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Il mondo fantastico di Sara Cunial

Sara Cunial

Shoah e green pass? La stessa cosa.

A sostegno delle proprie teorie contro il green pass e il relativo obbligo per i lavoratori, l’onorevole Cunial (anche se, a dirla tutta, c’è ben poco di onorevole in questa storia) paragona la necessità del certificato verde alla Shoah. La deputata sembra essersi resa portavoce delle peggiori fesserie da social network con le quali tenta di avallare le sue discutibili idee e, tra una bufala e l’altra, trova il coraggio di esternare un confronto indegno, sì; ma – purtroppo – non nuovo.

Sara Cunial ha dunque parlato senza remore, alludendo al 1938 e alle leggi razziali, argomentando le sue tesi no vax sciorinando numeri da capogiro frutto di chissà quali calcoli, e propinando l’ormai noto “io non mi vaccino perché non so cosa c’è dentro”. È così infervorata da tirare in ballo il concetto di libertà, ma (a quanto sembra) senza gran cognizione di causa.

Una libertà egoistica

Mentre in Germania è diventato reato paragonare il semplice obbligo di indossare la mascherina alla Shoah, in Italia l’Onorevole lo considera il pezzo forte delle sue argomentazioni contro vaccinazione e passaporto verde. È assurdo pensare a come Cunial stravolga il significato di uno strumento, il green pass per l’appunto, concepito per tutelare la salute e la libertà dei cittadini, accostandolo agli orrori consumati dal nazismo.

Sulla testa degli ignari ed assopiti cittadini peserebbe la croce di un piano dittatoriale organizzato dal governo “al soldo delle lobby finanziarie e delle famiglie dei festini di Davos e Bilderberg”. Tuttavia, c’è qualche illuminato che rifiuta categoricamente l’iniezione di un siero di oscura provenienza e vanta in Sara Cunial la propria paladina. La protettrice di chi ripudia il vaccino in nome della difesa della propria libertà di scelta travisa anche questo abusato concetto, ommettendo che la libertà personale termina dove inizia quella altrui. Ignora che il continuo rifiuto del vaccino oltrepassa chiaramente questa soglia.

Tra giovani perduti e teorie del complotto

Non soddisfatta di quanto asserito, la deputata ha tentato di minimizzare anche quanto fatto dai giovani accusandoli di essersi vaccinati “non per paura di morire, come ha detto il Presidente Draghi, ma per paura di non poter più entrare in discoteca, di non poter più fare un aperitivo con i loro amici”. Fare leva sulla naturale esigenza di socialità è un banale mezzuccio per non ammettere che i giovani sono i primi ad aver capito che il vaccino è l’unica arma che abbiamo a disposizione per combattere la pandemia.

Cunial ha quindi concluso in bellezza, sollevando spregevoli dubbi riguardo l’integrità del Presidente Mattarella. Sara Cunial è l’ambasciatrice di quella frangia della società che è terreno fertile per qualsivoglia bufala o teoria del complotto. E, per quanto il complottismo renda più intrigante la realtà, è auspicabile che una deputata eletta democraticamente intervenga con più oggettività e rimanga con i piedi per terra; nel tentativo, magari, di farci tornare anche i suoi elettori.

Camilla Galeri

(In copertina foto presa da Bibliatodo)


Hot Topic! è una rubrica curata da Alessandro Bitondo, Camilla Galeri, Jon Mucogllava e Alessandro Sorrenti.

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