Cronaca

August Complex – L’incendio che sta sconvolgendo la California

August Complex 2

È sempre più evidente che le attività dell’uomo e il cambiamento climatico non fanno altro che aumentare le catastrofi naturali nel mondo: terremoti, alluvioni, tsunami, ma soprattutto incendi. Ne sono un chiaro esempio i roghi in Amazzonia e in Australia negli ultimi mesi. Nemmeno la California è stata risparmiata da questo aumento impressionante della potenza dell’estensione dei fuochi nella stagione estiva; dall’inizio del millennio, milioni di acri di terreno sono stati completamente arsi dalle fiamme, così come numerose zone abitate in tutto lo stato. Anche l’incendio che sta imperversando in questi giorni nel Nord California e nell’Oregon è di proporzioni enormi, conquistando il primato come focolaio più esteso nella storia dei Californian Wildfires.

Un po’ di storia

La California è da sempre soggetta ad incendi stagionali, che la colpiscono nel periodo estivo, caldo e poco piovoso. Sono eventi naturali, favoriti dal clima secco, dai campi e dai boschi inariditi durante l’estate e da eventi atmosferici particolari, come le tempeste elettriche. Tuttavia, i numeri e le statistiche non mentono: nove dei dieci incendi più grandi nella storia della California – o meglio, di quelli di cui si hanno i registri, ovvero dal 1932 in poi – si sono sviluppati negli ultimi diciotto anni. Soltanto quest’anno, sei incendi si sono guadagnati un posto fra i primi venti roghi più disastrosi della storia. Quindi, anche se è innegabile che questo territorio sia per natura predisposto a grossi incendi boschivi, bisogna riconoscere che il cambiamento climatico contribuisce in modo considerevole a renderli ancora più pericolosi.

Le cause individuate dal New York Times

La testata newyorkese ha di recente pubblicato un articolo in cui elenca le quattro cause principali degli incendi in California.

La prima è il clima della regione, tendente alla siccità: in fondo, per scatenare un incendio di grosse dimensioni, il punto di partenza è proprio una gran quantità di materiale secco – in questo caso, boschi e distese erbose consumati per mesi al sole.

Il secondo elemento è l’attività umana: molti incendi nascono da eventi atmosferici indipendenti, ma spesso sono gli stessi uomini che danno il via al rogo. Escludendo i casi di piromania, purtroppo assai frequenti, molte volte la scintilla nasce da un incidente: il Carr Fire, ad esempio, che ha devastato più di 200.000 acri di terreno nell’agosto 2018, scaturì da alcune scintille nate dall’esplosione della gomma di un camion.

Gli altri due fattori che alimentano la nascita degli incendi sono la gestione dell’emergenza, che a volte favorisce la propagazione del fuoco anziché contenerlo, e la presenza di venti che alimentano le fiamme e ne aiutano la diffusione in diverse aree.

August Complex
Un’immagine dell’incendio a fianco di alcuni avvisi per il distanziamento sociale.

L’August Complex

L’incendio di questi giorni è stato chiamato August Complex, proprio perché è iniziato a metà agosto. Si estende nella California del Nord e nell’Oregon, coinvolgendo soprattutto la Foresta del Mendocino. La tragedia ha avuto inizio tra il 16 e il 17 agosto, quando, a causa di una tempesta elettrica, 38 fuochi separati hanno iniziato a divampare nella zona. Per ora l’incendio ha causato venti vittime certe, tra cui un vigile del fuoco, numerosi feriti gravi e migliaia di sfollati le cui abitazioni sono rimaste coinvolte nell’incendio. Più di 875.000 acri di terreno sono stati distrutti dal fuoco. Ancora i pompieri faticano a contenere le fiamme, infatti solo il 25% di esse è stato attualmente domato.

Blade Runner 2049 non sembra più fantascienza

Oltre alla straordinaria estensione dell’incendio, un altro evento ha colpito tutto il mondo, facendo entrare ufficialmente nella storia l’August Complex Fire: una mattina gli abitanti della Baia di San Francisco si sono svegliati sotto un cielo tinto di arancione, che è poi diventato, nei giorni seguenti, rosso fuoco. Come già visto nel sequel fantascientifico di successo diretto da Villeneuve, la città californiana è stata avvolta da una nube di fumo e cenere proveniente dalle zone più colpite dal Creek Fire, uno dei focolai dell’August Complex non molto lontano dalla Baia.

Le particelle di fumo consentono solo alla luce arancione, gialla o rossa di raggiungere la superficie, rendendo così impossibile vedere il normale cielo azzurro. A causa dell’aria inquinata e dei depositi di cenere che la nube lascia al suo passaggio, è stato dichiarato lo stato di emergenza e i cittadini sono stati invitati a rimanere a casa. Ma le immagini da San Francisco hanno scosso tutto il mondo, mostrandoci che stiamo definitivamente accorciando la distanza da quel futuro apocalittico e terribile descritto nei libri.

Botturi Camilla

(In copertina Christopher Burns da Unsplash)


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