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La crisi della Rossa

Ferrari

L’ultimo anno della Ferrari è stato motivo di molte delusioni e, nonostante le buone premesse del 2019, ha portato a un periodo di profonda crisi per il Cavallino Rampante. Quali sono i motivi del declino? E quali le prospettive future?


La Ferrari nel 2020

Alzi la mano chi si aspettava un simile downgrade. Ormai la Ferrari di questa stagione non ha più bisogno di presentazioni. Nonostante il fantastico anno italiano per quanto riguarda il calendario grazie al trittico Monza-Mugello-Imola, il Cavallino Rampante è stato motivo di molte delusioni.

Il secondo posto di Leclerc al GP d’Austria è stato uno dei pochissimi acuti della Ferrari, un semplice abbaglio che non rende giustizia ad una stagione del genere. Non è la prima crisi per la monoposto di Maranello, ma è una delle più dolorose considerando il momento in cui è arrivata. Si partiva con una delle coppie più forti (se non la più forte) del circus, con alle spalle una stagione di errori ma promettente per il futuro.

Un futuro che è stato completamente distrutto da una macchina con pochissimi pregi. Se lo scorso anno il motore Ferrari era il più veloce in F1 e peccava in aerodinamicitá, quest’anno i punti di forza sono assenti. Tracciati come Spa e Monza, da sempre territorio di vittorie per gli italiani, sono stati teatro della disfatta rossa. Veder “sverniciare” la Ferrari di Leclerc dalla Racing Point di Stroll e non provare neanche a difendersi sarà un’immagine che difficilmente gli appassionati del Cavallino, e della Formula 1 in generale si toglieranno dalla testa.

Un lungo declino

I motivi di un declino del genere non si possono spiegare. I meccanici nelle officine di Maranello si danno da fare giorno dopo giorno ma le prestazioni non migliorano. Le ipotesi sulle motivazioni di questa debacle sono molte. La prima, forse quella più verosimile, è il famoso accordo segreto tra la FIA e la scuderia italiana. Riepilogando in breve la vicenda, le due rosse avrebbero montato una power unit non conforme con gli standard FIA. La questione è stata oggetto di protesta dagli altri team ed il massimo organo dell’automobilismo sportivo, per mettere a tacere tutto ciò, si è messa a tavolino con i vertici di Maranello. Questo accordo, secondo molti, ha comportato l’obbligo per la Ferrari di depotenziare il  proprio motore per questa stagione per poi ripartire in quarta nel 2021.

Un secondo retroscena sarebbe quello della spy story portata alla luce da Giorgio Terruzzi. Il paddock rosso sarebbe stato vittima di un attacco di spionaggio che ha facilitato i concorrenti nella costruzione della propria vettura.

Preso atto di questi importanti fatti da collocare nello scacchiere generale, per una scuderia storica come la Ferrari non è concepibile essere soddisfatti per un sesto posto. Sicuramente la macchina ora come ora non può dare di più, ma non è una situazione che può essere duratura. L’#EssereFerrari, tanto proclamato dai social della Rossa, non è lottare a metà gruppo, ma essere lì davanti a battagliare per i primi posti. La marea rossa è in attesa di un riscatto.

Filippo Rocchi

(In copertina la Ferrari di Leclerc al GP d’Austria 2020)

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