Cronaca

Guerra in Ucraina – Parliamo delle sanzioni europee

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La guerra in Ucraina è in continua evoluzione. Le notizie rimbalzano da una parte all’altra del globo, in poco tempo fanno il giro del mondo. Si parla di morte, di distruzione, di corridoi umanitari. In questi ultimi giorni l’Europa – toccata nei propri interessi – si è fatta avanti ergendo un muro di sanzioni contro la Russia. A queste, si sono aggiunti nelle ultime ore anche armamenti bellici. Siamo alle porte di una guerra mondiale?

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Le scelte dell’Europa

«Il pacchetto di sanzioni massicce e mirate approvato stasera dai leader europei avrà il massimo impatto sull’economia russa e su l’élite politica. Si basa su 5 pilastri: il settore finanziario, energetico, i trasporti, i controlli sulle esportazioni e il divieto di finanziamento delle esportazioni e la politica dei visti». Queste le parole di Ursula von der Leyen (presidente della Commissione Europea) al termine del Consiglio europeo straordinario.

L’Europa ha optato anche per il congelamento dei beni e in alcuni casi anche il divieto di viaggio in UE, per tutti gli uomini vicini a Putin: da importanti politici ad oligarchi di primo piano. Persino i 351 membri della Duma russa che hanno votato per il riconoscimento della Repubbliche popolari di Lugansk e Donetsk sono compresi in queste misure.

Le sanzioni riguardano anche le banche. La Banca centrale russa non potrà più usare le riserve in dollari. Tra gli istituti colpiti ci sono anche le due grandi banche del Paese, Sberbank e Vtb, entrambe a controllo pubblico oltre a Promsvyazbank (Psb), la banca militare della Russia che gestisce quasi il 70% dei contratti del ministro della Difesa. C’è poi l’arma dello Swift, vale a dire il sistema che permette attualmente qualsiasi tipo di scambio internazionale: diverse banche russe verranno escluse da questo sistema. Conseguenze economiche rilevanti si registrano anche per diverse società e aziende con sedi in Europa come Almaz-Antey (produttore di armi) e Sevmash (produttore di sottomarini nucleari).

Anche gli eventi sportivi subiscono variazioni: la finale di Champions League da San Pietroburgo è stata spostata a Parigi. La Russia è stata poi esclusa dall’Eurovision. Bisogna tenere presente che i risultati di queste misure si vedranno soprattutto – se protratte – nel lungo periodo. Ed è necessario sottolineare che anche l’Europa, che in queste ore sta mostrando il braccio di ferro, avrebbe molto da perdere con la messa in atto di tali provvedimenti nel tempo.

Armi e munizioni di tutti i calibri

“Per la prima volta in assoluto l’Unione europea finanzierà l’acquisto e la consegna di armi ed equipaggi per un Paese sotto attacco”, ha affermato Ursula von der Leyen. I ministri UE della Difesa appoggiano all’unanimità il finanziamento da 500 milioni di euro a livello comunitario da affiancare al sostegno militare bilaterale a Kiev, in riposta all’invasione russa. Tuttavia, se la risposta dell’Europa alla guerra in Ucraina comprende anche l’invio di armamenti bellici, allora il senso più alto della democrazia sparisce. I valori che tanto forgiano lo “spirito europeista” che in questi giorni viene innalzato e sventolato, scompaiono. Se è la forza che genera il diritto, allora forse non c’è posto per la pace in questo mondo.

Alessandro Sorrenti


Per approfondire, su Giovani Reporter:

  • Agostini, Clarice. È guerra – Putin attacca l’Ucraina (Giovani Reporter, 2022)
  • Agostini, Clarice. La crisi Ucraina – Una questione di prospettive (Giovani Reporter, 2022)
  • Bettari, Sofia. 10 parole per capire la Guerra in Ucraina (Giovani Reporter, 2022)
  • Bitondo, Alessandro. Cosa sta succedendo in Ucraina? (Giovani Reporter, 2022
  • Bitondo, Alessandro. Salvare l’ambiente, in tempo di guerra (Giovani Reporter, 2022)
  • Bottoni, Diego. Daniil Medvedev contro la guerra (Giovani Reporter, 2022)
  • Brini, Iacopo. Il conflitto del Donbass, tra Russia, Europa e Stati Uniti (Giovani Reporter, 2022)
  • Pagnoni, Luce. Caro Putin, cosa ti ha fatto l’Ucraina? (Giovani Reporter, 2022)

Hot Topic! è una rubrica curata da Alessandro Bitondo, Camilla Galeri, Jon Mucogllava e Alessandro Sorrenti.

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Sull'autore

Nato a Firenze il 12 febbraio del 2000. Studio giurisprudenza italo-tedesca all'Università di Firenze. Sono appassionato di film e musica anni '80. Nel mio tempo libero leggo libri e mi aggiorno sugli scenari politici attuali e passati dell'Italia e non solo.
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