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GP di Barcellona – La Formula 1 tra flamenco e crema catalana

GP Barcellona 1

Se Barcellona doveva essere il primo giro di boa del Mondiale, forse la stagione è già finita. Max Verstappen vince il Gran Premio di Montmeló con una tranquillità disarmante. Per rendere il tutto più frizzante, ci si è messo d’impegno prendendo anche un warning per i limiti del circuito, ma non ci è riuscito.


Chiudono il podio le due Mercedes: secondo Hamilton e terzo Russel. Anche loro si sono fatti una bella gara tranquilla. Nessun fastidio tra di loro e gli altri parecchio distanziati. Anche se l’assenza di bagarre in Mercedes mette un po’ di malinconia ricordando i tempi di Rosberg.

Lo stesso tedesco ha fatto le consuete interviste post gara ai primi tre piloti. Gelo quando è arrivato Lewis: Rosberg lo saluta con un falsissimo “è sempre un piacere vederti”. Hamilton non risponde e se ne va. Bei vecchi tempi.

Al quarto posto c’è Perez, che anche questa volta in qualifica si è dimenticato che guida una Red Bull. Fuori al Q2, prova la rimonta e arriva in una buona posizione. Ma da fuori non sembrerebbe affatto che lui e Verstappen guidino la stessa macchina.

Dispiace per zio Fernando Alonso che dopo una prima parte di stagione ottima disputa la sua peggior gara nel circuito di casa quando tutto richiamava alla 33esimo vittoria in carriera. E per la prima volta si fa anche scavalcare da Stroll. Pobre Fernando.

GP Barcellona 2
Immagine da MakFormula1.

E… le Ferrari?

Meglio temporeggiare sul tema Ferrari. È passato un giorno ma capire quello che è successo è parecchio difficile. E questa volta non si tratta solo di strategie sbagliate o problemi tecnici. Qui la macchina non si muove proprio.

La proposta alla grande famiglia della FCA di mettere una bella Panda 4×4 al posto dell’attuale Ferrari è sempre in ballo. Gli aggiornamenti portati a Barcellona potevano essere l’ennesima svolta della stagione, ma sembra che la macchina sia peggio, e i piloti non trovano il giusto feeling.

Sainz partito secondo, finisce quinto, incolpevole. Gara anonima la sua: addirittura il muretto Ferrari, quando era al quarto posto con dietro Perez, gli dice direttamente i tempi di Alonso, in quel momento sesto. Come a dire che sono irraggiungibili a prescindere. Che sulla carta è vero, ma un pilota cade in depressione se lo metti in questa posizione, più di Pamela Prati dopo Mark Caltagirone (rima non voluta ma suona bene).

Charles Leclerc merita un capitolo a parte. Qualifica disastrosa, diciannovesimo posto al fianco di Seargent. Il povero statunitense per la prima volta vede qualcuno che abitualmente finisce tra le prime 5 posizioni. Parte dalla pit lane dopo aver sostituito il cambio e monta le hard, per provare lo stint lungo.

GP Barcellona 3
Immagine da MakFormula1.

Le bianche sono disastrose, tempi pessimi e una rimonta che sulla carta doveva essere facile si rivela un calvario. Trova un buon tempo con le soft e il monegasco torna in zona punti.

Un disastro annunciato

Tuttavia, bisogna focalizzarsi sul suo ultimo pit stop perché ha dell’incredibile. Il suo ingegnere di pista Xavi Marcos gli dice di rientrare per rimontare le hard. Leclerc non è d’accordo e propone di rimanere con le soft che aveva già. In un primo momento Marcos approva, poi lo richiama comunque ai box.

Charles chiede se montano nuove soft ma si vede mettere alla macchina le hard. Leclerc finisce fuori dalla zona punti e da quel momento in poi per gli ultimi 20 minuti di gara non emette neanche un fiato sulla radio. Sembra il silenzio della mamma in macchina dopo i colloqui tra insegnanti e genitori.

Quel che è certo è che bisognerà parlare in casa Ferrari per salvare il salvabile. Anche perché tra due weekend si vola in Canada. Per Vasseur e compagni poco sciroppo d’acero, tanto olio motore.

Filippo Rocchi

(Immagine di copertina tratta da: MakFormula1)


GP di Barcellona – La Formula 1 tra flamenco e crema catalana è il commento al Gran Premio di Barcellona della stagione 2022/2023 di Formula 1. A questo link trovi i commenti alle gare precedenti!


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