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Golden Globes 2022 – La cerimonia fantasma

Golden Globes 2022 1

I Golden Globes 2022 non ci saranno. O, meglio, ci saranno ma verranno assegnati nella totale assenza del red carpet, dei candidati e futuri vincitori in sala, del pubblico, dei presentatori (che hanno rifiutato l’invito) e della diretta TV, in seguito alla decisione della NBC di non mandare in onda la cerimonia, di conseguenza non sarà visibile neanche su Sky Italia.


Ombre su Los Angeles

Tralasciando le motivazioni riconducibili alla pandemia, alle quali già l’anno scorso era stato trovato un rimedio, risulta una presa di posizione forte da parte di media e star nei confronti dell’HFPA (Hollywood Foreign Press Association, giuria dell’evento), accusata dopo l’inchiesta del Los Angeles Times di razzismo nella costituzione della giuria e corruzione nell’assegnazione dei premi.

Stando a quanto comunicato sul sito e sui social network dei Golden Globes, l’evento del 9 gennaio si svolgerà in forma ristretta e privata, a telecamere spente, con la probabilità di aggiornamenti in tempo reale su goldenglobes.com e sui suddetti canali social in una serata che oltre alla proclamazione dei vincitori verterà su programmi per “dare a cineasti e giornalisti inclusivi il potere di raccontare le storie che li appassionano” e dove, al posto delle star, saranno presenti membri selezionati dell’HFPA e beneficiari di borse di studio filantropiche.

Con grande probabilità si parlerà anche della Reimagine Coalition, una joint venture quinquennale con la National Association for the Advancement of Colored People (NAACP), annunciata nell’ottobre del 2021 per “potenziare diversità, equità e inclusione nell’industria globale dell’entertainment”. La cerimonia avrà una durata complessiva di circa un’ora e mezza e al termine di essa verrà annunciato l’elenco completo dei vincitori tramite un comunicato stampa.

Candidati e pronostici

A guidare la classifica delle nomination nella sezione cinema troviamo Il potere del cane di Jane Campion (7) che precede Belfast di Kenneth Branagh (5) e West Side Story di Steven Spielberg (4) mentre al vertice nelle serie TV troviamo Succession, ideata da Jesse Armstrong, con 5 nomination.

Presente all’appello anche un po’ di Italia con il ritorno del Premio Oscar Paolo Sorrentino, in gara per il Miglior film in lingua straniera con È stata la mano di Dio e la produzione Disney Pixar Luca di Enrico Casarosa, entrambi concorrono in due categorie difficili con Almodovar e il classico Disney Encanto che potrebbero negarci la gioia delle statuette.

Ovviamente puntiamo alla doppietta o anche solo ad uno dei due premi, nella speranza che la tensione tra HFPA e i mondi di cinema e televisione possa risolversi il prima possibile per continuare a godere di questa festa cinematografica nei prossimi anni, tenendo come base fondamentale la meritocrazia e il rispetto per qualsiasi tipo di differenza presente nella nostra società.

Nell’attesa di capire cosa succederà domenica, andiamo a vedere nel dettaglio tutti i candidati e, ovviamente, i nostri pronostici; appuntamento il 10 mattina sempre qui su Giovani Reporter con tutti i vincitori di questa edizione. Ecco tutti i nominati e i pronostici sui vincitori dei Golden Globe 2022.

Cinema

Miglior film drammatico

  • Belfast, regia di Kenneth Branagh
  • CODA, regia di Sian Heder
  • Dune, regia di Denis Villeneuve [recensione di Gabriele Cavalleri]
  • Una famiglia vincente – King Richard, regia di Reinaldo Marcus Green
  • Il potere del cane, regia di Jane Campion [recensione di Francesca Fabbri]

Miglior film commedia o musicale

  • Cyrano, regia di Joe Wright
  • Don’t Look Up, regia di Adam McKay [recensione di Gabriele Cavalleri]
  • Licorice Pizza, regia di Paul Thomas Anderson
  • Tick, Tick… Boom!, regia di Lin-Manuel Miranda
  • West Side Story, regia di Steven Spielberg

Miglior regista

  • Kenneth Branagh – Belfast
  • Jane Campion – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]
  • Maggie Gyllenhaal – The Lost Daughter
  • Steven Spielberg – West Side Story
  • Denis Villeneuve – Dune [recensione di Gabriele Cavalleri]

Migliore attore in un film drammatico

  • Mahershala Ali – Swan Song
  • Javier Bardem – Being the Ricardos
  • Benedict Cumberbatch – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]
  • Will Smith – Una famiglia vincente – King Richard
  • Denzel Washington – The Tragedy of Macbeth

Migliore attrice in un film drammatico

  • Jessica Chastain – Gli occhi di Tammy Faye
  • Olivia Colman – The Lost Daughter
  • Lady Gaga – House of Gucci
  • Nicole Kidman – Being the Ricardos
  • Kristen Stewart – Spencer

Migliore attore in un film commedia o musicale

  • Leonardo Di Caprio – Don’t Look Up [recensione di Gabriele Cavalleri]
  • Peter Dinklage – Cyrano
  • Andrew Garfield – Tick, Tick… Boom!
  • Cooper Hoffman – Licorice Pizza
  • Anthony Ramos – Sognando a New York- In the Heights

Migliore attrice in un film commedia o musicale

  • Marion Cotillard – Annette
  • Alana Haim – Licorice Pizza
  • Jennifer Lawrence – Don’t Look Up [recensione di Gabriele Cavalleri]
  • Emma Stone – Crudelia
  • Rachel Zegler – West Side Story

Migliore attore non protagonista

  • Ben Affleck – The Tender Bar
  • Jamie Dornan – Belfast
  • Ciarán Hinds – Belfast
  • Troy Kotsur – CODA
  • Kodi Smit-McPhee – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]

Migliore attrice non protagonista

  • Caitríona Balfe – Belfast
  • Ariana DeBose – West Side Story
  • Kirsten Dunst – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]
  • Aunjanue Ellis – Una famiglia vincente – King Richard
  • Ruth Negga – Due donne – Passing

Miglior film in lingua straniera

  • Scompartimento n.6 – In viaggio con il destino, regia di Juho Kuosmanen (Finlandia)
  • Drive My Car, regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone)
  • È stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia) [recensione di Matilde Catelli)
  • Un eroe, regia di Asghar Farhadi (Iran)
  • Madres paralelas, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)

Miglior film d’animazione

  • Encanto, regia di Jared Bush e Byron Howard
  • Flee, regia di Jonas Poher Rasmussen
  • Luca, regia di Enrico Casarosa [recensione di Leonardo Bacchelli)
  • My Sunny Maad, regia di Michaela Pavlátová
  • Raya e l’ultimo drago, regia di Don Hall e Carlos López Estrada

Migliore sceneggiatura

  • Paul Thomas Anderson – Licorice Pizza
  • Kenneth Branagh – Belfast
  • Jane Campion – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]
  • Adam McKay – Don’t Look Up [recensione di Gabriele Cavalleri]
  • Aaron Sorkin – Being the Ricardos

Migliore colonna sonora originale

  • Alexandre Desplat – The French Dispatch
  • Germaine Franco – Encanto
  • Jonny Greenwood – Il potere del cane [recensione di Francesca Fabbri]
  • Alberto Iglesias – Madres Paralelas
  • Hans Zimmer – Dune [recensione di Gabriele Cavalleri]

Migliore canzone originale

  • Be Alive (Dixson, Beyoncé) – Una famiglia vincente – King Richard
  • Dos Oruguitas (Lin-Manuel Miranda) – Encanto
  • Down to Joy (Van Morrison) – Belfast
  • Here i Am (Singing My Way Home) (Carole King, Jennifer Hudson e Jamie Hartman) – Respect
  • No Time to Die (Billie Eilish, Finneas O’Connell) – No Time to Die

Televisione

Migliore serie drammatica

Migliore attore in una serie drammatica

  • Brian Cox – Succession
  • Lee Jung-jae – Squid Game [recensione di Alessandro Leo, approfondimento di Maddalena Petrini]
  • Billy Porter – Pose
  • Jeremy Strong – Succession
  • Omar Sy – Lupin [recensione di Alessandro Leo]

Miglior attrice in una serie drammatica

  • Uzo Aduba – In Treatment
  • Jennifer Aniston – The Morning Show
  • Christine Baranski – The Good Fight
  • Elisabeth Moss – The Handmaid’s Tale
  • MJ Rodriguez – Pose

Miglior serie commedia o musicale

  • The Great
  • Hacks
  • Only Murders in the Building
  • Reservation Dogs
  • Ted Lasso

Miglior attore in una serie commedia o musicale

  • Anthony Anderson – Black-ish
  • Nicholas Hoult – The Great
  • Steve Martin – Only Murders in the Building
  • Martin Short – Only Murders in the Building
  • Jason Sudeikis – Ted Lasso

Miglior attrice in una serie commedia o musicale

  • Hannah Einbinder – Hacks
  • Elle Fanning – The Great
  • Issa Rae – Insecure
  • Tracee Ellis Ross – Black-ish
  • Jean Smart – Hacks

Miglior miniserie o film televisivo

  • Dopesick – Dichiarazione di dipendenza
  • Impeachment: American Crime Story
  • Maid
  • Omicidio a Easttown
  • La ferrovia sotterranea

Migliore attore in una miniserie o film televisivo

  • Paul Bettany – WandaVision [recensione di Chiara Parma]
  • Oscar Isaac – Scene da un matrimonio
  • Michael Keaton – Dopesick – Dichiarazione di dipendenza
  • Ewan McGregor – Halston
  • Tahar Rahim – The Serpent

Migliore attrice in una miniserie o film televisivo

  • Jessica Chastain – Scene da un matrimonio
  • Cynthia Erivo – Genius
  • Elizabeth Olsen – WandaVision [recensione di Chiara Parma]
  • Margaret Qualley – Maid
  • Kate Winslet – Omicidio a Easttown

Migliore attore non protagonista in una serie, miniserie o film televisivo

  • Billy Crudup – The Morning Show
  • Kieran Culkin – Succession
  • Mark Duplass – The Morning Show
  • Brett Goldstein – Ted Lasso
  • Oh Yeong-su – Squid Game [recensione di Alessandro Leo, approfondimento di Maddalena Petrini]

Migliore attrice in una serie, miniserie o film televisivo

  • Jennifer Coolidge – The White Lotus
  • Kaitlyn Dever – Dopesick – Dichiarazione di dipendenza
  • Andie MacDowell – Maid
  • Sarah Snook – Succession
  • Hannah Waddingham – Ted Lasso

Alessandro Leo

(In copertina immagine tratta dal film Don’t Look Up, disponibile su Netflix)

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