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Alessandro Erriquez: “Venite e vedete, perché ci siamo dentro insieme!”

Alessandro Erriquez Squadra

“Sono arrivato in punta di piedi” afferma Alessandro sorridendo. Ma chi è Alessandro Erriquez? Così il sindaco di Castello d’Argile, candidato con un secondo mandato alle elezioni amministrative di 8 e 9 giugno 2024,  si racconta, e ci racconta, qualcosa di sé. Insieme a lui Tiziana Raisa, vicesindaca che ha lavorato per molti anni nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo e ora si candida con la lista Progetto Comune.


Davide Lamandini: Allora, Alessandro, chi sei? Quali sono le tue origini?

Alessandro Erriquez: Ciao Davide! Vengo dal Salento, ma vivo a Castello d’Argile dal 2006, sono venuto qui per il lavoro di mia moglie. Stavamo cercando una casa adatta a noi e l’abbiamo trovata a Mascarino. Io di professione sono avvocato, specializzato in diritto del lavoro.

Davide Lamandini: Qual è il tuo rapporto con il territorio e come si è evoluto negli anni?

Alessandro Erriquez: Sono arrivato in punta di piedi, poi ho cercato di conoscere persone. A me piaceva stare tra la gente, far parte delle associazioni. Mi sono avvicinato al mondo della politica così, con tanta umiltà, facendomi dei contatti che poi si sono rafforzati nel tempo.

Davide Lamandini: Qual è stato il tuo primo contatto con la politica?

Alessandro Erriquez: Da piccolo andavo con papà, che era attivista del PCI, a fare i volantinaggi nelle campagne elettorali, casa per casa. Sono stato nella sinistra giovanile e a 16 anni ho avuto incarichi a Lecce. A 19 anni mi sono candidato nel mio comune (Nociglia). A Castello d’Argile, poi, sono nati i miei figli, e così ho fatto esperienza nel consiglio di istituto della scuola qui e prima di diventare sindaco sono stato segretario cittadino del PD di Castello d’Argile.

Davide Lamandini: Cos’è per te la politica? Quali sono i valori principali a cui credi ? Quali invece le persone di riferimento sia nel passato che nel presente?

Alessandro Erriquez: Per prima cosa, politica è passione. È interessarsi alla cosa pubblica, spendere la propria partecipazione in qualcosa di positivo, a partire da dove si vive. La politica ha ovviamente vari livelli e credo che ognuno di questi influisca nella vita delle persone; il livello locale, poi, ti vede direttamente coinvolto nelle decisioni sulla vita del singolo.

Gli anni dell’Università e della scuola sono stati fondamentali, perché sono stati gli anni delle occupazioni, delle proteste contro le scelte dei presidi. I miei valori sono quelli che caratterizzano la sinistra, e come punti di riferimento per essere scontato direi Berlinguer.

Poi mio papà, che mi ha fatto innamorare della politica senza nessuna spinta o forzatura. In aggiunta, non dimentichiamo moltissime persone che ho incontrato nel mio percorso, come Tiziana, che ho conosciuto subito. Siamo di Mascarino entrambi, quindi abbiamo condiviso la vita di partito, la vita di associazionismo locale e questi cinque anni di amministrazione.

Davide Lamandini: Cosa significa essere di sinistra oggi, per te?

Alessandro Erriquez: Significa credere nei valori della sinistra, ma in chiave moderna: per esempio, uguaglianza oggi significa permettere alle persone di raggiungere i loro obiettivi, qualsiasi essi siano.

Significa non essere nostalgici del passato, vivere e attualizzare i valori della nostra Costituzione. Significa partecipazione democratica e contatto con le istituzioni.

Alessandro Erriquez

Davide Lamandini: Alessandro, fai un breve riassunto di questi cinque anni?

Alessandro Erriquez: Sono stati cinque anni intensi e mai banali, contrassegnati da varie emergenze. La più drammatica è quella del Covid. Nella seconda ondata Castello d’Argile è stato una delle comunità più colpite, e noi abbiamo cercato i dare risposte concrete all’emergenza – credo che sia la nostra forza.

È questo contrasto delle difficoltà che ci mette nelle condizioni di andare con fiducia alle elezioni. Abbiamo dimostrato di essere seri, di garantire risposte e certezze dove mancano. E la soddisfazione più grande è la serie di complimenti arrivati dai comuni vicini.

Per fare un esempio del nostro lavoro, tutte le sere, quando c’era il Covid, facevamo un bollettino del Comune con i dati sanitari e la spiegazione delle cose che si dovevano fare, che non si dovevano fare, che si potevano fare. Abbiamo organizzato delle vaccinazioni straordinarie sul territorio senza far spostare la gente. Sono stati apprezzati proprio il lavoro e la fatica per fronteggiare l’emergenza sanitaria.

Nella seconda parte del mandato abbiamo fatto vedere dei risultati in termine di progettazione; per esempio, si sta concludendo la pista ciclabile Argile-Mascarino, abbiamo costruito una scuola, rifatto la piazza; abbiamo risolto questioni storiche di decenni, e lo abbiamo fatto lavorando in piena emergenza. Siamo rimasti in linea con il nostro programma di mandato.

Siamo sempre stati al fianco dei cittadini, abbiamo per esempio fatto una interlocuzione con enti sovraordinati rispetto a noi, tipo con la città Metropolitana di Bologna; abbiamo ottenuto i lavori sulla provinciale interna; e anche con Hera abbiamo discusso, portando infine a casa vittorie importanti.

Pista Argile-Mascarino.

Davide Lamandini: Di cosa andate più fieri dopo questi cinque anni?

Alessandro Erriquez: Devo ammettere che ho una ossessione: tenere sempre unita la comunità, soprattutto nei momenti difficili. Questo è il modus operandi che cerchiamo di trasmettere ogni giorno, perché, nelle differenze, una comunità riesce a superare le difficoltà o raggiungere gli obiettivi.

Tiziana Raisa: Credo che sia proprio così: al di là delle opere – come intercettare finanziamenti e altre cose materiali che comunque abbiamo portato a casa – c’è lo sforzo di rendere la comunità coesa. Tra Covid e guerra ci siamo attivati molto.

Sono arrivati tantissimi profughi da noi e quindi abbiamo voluto anche sensibilizzare la nostra comunità all’accoglienza. C’è stata grande attenzione per le situazioni di maggiore fragilità.

Insomma, questo lavoro non lo si completa mai. Magari ogni tanto metti dei punti fermi ma si è sempre in itinere. Mettere al centro delle tue azioni la persona è una cosa difficile. E, soprattutto, bisogna metterci la faccia ogni volta.

Davide Lamandini: Avete anche dovuto affrontare anche l’alluvione in Emilia-Romagna, lo scorso anno, giusto?

Alessandro Erriquez: Esatto, l’alluvione ha sfiorato i territori di Argile e Mascarino in due occasioni. In una siamo stati davvero messi alla prova (non quella del 2023, ma quella del 2022). Abbiamo dato prova di saper fare quello che va fatto; quindi, abbiamo attivato il sistema di protezione civile attraverso l’Unione Reno Galliera, dando risposte immediate a esigenze immediate.

Davide Lamandini: Ecco, mi sembra un ottimo esempio di come non abbiate mai avuto paura di sporcarvi le mani e di affrontare le sfide che si presentavano. Avete altri casi di questo tipo, oltre al Covid e all’alluvione?

Alessandro Erriquez: Nel caso dell’arrivo dei profughi ucraini, siamo stati primi ad aprire le porte, e, senza strumenti, ci siamo inventati delle modalità di emergenza. Abbiamo accolto quasi quaranta profughi nei vari mesi.

Sporcarsi le mani significa non aver paura di alzare la voce con chiunque, se significa fare l’interesse del proprio Comune; non aver paura del confronto anche con persone che, dal punto di vista istituzionale, sono dalla tua parte; difendere fino in fondo le tue posizioni quando si tratta di chiedere assunzioni di responsabilità da parte degli altri. Troppe volte siamo stati considerati “pesanti”, ma lo abbiamo fatto con la consapevolezza che noi per primi abbiamo sempre risposto a ogni necessità.

Abbiamo chiesto sempre perché abbiamo sempre avuto le carte in regola per poterlo fare, e questo è importante. Poi, certo, bisogna affrontare i problemi pure con i cittadini, dicendo a volte anche dei “no”, sempre motivandoli.

Tiziana Raisa: Il terremoto, poi, ha stravolto la comunità e le sue priorità. Quando Alessandro è diventato sindaco c’erano ancora un sacco di obiettivi che dovevano essere portati a termine.

In modo particolare, per fare un esempio, la ristrutturazione e la messa in sicurezza della scuola primaria del capoluogo (Don Bosco), e questo ha fatto i conti anche con il Covid, perché abbiamo iniziato l’anno scolastico con il Covid.

Abbiamo avuto l’ansia di tanti genitori e della comunità.

Alessandro Erriquez scuola.

Alessandro Erriquez: Poi, chiaramente, quando davvero i cittadini vengono coinvolti e si cerca di trasmettere trasparenza, questa strategia, anche se vincente, comporta un dispendio enorme di energia. Devi essere sempre trasparente, non nascondere niente, e far entrare i cittadini nel progetto dicendo “venite e vedete, perché ci siamo dentro insieme!”.

Elettra Domini e Davide Lamandini

(In copertina Alessandro Erriquez e la sua squadra)


Per approfondire il personaggio, leggi anche Alessandro Erriquez lancia Luca De Paoli a Castel Maggiore.

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