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Sintetizzando: l’Italia dice no alla carne sintetica

Carne sintetica copertina

In un recente disegno di legge il Governo italiano ha vietato la produzione e vendita di carne sintetica considerandola un rischio per la salute. Ma questa carne coltivata è davvero dannosa o rappresenta un’alternativa sostenibile?


Come si produce la carne sintetica?

Per produrre la carne sintetica in genere si parte dalla biopsia dell’animale e si selezionano poi le cellule staminali, capaci cioè di trasformarsi nei principali tessuti dell’organismo (come ad esempio cellule adipose o muscolari).

È grazie al processo di differenziazione cellulare che, a partire da tante staminali, si può creare un vero e proprio muscolo.

Carne sintetica 3
Foto: Shutterstock.

Le cellule specializzate vengono nutrite costantemente e fatte proliferare al fine di poterle usare anche per anni. Così facendo, si riduce la necessità di prelevare campioni di cellule direttamente dagli animali vivi.

A questo punto servono due elementi fondamentali: il terreno di coltura e il supporto:

  • Il primo è una sorta di “brodo” che contiene tutti i nutrienti necessari alla crescita delle cellule come amminoacidi, zuccheri, grassi, vitamine, sali minerali;
  • Il secondo elemento è il supporto, ovvero una impalcatura a tre dimensioni che permette di far crescere le nostre cellule; può essere di origine animale (come ad esempio il collagene e la gelatina) o di origine vegetale (come materiali cellulosici).

Una volta selezionate le cellule di interesse, il terreno di coltura e il supporto si inserisce il tutto all’interno dei bioreattori, cioè di contenitori chiusi in cui si possono monitorare le condizioni favorevoli alla crescita delle cellule.

Inizialmente, le dimensioni di questi bioreattori sono ridotte; successivamente, vengono ingranditi seguendo l’aumento del volume dei tessuti. Una volta ottenuto il volume desiderato si estraggono dal bioreattore e gli si conferisce la forma desiderata: infatti tramite questo processo si ottiene un prodotto simile al macinato di carne per consistenza e aspetto esteriore.

…e il sapore?

Per rispondere a questa domanda è stato fatto un test di assaggio: i partecipanti avrebbero dovuto mangiare sia la carne tradizionale sia quella coltivata e avrebbero dovuto distinguerle in base al gusto. I partecipanti non sono riusciti a distinguere la carne coltivata da quella tradizionale.

Una carne sostenibile

Salta subito all’occhio che la carne sintetica eliminerebbe il problema della crudeltà sugli animali e quello degli allevamenti intensivi dove in alcuni casi le condizioni di vita del bestiame sono pessime.

Un secondo punto a favore potrebbe essere quello economico.

Firn/shutterstock.com

Infatti, con uno sviluppo a livello industriale, le condizioni di produzione potrebbero essere ottimizzate con una riduzione dei costi che per il momento si aggirano tra i 400 e i 2.000$ al Kg.

Il motivo ambientale: Ad oggi il 14,5% delle emissioni di gas serra deriva dall’allevamento di animali e il 77% di tutte le terre coltivabili è adibita alla produzione di carne che soddisfa solo il 14% del fabbisogno mondiale.

Secondo studi di ricercatori di Oxford e Amsterdam, la produzione di carne coltivata emetterebbe il 4% dei gas serra. Inoltre ridurrebbe i consumi energetici per la produzione della carne del 45%, richiedendo solo il 2% di tutte le terre utilizzate per l’industria dell’allevamento.

Perciò l’introduzione della carne coltivata avrebbe un impatto ambientale positivo con conseguenze anche sul cambiamento climatico.

Inoltre, in un mondo sovrappopolato, questa nuova tecnologia permetterebbe un maggior risparmio di risorse e il sostentamento di una porzione più ampia della popolazione.

Foto: Jan Kopřiva da Unsplash.

Tuttavia uno studio britannico sulla produzione di carne sintetica riporta che, in futuro, questa tecnologia potrebbe portare ad un inquinamento del suolo e a ulteriori problematiche legate alle emissioni di CO2.

Infine, un grande punto a favore della carne sintetica è la sicurezza alimentare. Considerato che la carne viene tenuta sotto controllo durante il suo processo di crescita, è possibile ridurne la contaminazione da parte di agenti biologici esterni come microorganismi, virus e batteri.

Proprio grazie all’ambiente di laboratorio in cui si produce la carne sintetica, si potrebbe modulare la presenza di grassi saturi o proteine e ottenere alla fine un prodotto più controllato dal punto di vista alimentare.

Perché vietare la carne sintetica?

Il divieto imposto dal governo Meloni parte dalle richieste di agricoltori, regioni e comuni che hanno approvato provvedimenti contro alimenti prodotti in laboratorio. Il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha dichiarato che il provvedimento è

A difesa della salute dei cittadini, del nostro modello produttivo, della nostra qualità, della nostra cultura, semplicemente della nostra sovranità alimentare.

Questo disegno di legge dovrebbe salvaguardare il patrimonio alimentare italiano e tutelare la filiera agroalimentare nazionale da 580 miliardi secondo Coldiretti.

Tuttavia, ci sono elementi che fanno pensare ad un’ideologia più che ad un provvedimento a tutela dei cittadini.

Innanzitutto si utilizza un linguaggio fuorviante che presenta questa alternativa sostenibile come un cibo potenzialmente dannoso. Questo è stato smentito dallo stesso ministro della Salute Orazio Schillaci che ha spiegato che ad oggi

Non ci sono evidenze scientifiche sui possibili effetti dannosi dovuti al consumo dei cibi sintetici.

Inoltre, la scelta dell’aggettivo “sintetica” risulta del tutto ingannatrice. Infatti la carne cosiddetta sintetica è costituita da cellule animali esattamente come quella che si ottiene dalla macellazione. L’unica differenza risiede nel fatto che questa carne si produca in laboratorio.

Si aggiunge poi la questione dell’ingiustizia sociale: infatti lo stesso Lollobrigida ha dichiarato

C’è un rischio di ingiustizia sociale con il cibo sintetico, in una società in cui i ricchi mangiano bene ed i poveri no. Non c’è un atteggiamento persecutorio ma di forte volontà di tutela.

Certamente un pensiero lungimirante ed inclusivo che però stride con provvedimenti del governo Meloni come la bocciatura del certificato europeo di filiazione.

A questo punto sembra opportuno chiedersi se ad oggi l’Italia sia un paese che guarda davvero al futuro o che semplicemente finge di farlo.

Camilla Mussi

(In copertina Spencer Weiner da Getty Images)


Per approfondire:

  • Joe Fassler, Lab-grown meat is supposed to be inevitable. The science tells a different story (thecounter.org);
  • Elisabetta Intini, La carne sintetica potrebbe avere un impatto climatico più pesante di quella di allevamento (focus.it);
  • Elisabetta Intini, Carne sintetica: tutto quello che c’è da sapere (focus.it).

In collaborazione con:


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