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Storie contro la paura

Soli contro il mondo

Soli

Le notizie di cronaca che sentiamo ogni giorno sembrano volerci convincere che l’unica strada possibile sia quella della paura, che i muri vadano alzati e le porte sbarrate. Il mondo vuole isolarsi, isolarci e chiuderci in una bolla di certezze assolute e dogmi inalterabili. Noi allora cerchiamo di costruire un’altra realtà, raduniamoci attorno al caldo di un camino e, come in tempi ormai lontani, esorcizziamo il male con delle favole, Storie contro la paura.
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Tante storie

Siamo soli contro il mondo, in questi giorni disperati. Soli come giovani, soli tra famiglie, soli nelle camere a fissare strade vuote che si srotolano ai nostri piedi apparentemente fino all’orizzonte. Soli perché in tempi di pandemia solo con la solitudine si può vincere un virus e soli perché non possiamo fare altro, come se le nostre vite si fossero trasformate di colpo in quella di Phil Connors di Ricomincio da capo.

Questa settimana non racconterò una storia, ma un insieme di tante storie, quelle di chi ha fatto della reclusione un mestiere. Tutte simili e tutte diverse allo stesso tempo: simili perché figlie di questi giorni complicati; diverse perché ognuno vive a suo modo la quarantena, tra pianti silenziosi nel cuore della notte e parole scambiate a voce alta da finestra a finestra, dove, a quanto pare, la polizia ancora non può arrivare.

Il tempo che passa. Immagine di Curtis MacNewton da Unsplash.

Vincere la solitudine

Fuori il tempo scorre e le campane ancora scandiscono il passare delle ore. Dentro ogni giorno è uguale a tutti gli altri. E, tra i giovani, c’è chi fa grandi progetti e, mentre aspetta trepidante il sorgere di un sole che non spunta mai, scrive ogni cosa su un taccuino nero per non dimenticarla. Chi studia con disperazione anche se “quest’anno non bocciano nessuno” – a dimostrazione del fatto che il problema del sistema scolastico italiano non sia decisamente da cercare negli alunni –. Chi chiama la migliore amica a notte inoltrata e si perde in confessioni che forse non sarebbero state possibili in altre circostanze. Chi si è conosciuto in questa quarantena e chi si è perso, forse per sempre, forse solo per un mese.

Chi si dà appuntamento in luoghi improbabili, rigorosamente a distanza di sicurezza; e chi le regole non le ha mai seguite e quindi, giustamente, non lo fa neanche adesso. Chi, chiuso in casa, ha avuto il tempo di imparare a cucinare e chi quel tempo lo ha passato a mangiare. Chi si è reso conto che questa vita – questa università, questo liceo, questo mondo – non faceva per lui e che appena potrà dovrà cambiare tutto. E chi, forse, ha capito qualcosa in più su sé stesso.

Sono storie di tanti giovani che sopravvivono al tempo cristallizzato, che si perdono in un bicchiere d’acqua e che si ritrovano nei giorni passati alla finestra, con la certezza che quando torneremo alla normalità di normale non ci sarà più niente. Forse, in fondo, neanche noi saremo più gli stessi. Con gli occhi grandi e aperti a osservare un mondo sconosciuto, come esploratori perduti alla vista di una terra lontana e irraggiungibile.

Davide Lamandini

(In copertina freddie marriage da Unsplash)


Soli contro il mondo è il settimo articolo di Storie contro la paura, una rubrica di Davide Lamandini.

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