Cultura

“Il postino di Neruda”, di Antonio Skármeta – Il potere universale della poesia

Il postino di Neruda

Il postino di Neruda” (Einaudi, 2014) è l’opera più celebre di Antonio Skármeta da cui è stato tratto “Il postino”, celebre film di Massimo Troisi del 1994. Il romanzo, tradotto per la prima volta in italiano nel 1989, è un vero e proprio inno alla poesia e ai legami umani che nascono dal potere delle parole.


Il romanzo di Skármeta, nonostante la sua brevità, è denso di emozioni a tinte forti. La poesia si fa portavoce dei sentimenti e dei dolori dell’uomo; è proprio grazie all’incisività e al peso delle parole che si generano legami, idee e sensazioni.

Protagonista della vicenda è la complicità umana e poetica tra Pablo Neruda e il suo postino. Sullo sfondo di questa indimenticabile narrazione, troviamo il Cile di Salvador Allende che sta per affrontare una delle pagine più drammatiche della sua storia.

La trama

La vicenda si sviluppa nel 1969 in a Isla Negra, un piccolo villaggio sulle coste del Cile. Qui troviamo Mario Jiménez, figlio di un umile pescatore ormai anziano. Mario, non volendo proseguire le orme del padre, inizia a lavorare come postino del paese in quanto possiede una bicicletta ed è uno dei pochi che sappia leggere. L’unico a cui deve consegnare la posta è il famoso poeta Pablo Neruda che ha ad Isla Negra una delle sue residenze.

Mario è profondamente attratto dal poeta che considera come una maestro e nel corso del tempo trova il coraggio di avvicinarlo per chiedergli un autografo. In un primo momento Neruda lo tratta con sufficienza, vista anche la mole dei suoi impegni. A poco a poco però i due iniziano a chiacchierare sempre più spesso; Mario è realmente interessato alle opere poetiche di Neruda e vorrebbe che il maestro gli insegnasse l’arte della poesia.

Don Pablo, come lo chiama amichevolmente Mario, si affeziona sempre di più al suo postino. Il giovane infatti, contraddistinto da una sana e fanciullesca ingenuità, mostra al poeta di voler davvero imparare da lui e dalla sua esperienza. Seguendo i consigli di Neruda, Mario riesce anche ad avvicinare Beatriz González, bellissima ragazza di Isla Negra che, fino a quel momento, sembrava essere irraggiungibile. Proprio con la poesia, il postino riesce a conquistare il cuore di Beatriz, benché la madre e barista locale non sia d’accordo con la loro unione.

Il postino di Neruda
Il postino e Beatriz.
Immagine dal film di Massimo Troisi

Successivamente Neruda, a causa della nomina di ambasciatore del Cile in Francia e della vittoria del Premio Nobel per la letteratura, resterà lontano da Isla Negra per molto tempo. Il legame creato con Mario, nonostante la differenza di età, classe sociale ed estrazione culturale, resterà però per sempre scolpito nei loro animi.

Il potere della poesia

Tutto il romanzo ruota attorno alla poesia e al suo fascino unico. Mario è essenzialmente una persona semplice, sa a mala pena leggere e scrivere e ha sempre vissuto in una cornice povera. Nonostante ciò prova una curiosità incalzante per la letteratura; essere il postino personale di uno dei più grandi poeti del Novecento lo spinge a conoscerlo e ad imparare i segreti della sua arte meravigliosa.

Frequentando Neruda, il postino scopre modi diversi di utilizzare la parola; Mario capisce che con le parole si può far innamorare una donna o esprimere la profondità dei propri sentimenti. La poesia è dunque il mezzo migliore, sin dalla notte dei tempi, per giocare con le parole e portare alla luce idee ed emozioni.

Le parole bisogna assaporarle. Bisogna lasciare che si sciolgano in bocca.

Antonio Skármeta. Il postino di Neruda

La poesia ha anche un’altra caratteristica importante che colpisce Mario nel profondo, l’uso della metafora. Per il postino il concetto di metafora era sconosciuto; grazie a don Pablo, Mario capisce che con delle similitudini è possibile accostare concetti diversi, apparentemente sconnessi ma che racchiudono un grande significato. Le metafore sono essenziali per comprendere davvero il mondo che ci circonda perché ci permettono di andare oltre ciò che vediamo con gli occhi. Con la metafora riusciamo a percepire la realtà con lo sguardo della mente.

Scena tratta dal film “Il postino” in cui don Pablo spiega a Mario il significato e il valore della metafora.

La poesia, osannata da Skármeta nel romanzo, ci insegna anche il valore della pazienza. La lettura e la comprensione di un componimento poetico richiede infatti un grado elevato di attenzione. Per capire cosa si nasconde dietro una poesia è necessario fermarsi, aspettare e fare tesoro di tutte le sensazioni che vengono trasmesse dalle parole. Inoltre la poesia non discrimina nessuno; anche un semplice postino come Mario può provare qualcosa leggendo dei versi.

La poesia non è di chi la scrive, ma di chi la usa!

Antonio Skármeta. Il postino di Neruda

Un’amicizia improbabile ma unica

Il postino di Neruda ci racconta l’amicizia tra due uomini completamente diversi. La distanza sociale che li separa è praticamente incolmabile. Tuttavia, grazie al potere immenso della poesia i due si confrontano alla pari instaurando un rapporto genuino e profondo.

Con questa storia l’autore ci fa comprendere come non ci siano limiti nei legami umani; l’affettività che unisce gli esseri umani si fonda solo sul rispetto reciproco e sulla capacità di capire e ascoltare l’altro. La posizione sociale, la ricchezza o la fama non sono infatti fondamenta solide per costruire rapporti tra le persone.

Il postino di Neruda
La storia di un’amicizia oltre le apparenze.
Immagine dal film di Massimo Troisi.

Mario, con puerile innocenza, riesce a lasciarsi trasportare dalla sua istintiva sete di conoscenza e resta ammaliato da Neruda non per la sua posizione sociale, ma per ciò che riesce a regalare al mondo. Il postino vuole essere amico di don Pablo perché stima il suo sapere e la sua arte.

Allo stesso tempo, il poeta si lega a Mario perché con lui può parlare senza filtri. In compagnia del postino infatti Neruda si sente libero dal peso della sua fama e per un momento può dimenticare il suo ruolo nel mondo. Quando sono insieme i due protagonisti si scrollano di dosso il velo dell’apparenza e tornano ad essere come dei bambini in cerca della loro identità.

La cosa che colpisce maggiormente Neruda è la naturalezza con cui Mario gli pone domande, a prima vista ingenue, ma che spesso toccano aspetti molto profondi dell’esistenza umana. Mario è infatti un’anima pura, non corrotta da forme di materialismo tipiche degli adulti. Proprio per questo insegue i suoi sogni e vede don Pablo come un maestro saggio che gli possa indicare la strada dell’amore e della felicità.

Perché leggere Il postino di Neruda

Con questo romanzo Skármeta lancia un messaggio preciso; il genere umano ha bisogno delle parole e del loro potere per creare unione e condivisione. Oggi più che mai questo pensiero ha un valore di fondamentale importanza. La società sta infatti velocemente virando verso un sistema puramente materialistico in cui amore, affetto e amicizia sono sostituiti da legami deboli, fondati sull’apparenza. Il postino di Neruda è dunque una lettura molto attuale che è stata trasformata, dal genio di Massimo Troisi, in un capolavoro cinematografico commovente.

Da un punto di vista stilistico il romanzo è scorrevole e caratterizzato da continui scambi di battute tra i personaggi principali. Nonostante la brevità del testo e la scrittura semplice, Il postino di Neruda porta con sé anche un appello politico importante. La cornice storica in cui è ambientata la vicenda è quella del breve Governo Allende, seguito dalla brutale dittatura militare orchestrata da Augusto Pinochet. Pablo Neruda era proprio uno dei più grandi sostenitori di Salvador Allende.

In quest’ottica quindi, l’umanità e il rispetto con cui un uomo politico influente come Neruda si approccia ad un umile figlio di pescatori, diviene una sorta di metafora di come la politica abbia il dovere di guardare ai più deboli; l’oppressione del popolo infatti non è mai la risposta giusta ai bisogni degli ultimi.

Diego Bottoni


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