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Una mamma con la valigia – #IoBalloPerLei

una mamma con la valigia

Annagiulia, due nomi perché uno non basta a contenerti. Una donna, una lavoratrice, una voce, una penna: una mamma, la mia. Sei sempre stata un’amante del viaggio, ma non quello da album su Facebook, il viaggio da macchina fotografica usa e getta e da zaino in cui il vestito bello non ci sta.

Tu hai sempre preferito il viaggio di chi non ha bisogno di un libro per avere storie da raccontare ai propri bambini e la buona notte la condisce con il profumo del mercato Thailandese e le luci dei grattacieli americani.

#ioballoperlei #ioballoperlei

Il meglio di sé

Per qualche anno il tuo lavoro ti ha portato a vivere su aerei ed alberghi, lontano da noi. Ricordo il pigiama piegato sopra il lettone vuoto a metà, l’attesa impaziente del tuo ritorno per scartare nuovi regali profumati di lontano. Ora hai lasciato quell’impiego, e a volte mi chiedo se l’hai fatto per noi. Ti sei vestita elegante e hai varcato la porta del posto nuovo: basta aerei e conferenze, da quel momento la vita ti costringeva dietro un bancone. In cambio avevi il nostro sorriso, quando ti vedevamo aspettare fuori dai cancelli di scuola.

Hai accettato di essere l’ultima arrivata (e la più vulnerabile), il capro espiatorio di colleghi frustrati cui donavi, nonostante tutto, i tuoi sorrisi. Hai trascorso anni a vestirci, prepararci la colazione, portarci a scuola per poi correre a lavoro dove ti toccava stringere i denti: perché la miglior ribellione è dare il meglio di sé. Adesso hai il tuo ufficio, con la tua scrivania accanto a quello del capo. Sei la segretaria che regge tutto e tutti, mamma anche sul posto di lavoro.

Di nuovo in viaggio

L’indole da problem solver è sempre stata la condanna del tuo tempo libero, ma la salvezza di chi ti sta accanto: non ci sono luoghi o documenti in cui perdersi quando si ha il tuo numero salvato in rubrica. Certo, si deve subire la tua giustificabile sfuriata iniziale; ma sono pochi gli ostacoli troppo grandi quando è la tua voce a fare da trampolino. Ti sei sempre sminuita di fronte alle altre madri: non preparavi torte tutti i giorni, lasciavi a noi la gestione dei compiti e di certo non avevi tempo di prepararci la cartella; ma con noi cantavi, ballavi, ridevi. Sei sempre stata la prima a sapere dei miei successi, gli occhi più orgogliosi che mi abbiano mai guardato e che mi è capitato di considerare imbarazzanti, ma per il solo fatto che erano i più sinceri.

Ora vivi di nuovo in viaggio, sempre su un treno a cavallo tra la città in cui sei mamma e la città in cui sei figlia. È nei momenti in cui non ci sei che mi rendo conto di quanto sei indispensabile; ma il viaggio è la tua vita e sarebbe da egoisti impedirti di respirare. Le tue radici hanno bisogno di molta più acqua di quella che un solo vaso può dare, devono espandersi e cercare vita altrove.

A te che tieni in piedi il mondo

Spesso le imprese più grandi stanno nella costanza di quelle piccole, e non serve cercare tra i nomi di donne famose per trovare le eroine della nostra vita. Si riconoscono, girano in bicicletta con un bambino seduto dietro e le buste della spesa attaccate al manubrio, cucinano e rinunciano alla loro porzione per i figli golosi. Sono le mamme, con i loro sacrifici, a tenere in piedi il mondo. La mia vive dentro di me e le altre brillano negli occhi di chi mi circonda. 

Maddalena Ansaloni


Questo articolo fa parte della rassegna #IoBalloPerLei, iniziativa promossa da The Circle Italia con Serena Dandini e Lella Costa, a tema “donne valorose“.

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