esempio lampante è proprio la Francia, dove Macron ha deciso di andare a elezioni legislative anticipate dopo la sconfitta della maggioranza presidenziale alle Europee e il trionfo schiacciante del Rassemblement National.
  3. L’emergere di coalizioni che includono partiti a destra del PPE, e qui l’Italia di Giorgia Meloni costituisce l’esempio piu evidente, ma ci sono anche Svezia e – più recentemente – Finlandia, dove i partiti di governo hanno stretto alleanze con i gruppi nazionalisti e di estrema destra.

(+1) E adesso cosa succede?

Mancano cinque settimane alla sessione plenaria di Strasburgo, la prima della nuova legislatura, che si terrà dal 16 al 19 luglio. In attesa della plenaria, è il momento dei negoziati.

Entro il 15 luglio i gruppi politici devono definirsi e decidere la loro composizione definitiva. I deputati dovranno esprimere le loro preferenze per la scelta delle commissioni parlamentari, che saranno operative a partire dal 22 luglio.

I gruppi negozieranno anche il futuro accordo di coalizione, nonché il programma della prossima Commissione Europea.

(In copertina Frederic Köberl da Unsplash)

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