CronacaPolitica

Lasciamo in pace Giorgia ~ Brevi storie tristi

Sinistra, è ora di dare un poco di fiducia a Giorgia Meloni.

Direi che si sia dimostrata, fino ad ora, l’unico personaggio politico in grado di tenere fede al fatidico momento – fatidico, umoristico, scontato momento – in cui, con un leggerissimo inclinamento del tono di voce quasi a voler sottolineare la pesantezza della presa per i fondelli inevitabile, si pronunciano le parole “rappresento tutta l’Italia”. Anche quegli sfigati all’opposizione.

Nessuno ha mai rappresentato tutta l’Italia.

E invece lei, lei è diversa.

Ricordando che Nilde Iotti preferì essere chiamata La Presidente della Camera, facendoci pensare, come scrive Sebastiano Messina nel suo recente Giorgia Meloni, “il” presidente per libera scelta (La Repubblica, 5 novembre 2022), che l’articolo femminile e l’articolo maschile appartengano rispettivamente a sinistra e destra in politica, abbiamo storto il naso all’idea che Giorgia volesse farsi chiamare Il Presidente.

Ci siamo detti insomma, lotte per l’uguaglianza, per la parità dei generi, per l’equivalenza delle funzioni e per l’eliminazione delle sfumature sessiste di significato appartenenti a titoli come uomo di strada e donna di strada – non penso serva spiegare cosa non vada nell’accostamento tra “donna” e “di strada” – e Meloni corre indietro di più di 43 anni.

Eppure, è stata proprio lei a indicarci dove fosse il fraintendimento tra noi, sinistra dalle lingue taglienti, e lei, centrodestra erroneamente – e inspiegabilmente – considerata destra estrema in tutto il resto del mondo:

Il presidente Giorgia Meloni ha incontrato a Bruxelles la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

Presidenza del Consiglio dei Ministri, 3 novembre 2022.

Escludendo che si tratti di confusione mentale o di un lapsus non corretto durante la revisione del comunicato, è commovente che anche il nostro Presidente del Consiglio abbia capito quanto questa società stia abbandonando la rigidità del passato in favore di una maggiore libertà dell’individuo.

È d’altronde quello che la comunità LGBT+ ha cercato di trasmettere in tutti questi anni: per ottenere un mondo più giusto, bisogna rispettare non il sesso biologico, ma l’orientamento di genere; e quindi iniziare a considerare normale che un individuo si senta una donna, una madre, e una cristiana in un determinato momento e in un altro invece si senta a suo agio a utilizzare l’articolo determinativo maschile.

Non siamo nessuno per dire a Giorgia Meloni di sentirsi una femmina.

Elettra Domini


Consigli di navigazione

  • Su Fratelli d’Italia, considerazioni e riflessioni su un partito, Fratelli d’Italia – Centro-destra o far right? (un articolo di Sara Nizza);
  • Su Giorgia Meloni, prima delle elezioni del 2022: Nessuno è perfetto – Quando un detto ci si ritorce contro (un articolo di Elettra Dòmini) e Salvini e Conte – Un’altra rottura di Meloni (un articolo di Elettra Dòmini); come Settembre, andiamo – In viaggio verso le elezioni del 2022 (un articolo di Francesco Faccioli);
  • Su Giorgia Meloni, dopo le elezioni del 2022: La destra al Governo – …E ora che succede? (un articolo di Luce Pagnoni) e L’astensionismo, la destra e la sinistra – 3 pensieri dopo le elezioni (un articolo di Sara Nizza);
  • Sulla questione della lingua, Schwasimanti VS Riluttanti – Lingua inclusiva o divisiva? (un articolo di Beatrice Russo).

(In copertina rielaborazione grafica di Giorgia Meloni e manifestazioni femministe in Italia)

Sull'autore

Vivo nella bellezza delle mie passioni, consapevole che un giorno, quando sarò una grande scrittrice, una ricercatrice di successo, o una professoressa di linguistica in università, tutto quello che mi ha permesso di diventare l'adulta che voglio diventare, lo avrò scelto da sola. Contenta. Ed entusiasta.
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