Parole chiave

La chiave è la Trasparenza

Trasparenza

Parole Chiave è svelare i segreti che si nascondono dietro a una parola intesa come oggetto culturale, legato all’uomo per vie sotterranee e imprevedibili; è girare la complessa serratura della realtà, per mostrare al lettore i nuovi orizzonti celati sotto il velo opaco dei lemmi.


Quando pensiamo alla trasparenza, la prima cosa che ci immaginiamo è la capacità di vedere attraverso qualcosa, che sia il vetro di una finestra o l’acqua limpida di una sorgente. Tuttavia, accanto a questo significato fisico e concreto, nel corso dei secoli si è affermata una seconda accezione, che trasla l’immagine della trasparenza dal piano fisico a quello morale: ciò che è trasparente è di conseguenza senza mistero, senza inganno; è esattamente come appare. Da qui origina il forte valore etico che, oggi più che mai, viene messo in primo piano e richiesto a gran voce dai consumatori al mercato, diventato sempre più fumoso e irresponsabile.

Dal termine latino alla scienza medievale

Trasparente viene dal latino trans – in italiano il prefisso diventa tras – che vuol dire “attraverso”, e il participio di pareo, un verbo con un significato molto più incisivo del corrispettivo italiano “apparire”, diventando un “pare evidente, senza alcun dubbio”. La trasparenza è quindi la caratteristica e la proprietà di essere trasparente di un corpo: un termine rilevante nelle scienze, in particolare negli ambiti dell’ottica e dell’astronomia.

Così Dante, quando descrive i dannati del più basso cerchio dell’Inferno, conficcati nel ghiaccio in orribili posizioni, scrive: “l’ombre tutte eran coperte, / e trasparien come festuca [pagliuzze] in vetro”; ed è sempre lui che, nel Canto II del Paradiso, utilizza “trasparere” come un termine tecnico, legato alla dottrina medievale della diafanità dei corpi celesti.

Ed è proprio nella sfera del sapere scientifico che il termine si forma: secondo la terminologia scientifica medievale, trasparenza è la proprietà intrinseca di tutti quei corpi che lasciano passare la luce. Così ancora i massimi astronomi dell’era moderna, come Galileo e Copernico, fanno ampio uso del termine “trasparenza” per discutere dei misteri del cosmo.

…E quando si passa al piano etico?

Col passare dei secoli il significato primario di trasparenza, pratico e scientifico, è stato scalzato dagli usi traslati del termine. Tra questi, è stato particolarmente fortunato l’utilizzo legato al campo etico. La trasparenza, così, è divenuta al giorno d’oggi “chiarezza, facilità di comprensione o di intuizione del senso o del significato” e poi, con l’avvento della complessa società post-industriale, “pubblicità, assenza di ogni volontà di occultamento e di segretezza”.

Guardandoci intorno, possiamo riscontrare diversi ambiti la trasparenza è fondamentale: in tutti è strettamente connessa alla necessità del fruitore di un bene o di un servizio di conoscere a pieno ciò a cui si sta affidando o che sta comprando. Si parla di trasparenza bancaria, per tutelare i clienti e sostenere le loro scelte in modo più consapevole, e di trasparenza della pubblica amministrazione, per evitare speculazioni e corruzione in questioni rivolte all’intera comunità; così come si richiede ai governi e ai partiti la totale trasparenza politica, per avere leader affidabili e scegliere i propri rappresentanti con maggior consapevolezza.

Naturalmente, si tratta di processi tutt’altro che semplici. Se però è già utopico sperare nel raggiungimento di una completa trasparenza in questi settori, negli ultimi decenni un nuovo ambiente ha iniziato ad essere oggetto di critiche sempre più numerose alla mancanza di trasparenza: il mercato.

Se prima tale richiesta era indirizzata solo – o principalmente – a quegli ambiti che avrebbero danneggiato direttamente l’individuo o la comunità se si fossero rivelati ingannevoli, ora il problema etico si sta spostando in un quadro più ampio, di respiro mondiale, grazie ad una nuova consapevolezza ambientale e sociale. Al giorno d’oggi, anche alle aziende e ai grandi colossi industriali si chiede di “essere trasparenti”.

L’importanza della trasparenza nella green economy

La trasparenza aziendale è forse diventata una delle necessità più impellenti del mondo contemporaneo: una necessità che nasce dal bisogno di porre l’attenzione sia sulle disuguaglianze sociali, fortemente sentite nel mondo, sia sui problemi ambientali, ormai ampiamente noti. La cosiddetta green economy (ovvero un’economia che sia maggiormente attenta ai problemi di inquinamento ambientale sia in fase di produzione che di smaltimento) si basa proprio sulla richiesta da parte del consumatore responsabile di ottenere massima trasparenza riguardo a tutte le fasi di lavorazione del prodotto: dalle materie prime alla lavorazione in fabbrica, dalla distribuzione allo smaltimento. La trasparenza dovrebbe attraversare ogni momento di vita del prodotto e ogni attività dell’azienda stessa.

È evidente che, nell’ottica del guadagno, tale trasparenza viene spesso a mancare, proprio perché la catena produttiva è, il più delle volte, tutt’altro che etica: l’esempio più tristemente noto è il costo tanto ambientale quanto sociale del fast fashion, ma anche le agghiaccianti verità recentemente denunciate sull’industria della carne.

Negli ultimi anni, i consumatori sono diventati più consapevoli, e di conseguenza responsabili, nei confronti di ciò che comprano e da chi lo comprano.  Cercano perciò di evitare, per quanto possibile, tutti quei marchi che non garantiscono la totale trasparenza nella propria filiera, scegliendo invece marchi più sostenibili ed etici per i loro acquisti. “Trasparenza” è quindi una parola fondamentale per la nostra contemporaneità: non è più solo la qualità di un corpo, ma è anche la cifra distintiva verso cui il mercato internazionale si sta muovendo.

Camilla Botturi


La chiave è la Trasparenza è un articolo di Parole Chiave, rubrica a cura di Francesco Faccioli.


Per approfondire

  • L’industria della carne: articolo;
  • L’impatto del coronavirus sull’industria della carne: articolo;
  • The truth about meat, di Jonathan Safran Foer: articolo;
  • Il fast fashion: articolo;
  • Fast fashion industry: articolo;
  • Intervista a Friendly Shop Italia (un’intervista a cura di Arianna Bandiera e Alice Buselli);
  • Il dramma del low cost (un articolo di Alice Buselli).
Ti potrebbero interessare
Parole chiave

L'ozio degli antichi – Il valore positivo del tempo libero

Parole chiave

Abbiamo ancora bisogno di grida di Battaglia

Parole chiave

La Massa e l'effetto domino

Parole chiave

Quando l'amore deve Insistere