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Lotta alla mafia tra diritti e istituzioni – Il caso Cospito e Donzelli

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Alfredo Cospito, nato a Pescara nel 1967, detiene il record di primo anarchico a finire nel regime carcerario 41-bis. Nel corso di queste settimane scoppia il caos tra le piazze e nelle istituzioni. Ma partiamo dalle basi.


Chi è Alfredo Cospito?

Il suo nome compare già dal 1996 nelle inchieste sul mondo dell’insurrezionalismo. Si considera uno dei leader della Fai (Federazione Anarchica Informale), movimento creato da vari gruppi il cui scopo è l’intimidazione armata rivoluzionaria e ritenuto dagli inquirenti un’associazione per delinquere con finalità di terrorismo.

Nel 2012, in seguito alla gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, Cospito viene arrestato. In carcere lo si accusa anche dell’attentato contro la Scuola carabinieri di Fossano nel 2006, con la condanna a 20 anni di reclusione dalla corte d’appello con l’accusa di strage.

La Cassazione ha ritenuto si trattasse di strage contro la sicurezza dello Stato, un reato che prevede la pena dell’ergastolo ostativo che non permette di godere di alcun beneficio. La corte d’Assise d’appello di Torino, città dove Cospito è residente, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale e ha disposto la trasmissione degli atti alla Consulta nel dicembre 2022.

Nello scorso 4 maggio viene avanzata la misura del 41-bis per quattro anni. Una misura che ha la funzione di tagliare i legami del detenuto con il mondo esterno, al fine di evitare contatti con le associazioni criminali.

Oggi, le condizioni di salute di Cospito si stanno aggravando giorno per giorno: da tre mesi è in sciopero della fame, motivo per cui si è trasferito il detenuto al carcere di Opera. Il reclamo contro il regime di carcere duro disposto dai suoi difensori è stato respinto dal Tribunale di sorveglianza lo scorso dicembre.

Dal 12 gennaio 2023 l’avvocato difensore di Cospito, Flavio Rossi Albertini, presenta una richiesta di revoca del 41-bis, rimasta bloccata fino al 31 gennaio, quando la Direzione Nazionale Antiterrorismo ha dichiarato che sta per inviare le proprie considerazioni sul ruolo che Alfredo Cospito ha nel mondo anarchico italiano ed internazionale.

Gli effetti tra la popolazione

Rispetto alla battaglia per la cancellazione del 41-bis e dell’ergastolo ostativo, Alfredo Cospito ha dichiarato di farlo per sé stesso e perché li considera «una mordacchia medievale con cui si è deciso di tapparmi la bocca»; ma anche per tutti gli altri perché lo ritiene «una violazione dei diritti umani».

L’anarchico ha lanciato il messaggio e questo è stato accolto non solo dai suoi compagni anarchici, ma anche da cittadini antisistema che hanno avviato insurrezioni e mobilitazioni armate a Roma e in altre città nel resto del mondo: l’ennesima prova della fluidità dell’ambiente anarchico.

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Manifestazione per Cospito a Roma.

Secondo le dichiarazioni del consigliere regionale lombardo di +Europa/Radicali Michele Usuelli, Cospito «non condanna questi gesti, ma prevalendo il suo essere anarchico, non si sente di dire nulla a chi li sta compiendo».

Giovanni Donzelli e l’accusa di utilizzazione del segreto di ufficio

Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, parlando alla Camera del caso Cospito a favore del mantenimento del regime di carcere duro, sembrerebbe aver rivelato alcune informazioni riservate.

In particolare, Donzelli riporta due conversazioni derivanti da intercettazioni ambientali dell’amministrazione penitenziaria che si presume siano avvenute nel carcere di Sassari tra l’anarchico e alcuni membri della criminalità organizzata. Il deputato denuncia la presunta collaborazione tra questi per spingere lo stato ad abolire il 41-bis, citando testualmente le conversazioni.

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Giovanni Donzelli.

Donzelli non si ferma qui. Il deputato sottolinea la visita di alcuni parlamentari a Cospito negli stessi giorni in cui lui intratteneva rapporti con i boss criminali. Le sue affermazioni sono nate con l’intento di attaccare e, in qualche modo, accusare la sinistra.

Le polemiche non hanno atteso ad arrivare, specialmente da Europa Verde, il cui portavoce Angelo Bonelli ha presentato denuncia contro l’onorevole Giovanni Donzelli il quale, a suo parere, non avrebbe dovuto e potuto conoscere determinate informazioni sensibili per i ruoli che ricopre.

Mercoledì pomeriggio alla Camera si è tenuta un’informativa urgente dove il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha chiarito alcune questioni relative al caso. Il ministro ha specificato che Cospito si trova in regime di 41-bis perché «ha fornito positiva dimostrazione di essere perfettamente in grado di collegarsi con l’esterno anche in costanza di detenzione». Non ha poi aggiunto altri commenti sulle parole di Donzelli «per doveroso rispetto del lavoro degli inquirenti».

Minacce e manifestazioni a favore di Alfredo Cospito

Mentre nel governo regna il caos tra maggioranza ed opposizione, nelle strade le insurrezioni non si fermano; anzi, peggiorano.

Lo dimostrano le telefonate anonime che minacciano futuri attentati registrate nella sede bolognese del Carlino, in via Mattei, la mattina di martedì 31 gennaio. Si è subito avvisata la Digos, che sta attualmente lavorando con la Procura per risalire a maggiori informazioni.

Nelle carceri dell’Umbria, in particolare Spoleto e Terni, operano circa 150 detenuti al 41 bis, diversi dei quali ricorrono allo sciopero della fame per rivendicare quelli che considerano i loro diritti. Non si arrestano nemmeno gli atti vandalici, l’ultimo dei quali a Venezia dove compare la scritta “Cospito libero” sul Ponte della Costituzione.

In questo clima così caotico e teso è necessario recuperare il senso di coesione e compattezza nella lotta contro la criminalità organizzata. Se è vero che l’unione fa la forza, allora, di fronte alla minaccia mafiosa e criminale, lo Stato e le istituzioni possono e devono lavorare per tutelare allo stesso modo tutti i cittadini, sia dentro che fuori dalle carceri.

Maddalena Petrini

(In copertina, Alfredo Cospito)

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