Cultura

Beautaly – Alla scoperta delle Ville del Palladio

Palladio

Di questi tempi il nostro paese ci appare così vuoto e desolato, e le nostre meraviglie storiche artistiche e naturali sembrano lontane, illusorie e impalpabili, immagini di luoghi troppo lontani da vedere. Tuttavia, se oggi non lo si può fare dal vivo, Beautaly vi permette di viaggiare virtualmente, seduti alla vostra scrivania o sul vostro divano, e vi fa assaporare da vicino le bellezze del Bel Paese.

Beautaly

Un architetto rivoluzionario

In Veneto, a pochi chilometri da Vicenza, ci sono dei tesori straordinari. Delle sontuose e imponenti residenze signorili, capolavori dell’architettura neoclassica italiana, e manifesto di uno stile unico al mondo, le Ville del Palladio.

Queste eleganti dimore sono entrate a far parte della lista dei patrimoni dell’umanità protetti dell’UNESCO, in virtù della loro perfezione stilistica e geometrica. Autore di queste celebri e affascinanti abitazioni signorili è uno degli architetti più rivoluzionari del Cinquecento, Andrea Palladio.

Nato a Padova nel 1508, Andrea Palladio fin da giovane si appassionò alle arti e, dopo un apprendistato da scalpellino, iniziò a lavorare a Vicenza come scultore e architetto. Lì incontrò il suo futuro mentore e mecenate: il nobiluomo vicentino Giangiorgio Trissino.

Il conte rimase talmente tanto ammirato dalle sue abilità da affidargli, ancora giovanissimo, il progetto di ristrutturazione di una villa di sua proprietà. Fu questo il primo grande incarico di uno dei più rivoluzionari artisti del Cinquecento, l’inizio di una carriera che lo avrebbe portato in tutta Italia, specialmente a Roma e Venezia, sulle orme dell’architettura classica.

Dentro le Ville del Palladio

Oggi queste ville rappresentano dei gioielli del Rinascimento e le loro imponenti dimensioni suggeriscono che avessero come scopo principale il soggiorno di numerose famiglie borghesi venete dell’epoca. In realtà sono molto di più: in passato erano dei veri e propri complessi produttivi, grandi tenute di campagna dove si univano la vita sontuosa dei padroni e la manodopera e l’industriosità dei contadini.

Da appassionato e esperto del mondo classico greco e latino, Palladio diede importanza e spazio all’otium, la cura di sé, il tempo libero dedicato allo studio delle arti e all’arricchimento culturale. Le ville si trasformarono così in abitazioni di campagna dove, accanto allo studio e alla ricerca dell’otium, si perseguiva il fine produttivo.

Ogni dimora aveva lo stesso schema architettonico. Da una parte il palazzo nobiliare, con grandi ambienti destinati alle cerimonie e all’intrattenimento degli ospiti, e gli ambienti di servizio, come le rimesse, le cantine e le stalle, destinate all’allevamento degli animali per i beni alimentari di prima necessità. Dall’altra parte, al di fuori degli ampi cortili, la proprietà terriera, con i campi coltivati e i vigneti.

Villa Almerico Capra

Oggi è possibile ammirare e visitare oltre trenta Ville del Palladio, la maggior parte nella provincia di Vicenza. Tutte simili eppure tutte diverse, ognuna con una propria fisionomia e dei particolari tratti caratteristici.

Una della più famose è la villa Almerico Capra. Un tempo proprietà del ricco canonico vicentino Paolo Almerico, che la commissionò a Palladio nel 1567, dopo il suo ritorno a Vicenza. Soprannominata “la Rotonda” per la pianta circolare del suo ambiente interno, è forse la villa che più di ogni altra manifesta lo stile dell’architetto veneto.

Villa Almerico Capra.

L’esterno ricalca il tradizionale modello dei grandi templi greci, con quattro grandi protiri che sormontano i portali d’ingresso, a cui si accede tramite imponenti scalinate. Si aggiungono poi le statue in marmo raffiguranti divinità classiche, poste sulla sommità dell’edificio e ai lati dei portali d’ingresso.

L’interno è un ambiente dalle geometrie perfette. La grande sala centrale è affrescata con la rappresentazione del Pantheon classico, in un’esaltazione appassionata della grandezza della cultura antica, ed è opera del pittore francese Louis Dorigny. La cupola, maestosa e completamente dipinta, ricalca il modello del Pantheon ed è affrescata con personaggi della Bibbia e figure allegoriche rappresentanti le virtù dell’uomo.

Villa Barbaro

Importante è anche Villa Barbaro, a Maser (TV), di proprietà della ricca famiglia omonima.

All’interno il ciclo di affreschi di Paolo Veronese, con due principali tipologie di soggetti: scene della vita quotidiana degli abitanti della villa, famiglia e servitù, secondo l’espediente della finta architettura, che approssima alla realtà porte e balconi dipinti sulle pareti; e le storie della mitologia greca, tra le quali spicca la rappresentazione simbolica dell’Olimpo, nella volta della sala principale, e il tribunale dell’Amore.

Villa Barbaro.

Eleganza ed equilibrio

Non meno affascinanti sono anche Villa Badoèr, a Fratta Polesine (RO), e Villa Cornaro a Piombino Dese (PD) e Villa Foscari, a Mira (VE), detta “la Malcontenta”. La versatilità del Palladio ha favorito anche la realizzazione di opere architettoniche distanti dal suo credo artistico, come nel caso di Villa Caldogno, Villa Godi e Villa Poiana.

Tutto questo ha alimentato la sua fama di grande architetto e ha contribuito a diffondere nel mondo dell’arte un nuovo ideale di bellezza, eleganza e di equilibrio.

Stefano Maggio


Alla scoperta delle Ville del Palladio è il quarto articolo della serie Beautaly, di Stefano Maggio.

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