Mi scusi Professore

La volontà violata di RBG

Ruth Bader Ginsburg

Giornali, televisione, social network. Ogni giorno siamo bombardati da informazioni e notizie, molte delle quali non riusciamo a comprendere pienamente. Se solo ci fosse qualcuno, un Professore più sapiente di noi, a cui rivolgere i nostri interrogativi e con cui condividere le nostre riflessioni.

Mi-scusi-Professore

Una nomina affrettata

Mi scusi Professore, ha mai sentito parlare di Ruth Bader Ginsburg? Si tratta della giudice americana che, dopo 27 anni di servizio all’Alta Corte degli Stati Uniti, si è spenta il 18 settembre a causa una lunga lotta contro il tumore. Definirla semplicemente giudice è, forse, riduttivo. Grazie alle sue 483 opinioni scritte mentre ricopriva l’incarico, R.B.G. lascia un’eredità che guiderà l’Alta Corte per molti anni a venire. Dall’alto dei suoi 87 anni, ricopriva una posizione di autorità morale e addirittura di icona culturale, idolo dei diritti civili e, in particolare, delle rivendicazioni di donne e minoranze etniche.

L’ultima volontà lasciata da questa grande donna è semplice: “non venire sostituita fino a quando non ci sarà un nuovo presidente alla Casa Bianca”. La sua scomparsa, infatti, avviene a ridosso delle elezioni presidenziali che si terranno il 3 novembre 2020, e che potrebbero essere pesantemente influenzate dalla nomina affrettata di un nuovo giudice costituzionale. Proprio per questo, il presidente Donald Trump sta cercando di accelerare i tempi per imporre la giudice Amy Coney Barrett. L’annuncio della sostituzione della Ginsburg è stato diramato prima ancora della sepoltura di quest’ultima. Ma perché tutta questa fretta, Professore?

Un’occasione storica

Innanzitutto, vediamo chi è questa Amy. 48 anni, laureata summa cum laude alla Law School di Notre Dame, sette figli, fervente cattolica. È stata assistente di Antonin Scalia alla Corte Suprema, e come lui appoggia l’originalism: la convinzione che la Costituzione non possa essere adeguata alla contemporaneità, ma debba essere interpretata secondo lo spirito del tempo in cui fu redatta. Antiabortista convinta, fa parte del People of Praise, una piccola comunità cristiana cattolica che mira al rinnovamento spirituale. Non a caso, ai suoi studenti insegna che il fine ultimo del giurista è “costruire il Regno di Dio”.

Il presidente Trump mira a trasformare questa nomina in un’occasione di rilancio in vista delle presidenziali. Per prima cosa, spera di rubare qualche voto a Joe Biden, anche lui cattolico. Soprattutto, però, vuole mobilitare il voto conservatore. In caso di vittoria democratica, infatti, il Senato si troverebbe ad approvare la nomina di un ex presidente; non è improbabile che la nomina verrebbe per questo invalidata. Risulterebbe così sprecata un’occasione storica: ottenere una Corte Suprema a solida maggioranza repubblicana – su 9 giudici, 6 conservatori e 3 liberali – probabilmente per più di una generazione. La nomina avrebbe inoltre un forte significato simbolico: il rimpiazzo di un’icona progressista con una di estrema destra.

Le prospettive

Nel sistema statunitense, è il presidente a indicare le nomine dei giudici costituzionali, ma spetta poi al Senato ratificarle. Al momento, il Senato americano è a maggioranza repubblicana e, a parte qualche caso isolato, il partito sembra compatto nell’approvazione della Barrett – come potrebbe non esserlo, Professore? Ora Trump deve solo riuscire a velocizzare i tempi: ci vogliono in media 70 giorni per approvare una nomina, e da qui all’Election Day rimane all’incirca un mese.

E se ci dovesse riuscire, Professore? Ciò avrebbe solo gli effetti sull’elettorato prima elencati? E se invece Trump risultasse sconfitto? Il suo staff sarebbe pronto a scatenare un’ondata di ricorsi che contestano i risultati elettorali per presunte frodi causate dalla situazione Covid-19. Allora spetterebbe alla Corte Suprema valutare i suddetti ricorsi. Che dice, Professore: lo farà in modo imparziale?

Clarice Agostini

(In copertina Ruth Bader Ginsburg)


La volontà violata di RPG è il ventisettesimo articolo di Mi scusi Professore, una rubrica di Clarice Agostini.

Ti potrebbero interessare
Mi scusi Professore

C'è SARS e SARS

Mi scusi Professore

Sarete belli voi

Mi scusi ProfessorePolitica

Da un palco all'altro

Mi scusi Professore

La fine di Hong Kong