Cultura

La Ghigliottina – Siate infedeli a “Fedeltà” di Missiroli

Fedeltà 5

Fedeltà, di Marco Missiroli (Einaudi, 2019) è il libro vincitore del Premio Strega giovani, attribuito da ragazzi tra i 16 e i 18 anni. Forse è per questo che ha avuto tanto successo? Temi come le relazioni complicate, l’infedeltà, il tradimento sono molto sentiti dalla fascia dei “giovani adulti“. Ma è davvero un libro tanto meritevole?


Carlo è un giovane professore milanese che insegna tecniche della narrazione e arrotonda scrivendo brochure turistiche per una casa editrice, proviene da una famiglia borghese e ha il sogno di scrivere un romanzo.

La moglie, Margherita, è un’immobiliarista, una donna passionale, molto legata alla madre Anna, da qualche anno vedova. L’equilibrio all’interno del matrimonio dei Pentecoste è retto quasi esclusivamente dall’erotismo. Ma a quanto pare non è abbastanza, perché entrambi si ritrovano a provare desiderio per altre persone: Carlo per Sofia, studentessa del suo corso; Margherita invece per Andrea, il giovane fisioterapista, il cui tocco la risveglia.

La storia di Fedeltà si dipana dal momento in cui il professore confessa alla moglie di essere stato sorpreso nel bagno dell’università con l’allieva tra le braccia, un momento equivoco che chiama “malinteso“.

[…] era una dimensione parallela, era l’aforisma che funestava l’immaginario adulterio: “Non significa niente”. O meglio “Non significa troppo”.

Fedeltà 2

Personaggi a metà

Certi libri impediscono al lettore di provare empatia verso i personaggi. Sfido, ad esempio, a trovarsi in armonia con Heathcliff e Catherine di Cime tempestose. Così anche in Fedeltà: i personaggi sembrano incompleti.

Carlo non è realizzato; in primis artisticamente: vuole diventare uno scrittore ma non inizierà mai il fatidico libro che i genitori continuano a chiedergli. Di conseguenza, anche sul fronte lavorativo non è soddisfatto. Per di più rifiuta l’idea di essere nato in una famiglia borghese, eppure questo non gli impedisce di accettare un posto da “raccomandato”. Ma, soprattutto, lascia le cose a metà: il libro e anche la relazione con Sofia. Lui stesso si dice che sia il senso di colpa a mantenerlo sul confine, e questo desiderio lasciato in sospeso troverà valvola di sfogo in altri tradimenti. Si può dire che l’atto mancato sia un po’ lo sfondo di tutta la storia.

[…] sei ostaggio di un libro che non scriverai mai. Sei un professore per sei ore a settimana e il tuo vero lavoro è compilare brochure turistiche, con un sussidio familiare mensile che tenti di occultare. Incarni gli stereotipi del maschio.

Margherita invece è architetto, ma per avere più stabilità ha deciso di aprire un’agenzia immobiliare. Nonostante si sia accontentata, punta in alto: si è innamorata della lussuosa e luminosa casa di via Concordia ed è disposta a ingannare la proprietaria pur di averla. Il marito accoglie l’idea, per lui è infatti un “tentativo di riparazione materiale”. Malgrado la sua determinazione però, Margherita è sempre in cerca di una conferma, ed è Carlo che svolge questa funzione. Tuttavia, quando lui che rappresenta le sue certezze viene messo in dubbio, anche lei si mette in dubbio. Desidera davvero Andrea, o la sua è solo una ripicca?

Sofia, invece, è una sognatrice ingenua, che non ha ancora metabolizzato la morte della madre e si sente in colpa per aver lasciato il padre da solo a Rimini. Ma non appena accade il “malinteso”, Milano – questa Milano che a qualche lettore ha ricordato Buzzati – comincia a soffocarla, schiacciarla. Si sente un cliché, e lo è. Questa potenziale relazione incestuosa la sconvolge tanto da tornare a casa, a lavorare nella ferramenta di famiglia, limitandosi a postare sui social foto di libri.

Sofia (Carolina Sala).

Andrea è sempre stato un personaggio incompleto per via della sua omosessualità latente, e forse per questo sembra non saper amare. Vediamo il suo affetto per un cane che però non salva da un brutto destino, una relazione con una ragazza che continua a tenere a distanza, lo vediamo cedere alle avances di Margherita in modo passivo. Non si capisce però, all’interno della sua storia, da cosa arrivi la parentesi della violenza: le lotte di cani, fino ai combattimenti di boxe clandestini nei locali. Pare qualcosa di estemporaneo, di fuori luogo.

E addirittura Anna, la madre di Margherita, la figura più apprezzabile del romanzo, può essere vista allo stesso modo degli altri, per via della scoperta della costante infedeltà del defunto marito, e la decisione di ignorare fino alla fine la questione. Ma Anna è incompleta anche perché sta dietro le quinte delle vite dei due protagonisti, e parteggia metà per Carlo, metà per Margherita.

Flusso, colata, strabordio di coscienza

Molti autori decidono di adottare uno stile di scrittura che non prevede la divisione in capitoli, e solitamente questo espediente è utile per catturare il lettore, “costringerlo” ad andare avanti. Nel caso di Fedeltà, però, sembra quasi fatto per compensare la poca sostanza, e la conseguenza è quella di ingabbiare a tutti gli effetti. E non solo per il fatto, puramente soggettivo, del gradimento della storia in sé, quanto piuttosto per la scrittura decisamente poco scorrevole. Troppe volte mi sono ritrovata a fermarmi, andare indietro e rileggere per afferrare il senso della frase. Alcuni periodi sono sconnessi: pensieri buttati sulla pagina, separati solo da virgole ma in maniera casuale – come una versione prosastica della Passeggiata di Palazzeschi -, magari nel mezzo di un discorso.

Insomma una sorta di flusso di coscienza che però da un lato disorienta il lettore e dall’altro lo annoia. Per non parlare di alcune domande poste sotto forma di affermazioni, accettabile se la prassi è sempre la stessa, ma non se vale solo per alcune frasi. O, ancora, delle proposizioni lasciate a metà. Tutto ciò dà l’idea che l’autore, nel tentativo di ricreare uno stile innovativo e raffinato, in realtà non faccia che risultare piatto.

Buona idea poteva essere la concessione dei punti di vista dei vari personaggi, eppure anche questo si è volto a sfavore di Fedeltà. Le diverse prospettive si mescolano in modo improvviso, e quasi sempre all’interno dello stesso paragrafo, così da lasciare il lettore confuso. Ad affaticare ulteriormente la lettura, un elemento che mette particolarmente a disagio è la volgarità. Vi sono moltissimi termini gratuitamente scurrili, che sinceramente potevano anche essere evitati…i pensieri erotici e gli atti dei personaggi sono già abbastanza espliciti. Infine, le citazioni di grandi autori come Némirovsky, che sembrano un semplice sfoggio di cultura, in quanto alla fine inutili al contesto.

Fedeltà

Due parole sull’autore

Marco Missiroli, in un’intervista su Fedeltà, ha sostenuto che nella sua opera la stabilità della coppia sia legata all’instabilità immobiliare: finché rimangono nel monolocale tutto mantiene un equilibrio, ed è quando cambiano casa e ne prendono una grande, ordinata e luminosa che cominciano i pasticci. In realtà è evidente che i problemi vi fossero anche prima. Carlo probabilmente avrebbe tradito Margherita anche se fossero rimasti nel loro monolocale. Margherita, di per sé, aveva già compiuto l’atto. La coppia era da tempo in crisi e la situazione non migliora nella casa nuova, semplicemente nessuno vuole ammetterlo. Anna dice alla figlia che ai suoi tempi la libertà era accontentarsi nel matrimonio, ma ora che c’è la libertà di divorziare, i protagonisti decidono di rimanere incatenati nel loro matrimonio.

Per l’autore, inoltre, il sospetto è più potente dell’atto, in quanto da lì parte tutto. A Missiroli interessa la psicologia dei personaggi, peccato però che ci sia ben poco scavo psicologico, e quando lo si vuole trovare, esso si limita a riflessioni banali. Lo stesso autore ha più volte affermato di aver volutamente costruito la storia su dei cliché… ma non è a che a volte il troppo stroppia?

Riabituarsi. […] Chi si riabitua è stato da un’altra parte, sovvertendo un equilibrio.

Blu Di Marco

(In copertina e nell’articolo immagini tratte dalla serie TV Fedeltà, disponibile su Netflix)


Fedeltà, di Marco Missiroli è un episodio della rubrica La Ghigliottina.

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