Cronaca

Oltre il Ponte Morandi – L’Inferno delle autostrade liguri

Autostrade liguri

Lo ha insegnato Omero: tutti hanno un punto debole. Per il Pelide Achille fu il tallone. Per la Liguria è la viabilità. L’ormai proverbiale “Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” è ciò che riassume meglio quello che si prova poco oltre la sbarra del casello. Benvenuti nelle bolge liguri.


Il Morandi: l’accensione del buio stradale ligure

Ore 11:36 della vigilia di Ferragosto del 2018. Un momento scolpito nella mente dei genovesi, dei liguri e degli italiani. Il crollo della pila 9 del Ponte Morandi riecheggia nelle orecchie di tutti e la pioggia battente di quel giorno sembra il degno coronamento di una scena tanto tragica. Insieme alle macerie ancora fresche nel Polcevera, abbiamo tutti capito che da quel punto nulla sarebbe più stato come prima. Una volta recuperate le 43 vittime, è iniziata la corsa alla solidarietà e la gara delle accuse.

Prima le dichiarazioni contro chi aveva il compito di monitorare lo stato della struttura. Il presidente Toti, il ministro Toninelli e l’allora vicepresidente Di Maio uniti su un unico messaggio: ricostruire e togliere la concessione ad Aspi (Autostrade per l’Italia). Si arriva al Decreto e al modello Genova; nomina dei commissari Toti (per la gestione dell’emergenza) e il sindaco di Genova Bucci (per la ricostruzione); istituzione di fondi per le attività colpite dal crollo e, infine, permane il desiderio di estromettere Atlantia dalla concessione del tratto.

Si scopre che i controlli su stralli e montanti (usurati al 70%) erano stati quantomeno approssimativi e carenti. Anzi, per i giudici del Riesame di Genova non furono più fatti da Spea dal 2013. La motivazione? Rischio di scoprire una manutenzione troppo esosa. Tesi confermata dal titolare SIAG di Parma (la società che a giugno 2019 ha fatto esplodere gli altri due tronconi, ponendo fine alla storia del Morandi). Infatti, proprio a giugno dichiarò “Autostrade per l’Italia era pronta a demolire il ponte Morandi di Genova già nel 2003 ma l’operazione non fu portata a conclusione perché ritenuta troppo costosa e complessa”.

Il ponte di San Giorgio nel progetto di Renzo Piano.

E dire che si pensa siano i liguri tirchi. Inoltre, il Modello Genova sbandierato spesso dal governatore Toti, per la fretta di concludere, ha praticamente lasciato tutto immutato, compresi i problemi: percorrenza a 80 km/h sul tratto, paraboliche pericolose come curve e code per inadeguatezza dello spazio destinato al manto stradale. Infine non è ancora avvenuta la revoca della concessione ad Aspi. Infatti, a oggi, il tratto è ancora appannaggio della società. Quindi, La Liguria non torna ancora “a riveder le stelle”.


Per approfondire

  • Ponte Morandi, Riesame: “No controlli, Aspi voleva evitare costose manutenzioni” (RaiNews);
  • “È la débâcle dei Benetton”: le intercettazioni dei manager sulla famiglia e le liti sul Ponte Morandi (Corriere della Sera);
  • Antitrust, multa ad Autostrade da 5 milioni: “Non ha ridotto i pedaggi nei tratti rallentati dai lavori” (La Repubblica).

Crolli e incidenti

Dopo poco più di un anno, tornano le tenebre sugli utenti delle autostrade liguri. Il 25 novembre 2019 crolla il viadotto dell’A6 Torino-Savona per una frana causata dalle forti piogge. Poche ore dopo arriva un’incredibile comunicazione: chiusura a26 per rischio crollo. Mezza Liguria è ufficialmente isolata dal nord via autostrada. L’A26 viene riaperta dopo una notte, dopo l’ennesima accusa di Toti ad ASPI. Basta un mese per assistere a un ulteriore crollo. Tocca a un grosso pezzo della galleria di Masone e per miracolo non viene coinvolta nessuna autovettura. Anche in questi due casi emergono orrendi retroscena. Il tratto dell’A6 non era considerato a rischio idrogeologico della scena; sull’A26 spunta la frode per pubbliche forniture (art.356 c. p.).

Tuttavia, oltre ai crolli, le autostrade liguri si macchiano di continui gravissimi incidenti. Da notare è il fatto che nel 2021, in piena pandemia Covid (quindi zero esodi), in Liguria si è stabilito il record di vittime (4) nel periodo pre-Pasquale. Famoso è quello che, durante la settimana di Sanremo 2021, ha rallentato Ibrahimovic nel suo arrivo al teatro dell’Ariston, con tanto di video fatto dal giocatore del passaggio ottenuto in moto. Non la migliore delle figure per la terra del Festival.


Per approfondire

  • Ecco le dieci strade e autostrade italiane con più incidenti mortali (Il Sole 24 Ore);
  • Quattro morti in 21 giorni: il tragico record prima di Pasqua delle autostrade liguri infestate dai cantieri (Sanremo News).

Mamma li (cantieri)

Sulle autostrade liguri i cantieri sono continui e danno ininterrottamente luogo a restringimenti, cambi di carreggiata e code infinite. Una minima distrazione o un piccolo guasto è sufficiente a mandare tutto in tilt, con il rischio sempre maggiore di incidenti. La sola A10, tra le più care come pedaggio, presenta 70 km di corsia unica su 158 totali. Non è diversa la situazione sulle restanti. Infatti, nella multa ricevuta da Autostrade a livello nazionale per mancata riduzione del pedaggio dei tratti rallentati, la situazione ligure ha inciso pesantemente.

Una trappola che durerà fino al 2029. Il 2 aprile 2021 sul quotidiano Repubblica si parla di una liberazione della Liguria dai cantieri prima dell’estate. Tuttavia, la modalità con cui avverrebbe potrebbe creare parecchi disagi. Aspi propone un alleggerimento dei cantieri stessi, rallentandoli. Salt (che gestisce l’A12) specifica che entro giugno concluderà i lavori in corso. Ultima idea, proposta dalla Camera di Commercio, consiste nel togliere quelli “ritenuti non prioritari per la sicurezza” e rinviare alcuni interventi come la reinstallazione delle barriere antirumore. Dunque, con riferimento alle bolge autostradali liguri, non può che essere citato il Sommo poeta, aggiornato come: “Nell’avanzar del cammin di sua vita, la Liguria si perse nella sua selva oscura”.


Per approfondire

  • Incidente mortale in A10, Toti: “Troppi cantieri pericolosi, questa vittima si poteva evitare” (Genova 24);
  • Auto e grandi opere: la storia delle autostrade genovesi e i dati sul traffico dagli anni ’80 ad oggi (Era Superba);

Daniele Craviotto

(In copertina la foto del nuovo ponte di San Giorgio a Genova)

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