Cinema

“Una donna promettente” – La violenza raccontata dal female gaze

Una donna promettente

Una donna promettente” (Promising Young Woman) è l’esordio alla regia di Emerald Fennell. Si tratta di un revenge movie che sovverte i canoni del genere, vincitore del premio alla migliore sceneggiatura originale agli Oscar 2021.


Storia, consenso e cultura dello stupro

Ogni settimana vado in un locale e ogni settimana fingo di essere così ubriaca da non stare in piedi e ogni singola settimana un bravo ragazzo come te si avvicina per vedere se sto bene.

La protagonista della pellicola è Cassie, interpretata da Carey Mulligan. Di giorno lavora in una caffetteria e veste colori pastello, di notte esce nei bar e si finge ubriaca con l’unico scopo di rivelarsi sobria nel momento in cui un qualsiasi ragazzo provi ad approfittarsi di lei. Questo è il suo modo di impartire lezioni sul consenso e di portare avanti una battaglia personale: vendicare ed esorcizzare la morte della sua migliore amica Nina, vittima di stupro ai tempi del college. Lei aveva denunciato la violenza subita ma nessuno le aveva creduto.

La vendetta di Cassie prende il via da un dramma privato ma può essere letta anche in chiave simbolica: quello che Una donna promettente fa è denunciare la cultura dello stupro. Questo termine, appartenente agli studi femministi e di genere, indica una società che minimizza, normalizza e giustifica le violenze e gli abusi.

Lo sguardo femminile

– È il peggior incubo di ogni uomo essere accusato così!
– Sai qual è il peggior incubo di ogni donna?

Il female gaze è una teoria femminista che problematizza la rappresentazione delle donne nelle arti visive. Il nodo principale riguarda la costruzione dei personaggi femminili: questi devono essere complessi e avere un proprio sviluppo nel corso della storia. Accanto a ciò viene sottolineata l’importanza di una rappresentazione che tenga conto delle emozioni, contro l’uso oggettificato dei corpi. Anche se oggi viene usato per designare opere prodotte da registe, il termine intende andare al di là delle connotazioni di genere.

La scenografia, i costumi e la colonna sonora di Una donna promettente sono ricchi di elementi legati a un’idea di femminile che, messi come cornice a una storia di violenza, creano contrasto. La regia di Emerald Fennell si muove tra l’esaltazione e la distruzione del legame tra femminilità e frivolezza. Il suo è un atto di riappropriazione: tutto ciò che viene usato dall’uomo per sminuire la donna può essere rivendicato dalla donna come arma per combattere quella mentalità.

L’importanza della rappresentazione

Ragazze come quella si mettono in pericolo, se non sta attenta qualcuno si approfitterà di lei.

Una donna promettente di Emerald Fennell è un film rivoluzionario e importante, destinato a rimanere nella storia della rappresentazione femminile. La sua forza deriva dall’essere didascalico ed esplicito nella messa in scena, ma soprattutto in discorso, della violenza. Quelle che vive la protagonista nella pellicola sono situazioni che accadono nel quotidiano su più livelli: dallo stupro, che rappresenta un tipo di violenza più esplicito, a meccanismi di pensiero che nascondono una sistematica necessità di controllare il corpo e la volontà delle donne. Non c’è bisogno di eccedere nel racconto del dolore perché non si tratta di eventi straordinari ma terribilmente normali, ed è rendersi conto di questo che più di tutto lascia senza fiato.

E poi, se ancora non ci sono abbastanza motivi per vedere questo film, c’è anche Bo Burnham che canta e balla una canzone di Paris Hilton. E ho detto tutto.

Gaia Berettoni

(In copertina e nell’articolo immagini tratte dal film Una donna promettente)


Articolo realizzato in collaborazione con Sistema Critico, un gruppo di studenti universitari che si pone come obiettivo il racconto del reale in modo critico e giovanile, avvicinando le persone alle questioni che il mondo ci pone ogni giorno.

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