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Festival di Venezia, trova l’intruso

Festival Venezia

Nuove star al Festival di Venezia

Nei primi giorni di settembre i riflettori hanno illuminato la laguna di Venezia, teatro della nota mostra internazionale d’arte cinematografica. Molte sono state le stelle che hanno brillato sul red carpet del Festival, riportando entusiasmo dopo un periodo particolarmente difficile per il settore. Sarebbe superfluo ripetere i nomi degli ospiti, in quanto scolpiti nell’immaginario comune.

Ha avuto modo di far parlare di sé anche l’influencer più in voga del momento: Khaby Lame, che con oltre 100 milioni di followers su Instagram è l’italiano più seguito della rete. Ma la presenza degli influencer è davvero così indispensabile?

Certi palcoscenici sono il sogno di migliaia di appassionati di cinema sparsi in tutto il mondo.

Chissà quante volte gli studenti delle varie scuole di cinema e recitazione, dalla Luchino Visconti alla Filmakademie Wien, hanno davvero sognato, magari la notte prima di presentarsi a lezione, di ritrovarsi protagonisti di mostre di questo calibro. Me li immagino speranzosi prima di un provino, con l’ansia e il cuore in gola, accompagnati magari da un amico. Il copione studiato da mesi, la tecnica raffinata con impegno e dedizione e poi… E poi la fatidica domanda.

“Ma tu, quanti followers hai?”

È tutto racchiuso in questa domanda, il vero volto del millennio 2.0, quello social, sempre online. La legge dei grandi numeri che rende insignificante il resto. È chiaro, certi personaggi vendono, rappresentano dei brand costosi, semplice ed efficace marketing, ma qual è il messaggio che si cela dietro a questi meccanismi?

Non importa cosa tu faccia, come lo faccia, ma solo quanti seguaci ti porti dietro. Quasi fosse una setta. Lascia perdere il metodo Stanislavskij, lo studio quasi filologico delle opere di Shakespeare, la modulazione della voce e tutto il resto. L’influencer italiano ha più volte confessato di aver ricevuto varie offerte per lavorare nel cinema e si è detto molto entusiasta. Buon per lui, certo. Che non abbia pressoché nessuna formazione di questo genere è del tutto irrilevante per le case cinematografiche.

Di questo passo ne risentirà inevitabilmente la professionalità dell’arte, costretta a svendersi al denaro quasi fosse una sgualdrina. Tutti noi avremmo da ridire se in sala operatoria si presentasse un attore o un cantante qualsiasi, eppure, quando si tratta di mostre d’arte tutti sembrano i benvenuti, perché apparentemente tutti possono intrattenere e improvvisarsi artisti di vario genere.

Jon

(in copertina il Festival del Cinema di Venezia)


Hot Topic! è una rubrica curata da Alessandro Bitondo, Camilla Galeri, Jon Mucogllava e Alessandro Sorrenti.

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