Cultura

La Ghigliottina – Cosa fai, “Nina, sull’argine”? di Galletta

Nina sull'argine

Veronica Galletta, classe 1971, originaria di Siracusa, è tra i 12 candidati alla 76esima edizione del Premio Strega con “Nina sull’argine” (minimum fax, 2021). Tra i suoi successi letterari vanta il premio Campiello Opera Prima 2020, vinto con Isole di Norman.


Trama

L’opera che Veronica Galletta presenta per il Premio Strega 2022 si intitola Nina sull’argine, edito dai tipi di Minimum Fax. Al centro del romanzo c’è Cristina, un ingegnere donna al primo incarico in un cantiere che nessuno vuole, perché troppo complesso e difficile da portare avanti. Si tratta di un’opera di salvaguardia alla pubblica utilità: costruire un argine in un piccolo comune sperduto della Pianura Padana.

La protagonista incontra però l’opposizione degli abitanti (soprattutto degli ambientalisti che vogliono salvaguardare la fauna del fiume) e dei colleghi, piuttosto ostili e poco abituati a sottostare al comando di una donna. I problemi sul luogo di lavoro si intrecciano poi a quelli della vita privata di Nina, carente di affetti e solitaria.

Nina sull'argine

Debolezze dell’opera

Sebbene Nina sull’argine presenti tematiche interessanti come gli ostacoli e le scelte difficili di un progetto, che vien usato come metafora per la vita della protagonista, il libro entra troppo nello specifico quando si parla della costruzione dell’argine: il difetto è con ogni probabilità un vizio del mestiere, dal momento che Veronica Galletta è laureata in ingegneria civile idraulica.

Molte pagine sono piene di termini tecnici, troppo spazio è lasciato alla descrizione delle dinamiche del cantiere. In questo modo passa in secondo piano anche il passato della protagonista, vagamente accennato in qualche flashback, ma mai sviluppato al pieno delle sue potenzialità narrative. Le esperienze di Nina potevano essere utili a capire il suo carattere, cosa l’ha fatta diventare la persona di adesso; ma l’autrice ha preferito tacere queste ragioni.

Tanto rumore per nulla

Ad appesantire ulteriormente la lettura si aggiunge una trama piatta, che procede lenta e ripetitiva: i capitoli diventano in breve elenchi dei lavori quotidiani per l’argine. E, quando la storia sembra prendere una piega interessante, tutto si risolve in un nulla di fatto. Sto parlando del caso, risalente ad anni prima allo svolgimento della storia, riguardante la morte di due operai in un precedente cantiere. Ma, come già detto, questo tentativo di movimentare la storia creando un’aura di mistero si risolve in una bolla di sapone.

Il suo posto è là, nel tempo a levare, in quel tempo inesistente del tragitto fra casa e cantiere, in quello spazio diffuso di quei chilometri che la portano da un mondo all’altro.

Veronica Galletta. Nina sull’argine

Soltanto, il fantasma di uno dei due operai appare alla protagonista, ricoprendo le vesti di una sorta di guida per lei; ma viene lasciato a libera interpretazione del lettore se tutto sia frutto dell’immaginazione di Cristina (e quindi i consigli che riceve sono in realtà i suoi) oppure no.

I personaggi

I personaggi vengono presentati come macchiette, non possiedono molte sfaccettature. Questo può forse dipendere dalla focalizzazione interna della narrazione – il che spiega perché il carattere della protagonista-voce narrante si colga meglio attraverso i suoi pensieri che attraverso le sue parole.

Si entra, però, poco in empatia con Nina: il suo carattere è freddo, autoritario, mostra il suo lato sensibile e vulnerabile solo nei momenti in cui parla con il fantasma-guida dell’operaio o quando rimugina sulla sua fragile vita sentimentale.

Giudizio finale

A mio avviso, insomma, Nina sull’argine è un’occasione persa: si poteva dire molto e bene sulla parità di genere sui luoghi di lavoro, così come sulle morti bianche, che potevano essere approfondite tralasciando l’aspetto più tecnico della costruzione dell’argine. In molti casi poi, il romanzo ha lasciato inespressi alcuni ottimi sviluppi narrativi, meritevoli di maggiore attenzione.

Nonostante tutto, però, la scrittura è di qualità eccellente: la base per migliorare esiste, insomma, e il prossimo romanzo potrebbe rivelarsi una buona occasione per la scrittrice di sfruttare al meglio le sue potenzialità.

Francesca Fabbri

(In copertina e nel testo immagini fluviali di Félix Vallotton, dal suo Catalogue Raisonné del 2005 curato da Ducrey Marina


Questo articolo fa parte della rassegna di Giovani Reporter in attesa del Premio Strega 2022.


Nina sull’argine, di Veronica Galletta è un episodio della rubrica La Ghigliottina.

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