Cultura

Istruzioni per crescere, qualche breve consiglio

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Il giudizio degli altri, il cambiamento e la consapevolezza sono tutte strutture comuni nel percorso della crescita personale. Imparare a riconoscerli può rendere meno complesso il passaggio verso l’età adulta ed aprirci le porte ad un mondo che non conosciamo ancora, uscendo dalla bolla di sicurezze e false verità che ci raccontiamo dall’infanzia.


Cosa significa crescere?

Diventare adulto, maturo, grande, responsabile. Non esiste una definizione unica di “crescere” così come non esiste un momento esatto e specifico in cui si è ufficialmente grandi.

Crescere è un costrutto sociale che ci investe di compiti e responsabilità mai avute prima. Gradualmente o da un giorno all’altro ci troviamo a dover pagare le bollette, fare la lavatrice, diventare genitori. Nella maggior parte dei casi, l’indipendenza e la libertà sono la struttura fondamentale per definirsi tendenzialmente adulti.

Durante il processo di crescita si accumulano conoscenze ed esperienze che permettono di formare la nostra personalità in base alla società in cui viviamo e alle reazioni sociali che intraprendiamo. Condizionamenti esterni influenzano il modo di essere dell’individuo, solo e perso nella grande selva della società.

Gli altri come specchio di noi stessi

Se noi siamo frutto delle nostre relazioni allora gli altri sono delle proiezioni inconsapevoli di noi stessi.

A livello psicologico questo meccanismo della proiezione consiste nell’attribuire agli altri aspetti negativi che non abbiamo risolto con noi stessi. È un meccanismo di difesa che consente di allontanare da se stessi un aspetto negativo e proiettarlo sul mondo esterno, allontanandosene. È una sorta di deresponsabilizzazione che causa una distorsione della realtà che ci circonda a proprio favore.

Alla base della proiezione vi è una mancanza, un rifiuto delle parti “ombrose” che non riusciamo ad accettare di noi stessi.

Tutto ciò che ci irrita degli altri, può portarci a conoscere noi stessi.

C.G. Jung

Accettarsi per crescere?

Partiamo da un presupposto fondamentale: nessuno si accetta completamente per quello che è. Complici i ristretti canoni imposti dalla società e le immagini da cui siamo tutti i giorni bombardati, sia a livello estetico che cognitivo, imparare ad accettarsi è frutto di un grande sforzo.

Accettarsi fa parte della crescita, o almeno così ci hanno insegnato. Ma crescere significa evolversi, cambiare, passare da uno stato all’altro. Allora chi dobbiamo accettare? Accettarsi totalmente, dunque, è impossibile ma si può sempre migliorare.

Il paradosso è questo: accettarsi o migliorarsi? Apparentemente queste due condizioni sembrano incompatibili perché se ci si migliora allora non ci si accetta per quello che siamo. In realtà non bisogna confondere il processo del miglioramento con l’adeguarsi e il plasmare la nostra personalità con quello che la società ci impone. A quel punto, nessuno sarà migliore, e tutti saranno inautentici.

Infatti miglioramento e accettazione non devono essere due stati contrapposti ed incompatibili. Entrambi devono far parte del proprio sviluppo e della propria crescita personale per creare un tronco solido nella consapevolezza di noi stessi.

Crescere e consapevolezza del sé

Crescere comporta tutta una serie di rivelazioni che distruggono la realtà che ci siamo raccontanti finora e ci mettono davanti a delle situazioni seccanti e fastidiose. Dopo una prima fase di scoraggiamento, diventare grandi significa lasciare andare le favole che ci raccontiamo e fare i conti con le verità scomode.

Conoscere di chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare è la base di accettazione condito con miglioramento ed accompagnato dalla maturità.

Ad assisterci sono le esperienze che verificano o smentiscono le nostre più grandi convinzioni e paure e ci aiutano a prendere consapevolezza di noi stessi. A questo punto il miglioramento parte da noi stessi, e non è finalizzato ad ottenere il consenso altrui.

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Immagine di Andriyko Podilnyk da Unsplash.

Il giudizio degli altri

Viviamo in una società dove la maggior parte delle nostre azioni e scelte dipende dal giudizio degli altri. Non facciamo qualcosa perché pensiamo che possa non essere compresa, ci vestiamo in un certo modo per poter essere accettati e riconosciuti dagli altri e così via.

La verità è che nell’accontentare gli altri ci dimentichiamo di noi stessi, delle nostre vocazioni, dei nostri bisogni, desideri ed obiettivi finendo per ritrovarci davanti allo specchio e non riconoscere più i nostri tratti.

Lasciare andare il giudizio degli altri non è semplice, soprattutto oggi, ma possiamo assorbire dagli altri gli spunti per comprendere noi stessi. Così, forse, riusciremo ad accettare noi stessi e di conseguenza a farlo con gli altri.

Maddalena Petrini

(In copertina Vince Fleming da Unsplash)


Per approfondire il tema, leggi: Spero di poter crescere presto (un racconto di Elettra Dòmini).

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