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Intervista a Studio Murena – Un ponte tra passato e futuro

Studio Murena 6

“Fluido muoversi nell’oscuro della musica, lo Studio Murena ne esplora gli anfratti”. Queste sono le prime parole che emergono da una semplice ricerca, digitando “Studio Murena”: probabilmente ora sarete perplessi, ma è proprio la sensazione che si prova riproducendo per la prima volta una traccia di questo collettivo.


I ragazzi di Studio Murena ti disarmano, ti sorprendono, ti colpiscono a volte, altre invece ti trasmettono un’energia con la quale vorresti solo urlare senza più fermarti.

Letteralmente, è quello che succede con CORRI, penultimo singolo rilasciato lo scorso 4 novembre dal gruppo di casa Costello Records.

MARIONETTE, recente opera, con anche la collaborazione di Danno, si fa invece manifesto di una realtà ingombrante alla quale non si vogliono conformare.

Probabilmente ora sarai più confuso di prima, quindi andiamo con ordine. Studio Murena è un gruppo di sei talentuosi musicisti del conservatorio, formatosi nel 2017/2018 a Milano. Nel corso degli ultimi mesi sono tanti i successi raggiunti, dai grandi festival alla selezione dei brani presenti nella playlist Jazz Italia di Spotify. Ma esattamente, cosa fa Studio Murena?

Porta un sodalizio inedito in Italia, o almeno a questi livelli, tra jazz ed elettronica, che trova poi nel rap il linguaggio che contraddistingue la sua tagliente narrazione, grazie a MC Carma. In un mercato saturo come quello nostrano, lo Studio Murena è la soluzione che stavi cercando per pulirti le orecchie e discostarti dalla miriade di prodotti omologati che troviamo oggi online. Non mi dilungo oltre e ti lascio alla lettura dell’intervista, dove potrai immergerti maggiormente nel loro intricato ma fluido mondo.


Ciao ragazzi! Partiamo dalle basi per chi ancora non vi conoscesse: chi siete e perché nasce Studio Murena?

Ciao! Siamo sei ragazzi che si sono conosciuti un po’ all’interno del conservatorio di Milano e nella cerchia degli ambienti musicali underground della città. Veniamo tutti da posti diversi: di milanese DOC ci sono Matteo (tastiere e synth), Carma (rap), che viene da San Donato, Maurizio (basso) e Amedeo (chitarra) dalla provincia di Cuneo, rispettivamente Mondovì e Ceva, Giovanni (elettronica) viene da Brescia, e Marco (batteria) da Lima, in Perù.

Il progetto Studio Murena nasce nel 2017/18 con la pubblicazione di Crunchy Bites, un LP fatto di brevi beat e schizzi strumentali ed elettronici, il progetto era ancora embrionale, portato avanti da Matteo, Maurizio e Giovanni; poi, quando si sono uniti Amedeo, Marco e Carma, la direzione è diventata più chiara, e da lì sono arrivati i primi live a Milano, i primi festival, il primo album, il primo tour e tutto quello che siamo oggi.

Studio Murena 1

Quali sono gli artisti con i quali siete cresciuti e che hanno maggiormente influenzato le vostre sonorità?

Le nostre influenze derivano tanto dal jazz e dall’hip-hop così come dalla musica sperimentale, dal rock e dalla musica elettronica. I nostri artisti di riferimento sono tantissimi, come: Robert Glasper, Kendrick Lamar (per il loro fondamentale apporto nella fusione tra jazz & hip-hop), BadBadNotGood, J Dilla, Mos Def, Madlib, Loyle Carner. L’impronta breakbeat nella nostra musica deriva da artisti come Machinedrum, Four Tet, Flying Lotus, Shigeto.

Ci sono tanti artisti che stimiamo profondamente anche in Italia, e che ci hanno influenzato: a livello strumentale sicuramente i Calibro 35, a livello di scrittura Il Colle der Fomento, Mezzosangue.

Nel vostro progetto si percepisce molta internazionalità, ma quanto di Milano è presente nella vostra musica? Ci sono dei quartieri, delle strade o dei luoghi che vi hanno trasmesso maggiori stimoli?

Il nostro sound è chiaramente internazionale, “noi siamo quello che ascoltiamo” potremmo dire parafrasando e storpiando Feuerbach. Quello che ascoltiamo viene un po’ da ovunque, ma di Milano ascoltiamo soprattutto la Voce.

La voce degli ambienti dell’underground, delle periferie, dei posti meno sfarzosi, meno messi in mostra, delle realtà e delle persone che vengono ascoltate di meno, ed è proprio lì che possiamo trovare le storie più interessanti. Le zone dove viviamo tutti e sei, a sud di Milano, sono suggestive, piene di storia e di stimoli.

Musicalmente parlando, avete una precisa identità sonora, che progressivamente si sta espandendo a una fetta di pubblico sempre più ampio. Questa identità è frutto di uno studio alla base e di continui tentativi, o già dalle vostre prime sessioni assieme era chiara la direzione artistica del progetto?

Da quando il “blocco da 6” si è consolidato, ovvero dal 2018 con l’ingresso di Carma, la nostra identità ci è parsa subito chiara a tutti. Ognuno porta il suo mondo, i suoi ascolti, il suo modo di essere e il suo contributo artistico, e fortunatamente tutto si incastra bene.

Il nuovo lavoro in studio che abbiamo da poco annunciato, vede inoltre la supervisione di Tommaso Colliva, che è uno dei pochi produttori in Italia con cui sognavamo di collaborare da quando Studio Murena è nato. Come produttore, ha una visione molto precisa di quello che siamo e quello che facciamo e ci ha aiutato a tirarla ancor più fuori nell’ultimo lavoro in studio.

Come nascono i vostri lavori? Pianificate “forzatamente” sessioni di scrittura/produzione o è maggiormente un flusso di coscienza del singolo che coinvolge poi il resto del gruppo?

Non abbiamo mai forzato nulla, anche se nell’ultimo periodo ci stiamo imponendo giustamente delle “giornate di scrittura/produzione”, ma tutto nasce comunque da esigenze artistiche e dalla voglia di fare e suonare musica nuova (nel prossimo tour vogliamo far sentire roba nuova!). Le strade che ci hanno condotto alla creazione dei nostri brani sono sempre state molteplici.

Talvolta si parte da una melodia, da un groove di basso, da una ritmica ben precisa, dalla suggestione di un sample o da un’armonia, altre volte invece tutto inizia con un concetto estrapolato da alcune barre già scritte da Carma. Ne risulta un flusso cangiante in cui musica e parole si influenzano a vicenda, dal quale gradualmente prende vita una struttura, grazie alla stretta collaborazione di ogni componente.

Avete da poco curato la playlist Jazz Italia di Spotify: nel caso questa dovesse essere interamente internazionale, quali sono i primi 3 artisti che non esitereste inserirvi all’interno?

Kendrick Lamar, Comet is Coming e Loyle Carner.

CORRI è un brano indubbiamente d’impatto, a tratti violento e disarmante. Qual è il significato dietro a questa traccia?

Il significato di CORRI sta a cavallo tra le sonorità dure e hardcore della strumentale e un messaggio “positivo” nel testo. Quando la vita ti mette col culo a terra, l’unica cosa che ti resta da fare è muoverti, non rimanere immobile e prendere in mano il tuo futuro. Il gioco di contrasti nel testo racconta le ipocrisie di oggi: dove chi ha più possibilità continua a rubare spazi a chi non ne ha, allargando sempre di più la forbice sociale.

È uscito da poco il vostro ultimo singolo, con la collaborazione di uno dei pilastri dell’Hip Hop italiano. Vi chiediamo quindi i retroscena di “Marionette”: dove nasce il rapporto con DANNO e perché questa scelta artistica?

Il rapporto con Danno e, in generale, con le radici del rap underground nascono dalle prime esperienze di Carma e altri membri di studio murena: nei primi concerti rap a cui abbiamo assistito, sul palco trovavamo Artificial Kid e Kaos e sono stati la prima fonte di ispirazione per noi.

Oltretutto, ci siamo conosciuti e formati così come ci vedete nel 2018, quando usciva Adversus, un disco che ha fatto da collante universale tra i nostri ascolti. Insomma, quando si è parlato della possibilità di coinvolgere Danno nel disco, eravamo già tutti convinti all’idea e non potevamo che essere onorati da questa cosa.

Cosa ci dobbiamo aspettare dalle prossime release? Quali e quanti altri mondi avete intenzione di esplorare con la vostra musica?

Come avrete già sentito da CORRI e MARIONETTE, stiamo sperimentando nuove direzioni. Questi due singoli, tra l’altro, nascono da delle suggestioni di Tommaso Colliva:

  • CORRI doveva essere un brano “legna”, di quelli con un riff bello potente e un testo molto duro e diretto, andando in una direzione più “rock” rispetto al nostro solito, e per farlo abbiamo preso ispirazione dai Rage Against The Machine.
  • MARIONETTE invece doveva essere un brano Boombap, con un tempo e una figurazione ritmica ben definiti, così come una struttura più semplice e standardizzata, e delle sonorità più legate a quel mondo; le strofe di Danno sono state la ciliegina sulla torta per questo brano.

Quello che vogliamo fare con le prossime release è creare un ponte tra scene rap, hip hop e jazz, tra scene e sonorità del passato e moderne, inglobando il tutto in quello che facciamo noi, rendendolo il più coeso possibile, e aprendo un dialogo fra generi e generazioni.

Intervista a cura di Simone Furlani per Futura 1993

(In copertina i ragazzi di Studio Murena)


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