I Racconti

C’era una volta Anna, e adesso non c’è più

C'era una volta Anna

La violenza sulle donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme, che non è riuscita, nel percorso di liberazione compiuto dalle donne in quest’ultimo secolo, ad accettare una concezione pienamente paritaria dei rapporti di coppia.

Sergio Mattarella.

C’era una volta Anna. È una bambina di 5 anni, sorridente e vivace. Adora giocare con le bambole che i nonni le hanno regalato per Natale. Immagina sempre di essere una principessa, come quelle che vede nei video sul tablet che i suoi genitori le danno per farla giocare in silenzio. Vorrebbe avere un fratellino per fingere che lui sia il suo principe azzurro.

Anna ha 12 anni, frequenta la scuola media. Non gioca più con le bambole ma forse ha trovato un principe: Simone. È il più figo della classe, gioca a calcio e tifa la Juve, ma quando Anna si dichiara lui scoppia a ridere e le dice : “Non possiamo stare insieme, sei troppo grassa“.

Anna ha 16 anni, è appena uscita dalla palestra. Dopo il ricovero sembra essersi ripresa in mano la sua vita. Ora, finalmente, si piace e non si fa più problemi a indossare quel vestito che da anni tiene nascosto nell’armadio. Anche se le sue amiche le dicono che è un po’ da puttana.

Anna ha 20 anni, studia psicologia all’università. Da poco ha iniziato a lavorare in un bar al centro della sua città. Il posto le piace anche se a lei non pagano mai gli straordinari a differenza di Luca, il suo collega.

Una sera, mentre torna a casa, un uomo di mezza età inizia a fischiarle dietro, seguendola, ma lei rimane impassibile. Luca assiste alla scena, poco più indietro rispetto a loro due. Si precipita da lei e turbato la accompagna fino a casa. Le dice che non dovrà mai più uscire con i pantaloncini, per sicurezza.

Anna ha 25 anni e si è laureata. Luca le ha appena proposto di andare a convivere. È felicissima. Anna ha 30 anni e sta tornando tardi dal lavoro. Quando apre la porta c’è Luca che la aspetta e le molla uno schiaffo in faccia. Pensava si fosse trattenuta a bere qualcosa con qualcuno. Il giorno dopo le fa trovare un gran mazzo di rose rosse e le promette che non lo farà mai più.

Anna ha 35 anni. È appena stata licenziata perché ha detto al suo capo di essere incinta. Luca la rassicura e le dice che è meglio così; Potrà dedicare tutto il suo tempo alla cura della casa e al bambino. A lavorare ci penserà lui.

Anna ha 37 anni. Non esce più di casa. Ogni volta che si trucca Luca la insulta e si arrabbia se non le compra le birre quando gioca la Juve. Un giorno, mentre si stava solo provando le sue amate décolleté rosse, Luca l’ha presa a calci.

C’era una volta Anna, una bambina di 5 anni, vittima di un patriarcato contro il quale combatte e si arrende da tutta la vita. Una vita che ti insegna ad essere una madre amorevole, una moglie servizievole, debole, vulnerabile e dipendente.

È cresciuta in una società dove si può licenziare una donna incinta e non pagarla quanto le spetta. A scuola non le hanno mai insegnato educazione sessuale, e le hanno fatto credere che il troppo amore può sfociare nella violenza. Di denunciare non se ne parla. Troppe clausole, burocrazia lenta a confronto degli assassini che, invece, sono velocissimi: hanno le cavi di casa, entrano e, quando sono scontenti, uccidono.

È così che c’era una volta Anna e, adesso, non c’è più.

Maddalena Petrini

(In copertina Xinyi Song, da Unsplash)


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