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3 pensieri sulla Giornata Mondiale contro la Violenza sulle donne

Violenza sulle donne

Il 25 novembre è la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, istituita dall’ONU nel 1999. Oggi, ventuno anni dopo, siamo sempre lì, con 91 vittime in più dall’inizio del 2020 solo nel nostro paese. Una situazione quest’anno aggravata anche dalla pandemia in corso, come ha sottolineato di recente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Riportiamo in questo editoriale 3 pensieri che speriamo ci possano accompagnare in questa giornata e fare da introduzione a un ciclo di articoli sul tema, online su Giovani Reporter a partire dalla prossima settimana.


Antonio Mazzotta

Ci ritroviamo ogni anno, durante questa data, a affrontare sempre gli stessi discorsi: “non è normale che sia normale”. Giustissimo, magnificamente corretto. Peccato che a questa data, da gennaio, arriviamo con circa 50.000 donne in meno in tutto il mondo, 50.000 persone che abbiamo tutti e tutte sulla coscienza.

Non le abbiamo uccise noi, ma permettiamo questo ogni giorno. Tollerando la foto di una donna nel gruppo del calcetto, concedendo ai nostri amici e alle nostre amiche di fare body shaming, partecipando a incontri dove i relatori sono solo uomini. Si, è vero, non sono diversi da altri omicidi, ma no, non sono piccolezze; e soprattutto questo non giustifica il nostro silenzio.

Finché non arriveremo a un 25 novembre con zero femminicidi allora è nostra responsabilità cambiare una società marcia fino al midollo. Finché anche un fischio per strada non farà un rumore assordante, saremo tutti colpevoli. (Antonio Mazzotta)

Emilia Todaro

Ci abituiamo sin da giovanissimi a pensare agli uomini come ai detentori della forza. Ne vediamo l’immediata conseguenza nelle relazioni eterosessuali in cui la vittima è la donna: questo significa che certi segnali da parte del partner maschile non ci allarmano quanto dovrebbero, e che poi si consideri il tutto come “giustificato” dal suo essere uomo. E tanto basta.

Ma questo comporta anche un altro rischio, ancora più sottile: che quando è una donna ad essere violenta, questa situazione venga sottovalutata e, specialmente nel caso delle relazioni eterosessuali, l’uomo che subisce violenza venga deriso in quanto ritenuto “debole“. (Emilia Todaro)

Greta Murgia

Troppo amore non fa male. Troppo amore non giustifica controllo, vendetta, diffamazione, violenza, o morte. Queste azioni non hanno niente a che vedere con il “tenerci” e con “lo faccio per il tuo bene”; non nascono dall’amore ma dalla paura.

Perché l’amore, quando è amore, non uccide. E la violenza è solo violenza, mai una manifestazione entusiasta di gelosia, dedizione o attaccamento: non è normale che l’amore sfoci in violenza. (Greta Murgia)

La redazione di Giovani Reporter

(In copertina per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne un’illustrazione originale di Alexandra Guerra)


Per approfondire, scopri il Percorso Tematico Donne e Femminismo:

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