Cultura

Bolzano – L’ultima frontiera d’Italia

Bolzano

Spesso considerata la città meno italiana d’Italia, Bolzano affascina i suoi visitatori per la sua unicità e la sua ricchezza di lingue e culture diverse. È nota in tutto il mondo per essere una delle più famose destinazioni di turismo invernale in Europa, offrendo ai suoi visitatori tradizioni uniche.


Una città mercato

Dove oggi sorge la città di Bolzano in epoca romana si trovava la statio militare di Pons Drusi, che monitorava lo svincolo tra il Brennero e la via Claudia Augusta. Una volta persa la sua funzione militare, il sito divenne un importante snodo commerciale: dopo l’anno 1000, infatti, il principe vescovo di Trento decise di fondarvi un mercato. Da allora la città ha rappresentato un importante polo di scambio, a metà tra il mondo germanico e quello delle corti italiane. Il suo passato mercantile dona alla città una veste ben identificabile, grazie soprattutto ai portici in stile alpino, noti in tutta Europa e che conservano immutata da secoli la loro identità.
Bolzano era poi sede di quattro fiere annuali che attiravano mercanti sia da nord che da sud; questi si disponevano su due lati dei portici, chiamati per questo Welsche Gewölbe (portico romanzo, quindi “italiano”) e Deutsche Gewölbe (portico tedesco).

Il centro storico conserva tuttora un aspetto medievale, con portici che ospitano sia negozi di brand internazionali sia botteghe d’artigianato locale. Quest’ultimo è noto per la sua qualità, soprattutto quando si tratta di materie prime come il legno, il ferro e la lana. I prodotti esposti vengono solitamente realizzati nei masi di montagna, appartenenti non di rado ad un’unica famiglia da generazioni. Questi laboratori in cui il tempo sembra essersi fermato sfornano ogni giorno oggetti meravigliosi, che, grazie alla cura dei contadini, diventano opere d’arte apprezzate in tutto il mondo.

Terra di castelli e leggende

Questo piccolo angolo di paradiso, giustamente noto per le sue bellezze naturali, offre anche un vero e proprio viaggio nel passato. La città di Bolzano ospita infatti numerosi castelli, simbolo della ricchezza dei suoi antichi nobili, e che oggi donano fascino ad ogni suo angolo. Questi edifici dall’ attrattiva intramontabile ospitano anche eventi mondani, come matrimoni o mostre.

Tra questi merita una menzione speciale Castel Roncolo (Schloss Runkelstein), in cui si può ammirare alcuni dei più grandi cicli di affreschi profani del Medioevo, raffiguranti la leggenda di “Tristano e Isotta”, la tavola rotonda di Re Artù e scene di corte.

In provincia il numero di castelli aumenta, arrivando alla cifra record di oltre 800, disseminati nei punti più strategici delle valli, al punto che la zona può vantare la maggiore densità di castelli in Europa. L’atmosfera medievale che simili paesaggi emanano oltrepassa i secoli, rendendo i visitatori partecipi delle leggende a cui fanno da scenario. Questa terra fatata, abitata da streghe, gnomi e fate ha ispirato persino i fratelli Grimm per alcune delle loro storie più famose. Se vi capita di passare in città, sappiate che non ci sono solo le montagne ad aspettarvi, ma un intero mondo in cui il concetto di tempo è tutt’altro che definito.

Südtirol e Alto Adige, un bilinguismo unico

Legata culturalmente all’Austria, alla quale è appartenuta fino al 1919, la città mostra orgogliosa le sue vie in pieno stile asburgico, che danno l’impressione di trovarsi oltre confine. Fortunatamente, la millenaria cultura germanica si è preservata in tutti i suoi aspetti, anche dopo l’annessione all’Italia fascista. L’Alto Adige è, di fatto, una delle poche realtà al mondo in cui convivono pacificamente due popoli diversi: quello tedesco, di più lunga tradizione, e quello italiano (vi è anche una comunità ladina, di numero però inferiore).

Non stupitevi dunque ad entrare nei negozi, nelle scuole e negli uffici e sentire i bolzanini esprimersi contemporaneamente in due lingue. Dagli ambienti più formali alle esperienze più quotidiane, tutto è inserito in un contesto perfettamente bilingue, e l’influsso di cittadini provenienti da altri Paesi non fa altro che contribuire alla già sostanziosa ricchezza culturale di questa piccola città e della sua provincia, dove ognuno ha la possibilità di esprimersi nel modo in cui preferisce.

Certo, non sempre le due comunità interagiscono con facilità, date le diverse abitudini e i diversi luoghi di ritrovo. È inevitabile che si creino delle distanze implicite, però si mantiene sempre un clima sereno. Nonostante gli ovvi margini di miglioramento, è indiscutibile che si tratti di una sorprendente realtà politica e sociale. Questo modello di convivenza è stato apprezzato ovunque, venendo anche proposto per risolvere situazioni di tensione in altri Paesi.

Il potere dell’autonomia

Il percorso intrapreso per raggiungere questi obiettivi non è stato semplice. Esso è dovuto passare attraverso decenni di contrasti e attacchi terroristici, ma dona oggi i suoi frutti a chi li ha saputi coltivare. Dopo gli anni bui del Fascismo, la Provincia gode, dal 1972, di una forte autonomia. Il capoluogo è dotato di un Consiglio, che esercita la funzione legislativa in misura maggiore rispetto alle altre regioni o province a statuto ordinario. Quella di Bolzano e quella di Trento sono infatti le uniche due province autonome in Italia, oltre ad essere a statuto speciale in quanto regione.

Questa peculiarità facilita di molto la gestione delle questioni pubbliche, dall’istruzione ai fondi provinciali. Non a caso la città figura al vertice delle classifiche che misurano la qualità della vita in Italia: la tanto sofferta autonomia, guadagnata grazie ad una scaltra diplomazia tra ambo le parti, ha trasformato una zona economicamente depressa in luogo pieno di opportunità.

Bolzano oggi appare quasi come una Heimat  (termine tedesco traducibile con “patria”, “luogo d’origine”) di tutti, capace di tutelare chi la abita da sempre, i turisti che l’hanno resa nota in tutto il mondo e i nuovi cittadini che la rendono ancora più cosmopolita. La città è governata da un microcosmo tutto suo, che arriva a coinvolgere tutta la provincia, rendendola la gemma pregiata delle Dolomiti.

Jon Mucogllava

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