Cinema

Bridgerton 3 è più “brutta”, ed è una cosa bellissima

Bridgerton 3 copertina

È uscita su Netflix “Bridgerton3, che vede come protagonista (e quindi sotto gli sguardi impazienti di chi vuole le tipiche storie d’amore) Penelope Featherington. Cosa ci aspettavamo da questa stagione e cosa realmente Penelope ci ha regalato?


Un diamante, per quanto ci si possa illudere di trovare l’unicità in ogni singolo esemplare di superficiale perfezione, è ciò che ci si aspetta ad ogni stagione. E, bisogna ammetterlo, Bridgerton è sempre stata eccellente a regalarci diamanti.

Dafne Bridgerton è delicatamente bellissima; il Duca di Hastings è fascinosamente bellissimo; Kate Sharma è misticamente bellissima, il Visconte Anthony Bridgerton è gagliardamente bellissimo; Colin Bridgerton è, ovviamente, bellissimo.

Eppure, per quanto non ci sia nulla di più facile che sottintendere la bellezza a delle storie facili, come l’innamoramento di due persone palesemente nate per stare insieme, non sentiamo il bisogno di avere qualcosa dipiù?

I diamanti di questa stagione

Nonostante abbia già ampiamente esternato il mio pensiero sulla serie TV su cui sta puntando Netflix negli ultimi tempi, ci sono cose stupende, proprio perché poco “belle” e più “normali”, di cui bisogna parlare. Cose vere, che prendono il ruolo di protagoniste di questa stagione.

Per esempio, una madre umanaPortia – non estremamente cattiva come non eccessivamente buona, apprensiva e preoccupata ma rigida nelle sue convinzioni, con la sua inadeguatezza e la sua – nel bene e nel male – forza d’animo. Per esempio, il dolore dell’anzianità, l’innamoramento di una signora – Violet – dopo la perdita del suo grande amore.

Per esempio, il sesso – nuova scoperta di Prudence – che può non piacerti, se non ti conosci. Per esempio, l’acidità di chi sa che non resta che poco tempo per aggiudicarsi una libertà – Cressida. Per esempio, i tentativi di una ragazza apparentemente sicura di sé – Eloise – di cercare un’altra identità, quando ciò che la contraddistingue le viene portato via dalla sua amica più cara.

Per esempio, il dolore della nuova protagonista – Penelope – nel rendersi conto che non c’è niente che possa fare per essere considerata all’altezza del mondo in cui vorrebbe entrare.

E, per esempio, il fatto che, per la prima volta, la storia d’amore più attesa di tutto l’anno sia tra due migliori amiche. Perché per quanto ci si sforzi di percepire l’amore fra i due protagonisti – dopo tutta l’attesa di Penelope, di Colin, del pubblico, e finanche la mia, nel desiderio spasmodico di vedere finalmente Penelope, e non solo la Whistledown, vincere, per una volta – l’unica cosa che brilla è l’amicizia di Pen ed El.

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Nicola Coughlan e Claudia Jessie, nei panni di Penelope Featherington ed Eloise Bridgerton, in Bridgerton 3.

Quel qualcosa in più che stavamo cercando

La scorsa stagione si è chiusa proprio con Penelope ed Eloise, e la rottura del loro rapporto fatto di condivisione di sentimenti, timori, gioie e preoccupazioni reali in un mondo di seta, che non riesce a vederle.

Nei primi quattro episodi di questa nuova stagione, ognuna di loro si trova sola, e mentre Penelope cerca un marito – un po’ per trovare la libertà di cui ha bisogno, un po’ perché, si sa, la protagonista della stagione deve incontrare il suo vero amore, e questa è una regola che non si può aggirare nel mondo di BridgertonEloise cerca invece se stessa.

C’è chi ha trovato da subito, dai trailer e dai minuti di anteprima, un vero e proprio tradimento da parte di Eloise Bridgeton quello di voltare le spalle a Penelope, e, osservando dagli occhi di quest’ultima, notiamo un cambiamento che, in linea con questa stagione, potremmo considerare goffo, tanto quanto i primi tentativi di approccio al mondo della femminilità e dell’eleganza di Penelope, senza la sua amica.

Eloise in questa stagione è – o fa finta? – più frivola, più alla moda, più femminile; eppure, esattamente come Penelope, impacciata e sgraziata nelle vesti. E lo fa perché da sempre, quando ti rubano la cosa più intima che tu abbia mai avuto, la tua identità, ti ritrovi a voler provare ad essere, o a dover essere, l’esatto opposto di te stessa.

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Nicola Coughlan nei panni di Penelope Featherington in Bridgerton.

La rivincita del Brutto

In mezzo a questa sgraziataggine, però, l’armonia si trova negli sguardi, nei sorrisi, nella sofferenza, nella straordinaria lealtà, che due amiche, pur avendo litigato, nutriranno sempre l’una per l’altra.

È la rivincita del brutto, del normale, del non perfetto, che appare così bella. E Penelope ed Eloise – non certo Bridgerton, che dopo questa stagione tornerà alle amare secche sorridenti ragazze barbie e ai loro sogni di seta – ci hanno dimostrato che il brutto non è che qualcosa che straborda dalle linee di contorno delle preferenze della maggioranza e dalle regole della società.

Questa è la stagione dell’amore, e l’amore non è mai stato così vero, e non è mai stato così bello.

Elettra Dòmini

(In copertina e nell’articolo immagini tratte dalla serie TV Bridgerton 3, disponibile su Netflix)


Per approfondire, leggi Bridgerton – Il riflesso della nostra società, di Elettra Dòmini.

Sull'autore

Vivo nella bellezza delle mie passioni, consapevole che un giorno, quando sarò una grande scrittrice, una ricercatrice di successo, o una professoressa di linguistica in università, tutto quello che mi ha permesso di diventare l'adulta che voglio diventare, lo avrò scelto da sola. Contenta. Ed entusiasta.
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