Mi scusi Professore

L’incoerente supremazia umana

L'incoerente supremazia umana

Giornali, televisione, social network. Ogni giorno siamo bombardati da informazioni e notizie, molte delle quali non riusciamo a comprendere pienamente. Se solo ci fosse qualcuno, un Professore più sapiente di noi, a cui rivolgere i nostri interrogativi e con cui condividere le nostre riflessioni.
Supremazia Mi scusi Professore Clarice Agostini Rubrica Giovani Reporter

Condanna a morte

Mi scusi Professore, certe volte non posso fare a meno di chiedermi cosa trovino gli uomini di tanto speciale in loro stessi. Perché mi sembra ovvio che il genere umano si senta superiore al resto del mondo animale: si è addirittura autodefinito sapiens. Ma cosa sappiano noi uomini, Professore? Sappiamo accendere un fuoco, costruire una casa e calcolare i moti celesti. Sappiamo articolare parole e frasi complesse, e trattenere i nostri istinti grazie alla razionalità. Tutto questo basta per ritenerci i migliori tra gli essere viventi e rivendicare la nostra supremazia sulla natura? Qualsiasi sia la sua risposta, Professore, l’uomo deve esserne davvero convinto, o non si comporterebbe in modo così dispotico nei confronti del mondo che lo ha creato e accolto.

La storia di questa settimana l’abbiamo sentita tutti: padre e figlio attaccati e feriti da un orso sul monte Peller, in val di Non, Trentino; l’ordine di abbattere l’animale da parte del presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti; l’indignazione di Legambiente e il no del ministro Sergio Costa. La condanna a morte dell’animale sembra eccessiva anche ai protagonisti dell’attacco, ancora sotto shock, che propongono invece di “gestire” la presenza degli orsi in modo che non risulti un pericolo.

Uomini e animali

Andiamo per gradi, Professore, partendo da chi ha proposto l’abbattimento dell’animale. Di un animale che era nel suo habitat naturale, che magari cercava di proteggere i suoi cuccioli, e che di sicuro non ha attaccato per divertimento o cattiveria. Non è proprio questo, l’istinto primitivo e incontrollabile, a porre il regno animale un gradino sotto a quello umano? Risparmiamo dei criminali per “incapacità di intendere e di volere”, e condanniamo invece un orso? Cosa crediamo di ottenere? Forse giustizia? Sicurezza? Il ristabilimento dell’ordine gerarchico che vede l’umano sulla vetta della piramide, calpestando qualunque essere vivente provi ad alzare la testa?

Ora invece, Professore, parliamo di chi vorrebbe “regolamentare” la presenza degli orsi nelle zone di montagna. Spostandoli in aree più lontane dai centri abitati, ad esempio, o magari castrandoli. Una soluzione di certo più leggera – almeno non prevede un’esecuzione –, ma che comunque non si astiene dall’affermare la supremazia umana: intromettersi nell’esistenza di una specie per permettere all’uomo di fare una passeggiata in montagna. In questa vicenda si rivela tutta la nostra incoerenza: ci lamentiamo degli orsi nei nostri centri abitati, ma pretendiamo di invadere liberamente il loro habitat.

Vogliamo giustiziare un animale che ha cercato di attaccare un essere umano. In questo modo non ci stiamo forse comportando esattamente come l’animale stesso? Allora le strade, Professore, a me sembrano due: o ammettiamo di far parte del mondo animale e smettiamo di pretendere una posizione privilegiata nella piramide naturale, o ci iniziamo a comportare davvero come i sapiens che ci definiamo. E per essere sapiens basta sapere una sola cosa: il rispetto.

Clarice Agostini

(In copertina Unsplash)


L’incoerente supremazia umana è il ventitreesimo articolo di Mi scusi Professore, una rubrica di Clarice Agostini.

Ti potrebbero interessare
Mi scusi Professore

La volontà violata di RBG

Mi scusi Professore

Sarete belli voi

Mi scusi ProfessorePolitica

Da un palco all'altro

Mi scusi Professore

La fine di Hong Kong