I RaccontiInterviste

Fidati di FEED-0 e del petfood sostenibile (con Leonardo Bassi)

FEED-0 copertina 1

Negli ultimi anni si sente parlare sempre di più di ambiente. E, proprio nel tentativo di arginare i danni accumulati nel tempo, iniziano a nascere sempre più attività che hanno come bandiera e valore principale la salvaguardia ambientaleFEED-0 è una di queste, la prima azienda di petfood in Italia a prendersi cura di queste tematiche, facendone un punto di forza. Ne parliamo con Leonardo Bassi, co-fondatore dell’azienda.


Partiamo dall’inizio: come è nata FEED-0?

Circa sette anni fa io e mio padre, Paolo Bassi, abbiamo deciso di intraprendere insieme questo percorso.

Lui aveva avuto due lunghe esperienze lavorative in grandi aziende del settore, impostate in modo full time, dove la settimana si lavorava e il weekend si allestivano e presenziavano le più importanti esposizioni cinofile nazionali ed internazionali.

Un ritmo sicuramente molto serrato e impegnativo, ma che aveva consentito una formazione tecnica e professionale di un certo rilievo.

Paolo e Leonardo Bassi.

Io, invece, frequentavo ancora l’Università,  studiavo Scienze della comunicazione e mi stavo appassionando molto allo studio del branding. Un giorno, ragionando insieme di qualità dei prodotti e di sostenibilità ambientale, abbiamo pensato di unire le nostre esperienze in un progetto che ha richiesto circa un anno di preparazione. Sei mesi per scegliere nome, business plan, fornitori, ricette e per dare un’identità all’azienda e i restanti sei per allestire la sede principale e acquistare le prime cose necessarie.

Arrivati a gennaio 2017,siamo riusciti ad aprire ufficialmente la società, anche se il primo mese operativo è stato maggio, quando tutto è partito, con tanto di party di inaugurazione.

Da dove viene il nome e qual è la vostra mission?

Quella dietro al nome di FEED-0 è una lunga storia. Volevamo un nome che identificasse al primo colpo il nostro ambito di lavoro e che allo stesso tempo comprendesse la nutrizione a Km 0, ovvero il più vicino possibile al luogo di produzione (entro 150 km o a due ore di distanza al massimo).

Una volta partiti, abbiamo sempre cercato di mantenere chiara questa identità e magari di arricchirla. Da qui l’idea di Concept 0, che amplia il concetto di Km 0. Questi sono i nostri obiettivi:

  • Kilometro Zero: utilizzare il più possibile materie prime a filiera corta;
  • Emissioni Zero: inquinare il meno possibile con una flotta aziendale hybrid/elettrico e a gas, con consegne in bici a Bologna tramite UBM (Urban Bike Messenger);
  • Rifiuti Zero: adottare packaging a prova di ambiente, attraverso scatole interamente in cartone e sacchi quasi del tutto di carta, pensati per arrivare integri a destinazione ed essere potenzialmente riutilizzati (c’è anche chi ha trasformato le scatole in cucce casalinghe per i propri cani!).
FEED-0 scatola utilizzata come cuccia.

Vorremmo posizionarci come azienda simbolo di sostenibilità nell’ambito del petfood a livello nazionale, come magari lo sono tante altre nell’ambito umano. E, di conseguenza, acquisire una notorietà di marchio riconducibile a questo, come azienda particolarmente attenta alla sostenibilità.

Siete partiti praticamente da zero, come avete fatto a diffondere in modo efficace il nome?

Abbiamo da subito utilizzato tre canali: e-commercenegozi fisici allevatori.

Come ho detto prima, mio padre nelle precedenti esperienze lavorative aveva sempre gestito il canale allevatori, anche grazie al know-how sviluppato nei tanti anni passati ad allevare boxer e sempre confrontandosi con altre persone che facevano lo stesso. Questa tipologia di clientela ci ha permesso di avere un buon feedback sui nostri prodotti in quanto sono figure che vivono il cane in tutte le sue fasi di vita, fin dai primi giorni. Sono stati i primi stakeholder, ovvero i primi portatori di interesse verso l’azienda, perché grazie al loro lavoro incontrano tanti nuovi proprietari di cani.

Per quanto riguarda il negozio, quando invece eravamo ancora solo noi due, io ogni mese facevo un giro in quartiere lasciando volantini e regalando campioncini dei nostri biscotti a chi incontravo a passeggio col cane, per far sapere che avevamo aperto nel quartiere.

L’e-commerce è cresciuto quindi grazie alla prima azione incrociata di questi due canali. Ha aiutato molto anche il tipo di servizio che offriamo. Perché il prodotto in sé può anche funzionare, ma spesso da solo oggi non basta; bisogna costruire una narrazione che racconti qualcosa in più.

Importantissima è stata poi la rapidità delle consegne. Quando hai un problema, ci chiami e noi riusciamo quasi sempre a risolverlo (anche quando non dipende da noi, ma magari dal corriere), e questo fa sì che i clienti ne parlino bene ad amici e conoscenti, incrementando il numero di persone che si fidano del nostro modo di lavorare.

Quindi questo principalmente, il passaparola?

Sì, all’inizio attraverso gli allevatori epoi con il passaparola. Ovviamente, quello degli allevatori è un canale cresciuto grazie al contatto diretto: chiamandoli, presentando i prodotti e via dicendo; poi, ovviamente, più i clienti sono soddisfatti più parlano bene di noi.

Altro step quello del secondo negozio, che abbiamo aperto esattamente a dicembre 2021. A differenza del primo, però, è sito in una via molto più centrale, in via Saragozza 143/2 (Bologna), una strada ad alto traffico, tanti ci passeggiano per andare al Santuario di San Luca, ci sono anche turisti; quindi, è diventato un punto di riferimento sia per il pubblico della città sia per i tanti turisti che poi ci potranno trovare online.

Tutto questo ci ha aiutato molto a diffonderci a Bologna, ma anche ad acquisire una differente consapevolezza nella gestione dei nostri store. La sede storica, invece, quella sita in via Sante Vincenzi 2/D (Bologna), ha una struttura particolare, perché non è un semplice negozio di passaggio ma un open space, dove abbiamo uffici e un piccolo magazzino per gestire la vendita cittadina.

Hai parlato dei vostri valori e di Concept 0. Come lo mettete in pratica?

Il Concept 0 racchiude le scelte fatte fino ad ora, ma è anche una promessa di ciò che vogliamo migliorare in futuro. Lo store di Via Saragozza, infatti, è alimentato con corrente pulita e rinnovabile; in aggiunta, il prossimo anno puntiamo ad ottenere la certificazione di B Corp.

Si tratta quindi di qualcosa che permea diversi ambiti dell’azienda, dal rispetto dell’ambiente a quello nei confronti di chi ci lavora.

Quanti siete attualmente nel team di FEED-0?

Attualmente siamo in sei. Siamo partiti in due, e poi più o meno ogni anno si è aggiunta una persona. Mio padre si occupa principalmente del canale allevatori, della gestione finanziaria e del monitoraggio dei feedback tecnici legati alla vita con il cane.

Il resto del team si occupa insieme a me del customer  e dell’aspetto digitale, dal sito ai social, a tutta l’esperienza post vendita.

Che prodotti offrite e su che base li scegliete?

Cerchiamo sempre di selezionare materie prime provenienti dal nostro territorio e in linea con le abitudini di consumo locali. Per ora offriamo crocchette, paté e biscotti:

  • Le crocchette, sia per cuccioli che per adulti, sono state scelte in quanto tipo di alimento con alle spalle una lunga storia di oltre 40 anni nel nostro Paese. Selezioniamo la tipologia delle materie prime da utilizzare (quale fonte proteica, quali cereali, etc.) e oggi proponiamo quattro tipi: maiale, pollo, anatra e pesce azzurro.
  • Per quanto riguarda i paté, abbiamo ricette formulate con un’unica fonte proteica animale e prodotte con materie prime fresche. L’offerta è diversificata, anche in questo caso, in maiale, tacchino, anatra trota.
  • biscotti presentano ricette simili a quelle dei biscotti che mangiamo noi tutti i giorni a colazione, senza carne o pesce. Ne offriamo di tre tipi: vegetali, al latte, e yogurt e mela.
Feed-0-petfood-3

Ultimamente ha riscosso un grande successo il Biscotto della Fortuna, un piccolo omaggio che inseriamo in ogni scatola inviata attraverso l’e-commerce. Si tratta di un biscotto a caso tra quelli in vendita, aggiunto come omaggio insieme a una frase carina a tema cane.

Con il tempo poi, oltre a questo pacchetto base, si sono aggiunti anche un segnalibro a forma di zampa e un adesivo sempre diverso e da collezionare.

Sul lato sostenibilità è recente il vostro approdo su Too Good To Go. Di cosa si tratta?

Siamo il primo brand di alimenti per cani ad aver avviato una collaborazione di questo genere. Too Good To Go è una piattaforma internazionale che mette in vendita l’avanzo di giornata di forni e pasticcerie in quelle che chiama “magic box”, in genere a un terzo del prezzo di partenza.

Noi in negozio abbiamo sempre venduto anche il prodotto sfuso, nell’ottica di essere un negozio Zero Waste, attraverso il riutilizzo dei nostri sacchetti o dei contenitori dei clienti. Così facendo, finiamo un sacco intero in massimo due o tre giorni e, quando arriviamo al fondo, gli ultimi due chili tendiamo a venderli attraverso Too Good To Go.

Quindi, non si tratta di veri e propri “avanzi di giornata”, ma degli stessi prodotti che vendiamo ogni giorno. Siamo soddisfatti della scelta Too Good To Go perché incuriosisce molte persone nell’entrare nel nostro negozio.

FEED-0 brand 4.
Sacchi di alimenti per cani di FEED-0 Greenway Petfood.

Lato delivery invece?

Il delivery è un progetto nato in seguito alla pandemia, che sicuramente ha spinto le persone a farsi spedire di più i prodotti a casa anche per quel tipo di commissioni locali che invece solitamente venivano svolte di persona.

Per quel che riguarda il negozio, anche se i clienti potevano venire, molti chiedevano se consegnassimo anche a casa. Al tempo non eravamo ancora pronti, ma ci siamo messi in moto per poterlo essere e adesso lo siamo. Nel 2021 abbiamo deciso di strutturare questo servizio realizzando un sito a parte per non rischiare di confondere il cliente.

Su feed-0.it, il sito classico, il prodotto viene acquistato e spedito con SDA e TNT entro due giorni. Su delivery.feed-0.it, invece, bisogna inserire il proprio indirizzo e, se ti trovi nell’area coperta dal servizio, puoi ordinare e ricevere tutto in massimo mezza giornata.

Effettuate voi queste consegne nella zona di Bologna?

No, ci appoggiamo a UBM Bologna, che si occupa di consegne in bici con ciclisti professionisti che hanno scelto questo lavoro per passione. Nel nostro caso, coprono l’area delle mura storiche e del centro di Bologna e consegnano la merce ordinata nel giro di mezza giornata. È un servizio che sta crescendo molto e ci fa piacere contribuire a creare occupazione anche in questo modo.

A livello di prezzi abbiamo tenuto gli stessi del trasporto nazionale: fino a 12 chili sono 2,90€ di spedizione, fino a 30 chili 5,90€; oltre non si effettuano spedizioni. Abbiamo molti clienti in tutta Italia, anche se ovviamente teniamo molto alla nostra città.

Vogliamo che pensando al petfood green, a Bologna come in Italia, si pensi a noi. Siamo interessati anche a promuovere iniziative satellite (rassegne o eventi di altro tipo) che ci permettano di radicarci in modo migliore nel tessuto culturale bolognese.

Avete molti clienti dal resto di Italia o sono principalmente a Bologna?

Ne abbiamo abbastanza, principalmente nel centro e nel nord dell’Italia. A Milano, in Veneto, nel Lazio, in particolare a Roma, ma anche in Sicilia, Sardegna e Calabria.

Cerchiamo di lavorare con il territorio italiano in generale, anche se teniamo molto a Bologna;  andando avanti ci vogliamo radicarci sempre di più in Italia. Vogliamo che quando si pensa al petfood green, a Bologna come in Italia, si pensi a noi.

Intanto, vorremmo essere molto inseriti e vorremmo cominciare a fare anche iniziative satellite, magari all’interno di rassegne già esistenti a Bologna. Sarebbe molto bello riuscire a portare il tema cane nel cinema o in altri settori, per radicarci di più anche nel tessuto culturale bolognese.

Avete anche dei mezzi simbolo con cui farvi riconoscere?

I primi due mezzi arrivati a FEED-0 sono una bicicletta e un triciclo, e ora arredano i nostri negozi; all’inizio si pensava di utilizzarli, ma ora ci pensa UBM. Da lì è nato il percorso che ci ha fatto pensare a un parallelismo con un periodo storico italiano, quello della rinascita economica del Dopoguerra, quando le aziende avevano anche un ruolo importante nel far ripartire il Paese.

Nello store di Saragozza è presente una vecchia bici da fornaio, con un portapacchi che permetteva di tenere un cesto davanti e uno dietro; in quello di via Sante Vincenzi, invece, c’è un furgoncino Doniselli degli anni ’30 che abbiamo restaurato nel modo più conservativo possibile.

Il restauro è stato curato da un carrozzaio nostro cliente, che ha riportato a nuovo tutti i pezzi del telaio; noi, invece, ci siamo occupati di rifare il cassone in legno, riproducendo disegni specifici per la ricostruzione.

Inizialmente, volevamo usarla per una potenziale vendita ambulante; tuttavia, da guidare non è per niente agile. È molto meglio usarla come arredo.

Feed-0-petfood-9
La bicicletta di via Saragozza 143/2.

Il mondo di FEED-0 cresce sempre di più e da poco si è aggiunto anche un progetto chiamato “Mangime Sospeso”. Di cosa si tratta?

Facciamo un passo indietro. Mangime Sospeso è un progetto nato qualche anno fa, tra il 2019 e il 2020, nell’ambito dall’associazione “Amici di FEED-0”, ma l’arrivo della pandemia da Covid-19 ha bloccato tutto. Del progetto è rimasto ciò che adesso è Mangime Sospeso, che ha lo scopo di promuovere una rete di donazioni di cibo per gli ospiti di alcuni canili partner.

Abbiamo deciso di realizzare un sito dedicato per evitare che il cliente possa confondere il tutto con il nostro shop. E il progetto si fonde con le richieste che ci sono arrivate da alcuni canili, come ad esempio la realizzazione di kit di adozione con un po’ di crocchette e di biscotti da offrire in omaggio come regalo di benvenuto a chi adotta un cane.

L’utente entra sul sito, vede i canili con cui collaboriamo e che hanno aderito all’iniziativa (per loro completamente gratuita), legge le storie e può donare a chi preferisce il cibo che preferisce, anche sulla base di cosa il canile consiglia. La spedizione è gratuita, l’utente si limita a pagare il sacco da donare.

Intervista a cura di Arianna Bandiera

(In copertina Leonardo Bassi e Anna Moratti nella sede centrale di FEED-0; un ringraziamento particolare a Leonardo Bassi per la gentile concessione delle immagini)


Per approfondire, leggi tutti i Racconti di Giovani Reporter.

Ti potrebbero interessare
IntervistePolitica

“In noi non c’è che futuro” – Intervista a Daniele Vacchi

IntervistePolitica

Alessandro Erriquez: “Venite e vedete, perché ci siamo dentro insieme!”

CulturaInterviste

“Aggiustare l’universo”: istruzioni per l’uso – Intervista a Raffaella Romagnolo

CulturaInterviste

Adrián Bravi ci racconta la sua “Adelaida”