Cinema

Universo Dune – Il libro, i film

Dune 1

L’universo di Dune nasce nel 1965, con l’omonimo romanzo di Frank Herbert. Il primo libro oggi è considerato l’opera di fantascienza più venduta al mondo; poi seguito da altri sei manoscritti (in ordine d’uscita: Dune, Messia di Dune, I figli di Dune, L’imperatore – dio di Dune, Gli eretici di Dune, La rifondazione di Dune).


Dune uscì per la prima volta sul grande schermo nel 1984, a cura di David Lynch, ma non ottenne mai il successo desiderato. In più, nel 2000 e nel 2003 uscirono due serie tv sempre su Dune: Dune il destino dell’universo e I figli di Dune. Ora, a 56 anni dall’uscita del libro e a 37 dal film di Lynch,  un nuovo adattamento cinematografico è nelle sale. La regia di Denis Villeneuve.

Il mondo di Dune

Siamo nell’anno 10.191 d.C. L’umanità si è diffusa in tutta la galassia, e la controlla con un impero. Oltre all’imperatore, ci sono 24 potenti, dei nobili, ognuno che rappresenta una grande casa del Landsraad. Spesso ci sono delle guerre tra queste casate, e in Dune assistiamo agli scontri tra Harkonnen e Atreides.

L’universo di Dune è senza dubbio uno di quelli più tetri: infatti viene descritta una versione dell’umanità molto più realistica, e non ottimistica, come invece viene fatto in altri due grandi capostipiti del cinema fantascientifico: Star Wars e Star Trek. Star Wars rappresenta un mondo dominato da un impero oppressore, la cui esistenza viene messa a repentaglio dalle forze del bene, prima i ribelli e poi la resistenza, supportate dagli Jedi. Invece, in Star Trek l’umanità si è espansa e ha creato una federazione intergalattica, i cui principi base sono l’uguaglianza e il rispetto di tutte le specie.

Oltre a questo, Dune fa molte previsioni che nessuno di noi farebbe: non esiste nessun tipo di computer, la maggior parte degli scontri avviene all’arma bianca, e la razza umana sembra non essere migliorata, tant’è vero che non esiste democrazia, e il potere maggiore spetta come al giorno d’oggi a chi è più ricco.

Come se non bastasse, la religione è ancora un elemento fondante della società (mentre al giorno d’oggi la popolazione sta sempre più andando verso l’ateismo) e proprio in Dune è presente l’arrivo di un messia che scatenerà una jihad in tutto l’universo.

Gli adattamenti cinematografici

Il primo film tratto da Dune, uscito nel 1984, sicuramente non è da considerarsi un successo, nonostante la regia da David Lynch: innanzitutto, uno degli elementi più importanti di un film tratto da un’altra opera è il grado di fedeltà alla storia originale. In questo caso si tagliano molte scene, se ne aggiungono altre, e altre ancora si cambiano senza un motivo apparente.

Magari non darà molto fastidio a chi non ha letto il libro, ma di sicuro non vedranno la storia originale di Dune. Oltre a tutto questo, c’è da dire che la messa in scena non è assolutamente sufficiente; infatti, il livello di recitazione è molto basso. Ultima nota stonata, gli effetti speciali, a dir poco inguardabili.

Tra l’altro, prima di questo film erano già usciti i primi tre Star Wars, Blade Runner, la prima serie di Star Trek e i capolavori di Kubrick, 2001: Odissea nello spazio e Arancia Meccanica, Terminator e Alien. Tutti film estremamente importanti per la fantascienza, rimasti negli anni, anche grazie agli effetti speciali, che risultano molto più piacevoli nonostante i miglioramenti fatti nel frattempo. Insomma, questa prima versione cinematografica delude da tutti i punti di vista.

Il messia è arrivato?

Il regista scelto per ritentare l’impresa è Denis Villeneuve (che forse conoscete già per Arrival e Blade Runner 2049), e ha deciso di rispettare pienamente la storia del libro, aggiungendo qualche piccola variazione, unicamente funzionale all’adattamento cinematografico.  Villeneuve concede pure il giusto tempo per il film che ha una durata di 155 minuti, in cui viene soltanto narrata la prima metà del film, in confronto a Lynch, che infine consegnò un film con l’intera storia narrata in 137 minuti.

Oltre al regista, già esperto in film del genere, abbiamo un cast eccezionale: Timothée Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson, Jason Momoa e Oscar Isaac tra i più famosi. Inutile a dirsi, il livello di recitazione è di gran lunga superiore a quello dello scorso adattamento.

Dulcis in fundo, una sapiente combinazione di fotografia, scenografia, effetti speciali e costumi hanno creato un effetto d’insieme sbalorditivo: tutto il film è un piacere per gli occhi, e alcune scene sembrano delle vere e proprie opere d’arte. In conclusione, questo è il giusto erede del romanzo di Frank Herbert, e ora c’è soltanto da sperare in un buon successo per il film, che decreterà se Villeneuve potrà fare il seguito, e anche le trasposizioni del resto della saga.

Gabriele Cavalleri

(In copertina immagini tratte dal film Dune, di Denis Villeneuve)

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