Mi scusi Professore

È festa ogni giorno

Festa 2

Giornali, televisione, social network. Ogni giorno siamo bombardati da informazioni e notizie, molte delle quali non riusciamo a comprendere pienamente. Se solo ci fosse qualcuno, un Professore più sapiente di noi, a cui rivolgere i nostri interrogativi e con cui condividere le nostre riflessioni.


Una nuova ricorrenza

Mi scusi Professore, ha sentito l’ultima proposta lanciata da Ignazio La Russa? “Da quest’anno il 25 aprile diventi, anziché divisivo, giornata di concordia nazionale nella quale ricordare i caduti di tutte le guerre, senza esclusione alcuna. E in questa data si accomuni anche il ricordo di tutte le vittime del Covid-19 che speriamo cessino proprio in aprile”. Il senatore di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Senato si sente in dovere – come tutti d’altra parte – di rendere omaggio alle vittime di questa pandemia. Lo fa proponendo l’istituzione di una giornata a loro dedicata, a loro come ai caduti di tutte le guerre, secondo la trita e ritrita metafora che accosta l’emergenza Covid-19 a un conflitto bellico.

Ormai sul calendario non si trova più uno spazio libero: ogni giornata è dedicata a qualcosa, ed è normale che l’istituzione di una nuova festa richieda l’abolizione di un’altra. La proposta di La Russa non tocca però il 31 marzo, Giornata mondiale del backup, il 2 febbraio, Giornata mondiale delle zone umide, o il 9 ottobre, Giornata mondiale della posta. La ricorrenza “sacrificabile” è proprio quella della Liberazione. Che sia solo una coincidenza, Professore?

Uniti come siamo sempre stati

“Sarebbe il modo migliore per ripartire, dopo 75 anni, con un’Italia capace di privilegiare ciò che unisce”. L’emergenza è di certo un’esperienza unificante, ma così non è stata anche la lotta al fascismo? No, secondo La Russa quest’ultima sarebbe “divisiva”, non adatta alla “concordia nazionale”. Forse, Professore, potrebbe ripetermi quello che è successo 75 anni fa. Mi ripeta, per favore, come la Costituzione Italiana sia stata redatta grazie al lavoro d’intesa dei partiti che aveva votato il 75% degli italiani. Mi ricordi perché questa coalizione venisse definita proprio “unità antifascista“. E, magari, menzioni anche il fatto che il nostro paese nell’antifascismo ci affonda le radici, che il fascismo costituisce la base per numerosi reati nella giurisdizione italiana.

La tattica di strumentalizzare il dramma del Coronavirus per screditare il 25 aprile non avrà presa sugli italiani. Non sugli italiani veri, quelli che conservano gelosamente la memoria storica di una delle epoche più buie che il nostro paese abbia mai vissuto. Una nuova tragedia non ne cancella una vecchia, e includere i morti della Seconda Guerra Mondiale nel generico insieme dei caduti di tutte le guerre sarebbe imperdonabilmente riduttivo. Di certo non basta cambiare nome al 25 aprile per modificare il passato, né per oscurarlo. La Liberazione non può essere cancellata: in memoria della Liberazione è festa ogni giorno, perché ogni giorno si dovrebbe essere grati di non vivere sotto una dittatura.

Clarice Agostini


È festa ogni giorno è il sedicesimo articolo di Mi scusi Professore, una rubrica di Clarice Agostini.

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