Cronaca

Cosa sono le SUP? – La politica europea sulle plastiche monouso

Plastiche monouso

La sigla SUP è un’abbreviazione dell’espressione single-use plastic product e indica gli oggetti costruiti con plastiche monouso. Si tratta di quei prodotti che possono essere utilizzati una sola volta, o comunque per un breve periodo di tempo, prima di finire nel cestino.


I SUPs

L’impatto dello spreco di plastica generato dai prodotti SUPs è drammatico sull’ambiente e sulla salute dell’ecosistema globale. Generalmente, infatti, non vengono riciclati, ma finiscono per infestare le spiagge e le acque del mare; si stima che, insieme alle attrezzature da pesca, costituiscano il 70% dell’inquinamento marino europeo.

Attraverso la Direttiva europea sulla plastica monouso (Directive on single-use plastics), l’Unione Europea si sta impegnando nella lotta contro i rifiuti, in particolare quelli marini. Gli obiettivi della politica europea in materia sono mirati a una riduzione del volume e dell’impatto di certi prodotti sull’ambiente e sulla salute umana, tenendo in particolar conto le alternative sostenibili ad essi.

Le misure contenute nella direttiva sono finalizzate alla promozione della transizione verso un’economia circolare, basata su modelli, prodotti e materiali innovativi e sostenibili. In particolare, gli obiettivi specifici sono due. Innanzitutto, l’incremento della raccolta differenziata delle plastiche, che dovrà raggiungere il 77% entro il 2025 e il 90% entro il 2029; poi, l’utilizzo della plastica riciclata per la produzione di bottiglie in PET, del 25% a partire dal 2025 e del 30% dal 2030.

I prodotti

La Direttiva europea prende in cosiderazione 10 tipologie di prodotti:

  • Cotton fioc;
  • Stoviglie (posate, piatti, bicchieri, cannucce, stuzzicadenti…);
  • Palloncini e bastoncini di supporto per palloncini;
  • Contenitori per cibo;
  • Contenitori per bevande;
  • Tazze e bicchieri per bevande da asporto;
  • Filtri di sigarette;
  • Borse di plastica;
  • Pacchetti e involucri (imballaggi, carta da cucina…);
  • Salviette umidificate e prodotti sanitari.

Dove alternative sostenibili sono reperibili facilmente e ad un costo moderato, la plastica monouso sarà vietata in tutti i Paesi dell’Unione a partire dal 3 luglio 2021. Il divieto si applicherà quindi ai primi tre elementi dell’elenco, oltre che ai prodotti composti da polistirene espanso e plastica oxo-degradabile.

Inoltre, in linea con la politica europea riguardo allo spreco (waste policy), ai Paesi dell’Unione viene chiesto di prendere le misure adeguate per ridurre e monitorare il consumo di certe plastiche monouso per cui non è ancora presente un’alternativa (come certi contenitori per gli alimenti da asporto). I progressi in merito dovranno essere riportati alla Commissione Europea, al fine di mostrare un effettivo sforzo paragonando i dati del 2022 a quelli del 2026.

Le implicazioni

Riguardo a tutti i prodotti dell’elenco, l’Unione Europea si impegna a limitare l’uso delle plastiche usa e getta attraverso varie misure. Al fine di ottenere un’effettiva riduzione del consumo di questo materiale, è stata prevista l’introduzione di un piano di sensibilizzazione e di schemi EPR.

Per quanto riguarda la campagna di sensibilizzazione, la direttiva prevede l’obbligo di informare i consumatori e incoraggiarli ad un comportamento responsabile. Il produttore dovrà quindi segnalare sull’etichetta dei prodotti i dati relativi al contenuto plastico, alle opzioni di smaltimento e al danno provocato in caso di dispersione nell’ambiente. Inoltre, i consumatori dovranno essere messi a conoscenza dell’esistenza di alternative sostenibili e dell’impatto che un uso o uno smaltimento inappropriato del prodotto potrebbero provocare.

Gli schemi EPR, ovvero di responsabilità estesa del produttore, si basano invece sul principio polluter pays (chi inquina paga). I produttori avranno non solo l’obbligo di mettere in atto ma anche quello di coprire i costi di gestione dei rifiuti e di pulizia. Inoltre, dovranno finanziare la raccolta e l’analisi dei dati in merito ai livelli di impatto ambientale dei loro prodotti, oltre che alle campagne di sensibilizzazione riguardo al consumo di prodotti monouso.

Il calendario

L’origine della Direttiva europea sulla plastica monouso risale al 2018, quando il 16 gennaio è stata pubblicata la strategia europea in materia di spreco e inquinamento. Quest’ultima sosteneva la necessità di una proposta legislativa in merito. Il 2 giugno dell’anno successivo la direttiva è entrata in vigore, mentre i vari obblighi e implicazioni diventeranno effettivi in modo graduale: dal 3 luglio di quest’anno il divieto di produzione e vendita dei prodotti sopracitati, con le conseguenti restrizioni e regolazioni di mercato; dallo stesso giorno del 2024 la parte del progetto relativa alle bottiglie; dal 31 dicembre 2024 la responsabilità estesa del produttore.

Clarice Agostini

(In copertina Dustan Woodhouse da Unsplash)


Fonti

Per approfondire: il Percorso Tematico Ambiente e Plastica, la sfida del momento (un articolo di Sofia Bettari).


Ti potrebbero interessare
Cronaca

Oltre il Ponte Morandi – L'Inferno delle autostrade liguri

Cronaca

La pandemia in Brasile – Un modello da non seguire

Cronaca

Mario Draghi in Libia – Non basta chiudere gli occhi

CronacaPolitica

Il tentato golpe in Giordania – Giorni di tensione ad Amman