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Il mio anno con la coppetta mestruale – Fidati di me

Coppetta mestruale

Se hai aperto questo articolo, è molto probabile che tu stia cercando di avvicinarti ad uno stile di vita più sostenibile. Magari hai acquistato una borraccia termica o delle borse riutilizzabili per fare la spesa e desideri fare un passo ulteriore in questa direzione.

Magari invece sei una persona con un ciclo mestruale e vuoi del tutto eliminare assorbenti e tamponi, così da non doverti più cambiare in un bagno pubblico. In ogni caso, ti incuriosisce la coppetta mestruale, tanto decantata da decine di persone sul web. Ne hai sentito parlare come del Santo Graal, ma l’idea di usarne una ti spaventa, oppure l’hai già provata e ha dei problemi e non riesci a capire cosa non funzioni.

Non preoccuparti, ti capisco perfettamente. Esattamente un anno fa, quando ho iniziato ad interessarmi a metodi per ridurre il mio impatto ambientale, ho deciso di acquistarne una e mi sono trovata nella stessa situazione. Ora, a distanza di dodici mesi, vorrei condividere la mia esperienza e quei consigli che avrei tanto voluto ricevere all’inizio.

Ci tengo a precisare però che io non sono una ginecologa e che, in caso di dubbi o se qualcosa sembra procedere in una brutta direzione, è sempre opportuno richiedere un consulto medico.

Cos’è la coppetta mestruale?

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta di un oggetto in silicone medico, la cui forma ricorda quella di un calice, che va inserito all’interno della vagina, all’altezza della cervice, e lì raccoglie il sangue. Quando raggiunge la sua capienza massima, o anche prima, va estratta, svuotata, lavata e reinserita.

Mentre mi informavo per acquistarne una, ho letto pareri contrastanti: chi la amava alla follia o chi la odiava nella maniera più assoluta. Adesso mi sento di propendere verso il primo gruppo, ma ho impiegato diversi mesi prima di capire come usarla correttamente e, se non fossi stata così convinta, avrei probabilmente rinunciato.

Il primo problema è che le coppette sono molto difficili da trovare, anche in erboristerie o farmacie, e questo è uno svantaggio se si preferisce valutare dal vivo un campione prima di acquistarlo.

È quella giusta!

È davvero molto importante assicurarsi di prendere la coppetta adatta al proprio corpo, dal momento che ne esistono tanti modelli, molto diversi tra loro, come forma, dimensione e morbidezza.

Parlando di forma, il primo consiglio che mi sento di dare è di misurare l’altezza della cervice, la parte inferiore dell’utero, da cui esce il sangue. È piuttosto facile individuarla infilando un dito dentro la vagina e cercando una sorta di cuscinetto con un foro al centro, simile a quello di una ciambella. Se il dito entra fino circa alla seconda nocca, l’altezza è nella media, se prosegue fino quasi al dorso della mano, è lunga. Questo calcolo va effettuato nei giorni immediatamente precedenti o successivi al ciclo, perché è in quel periodo che la cervice si avvicina all’uscita della vagina per facilitare l’espulsione del sangue.

In questo modo è possibile sapere se scegliere una coppetta più o meno lunga. Inoltre, sapere la posizione della propria cervice è fondamentale perché è lì che andrà poi sistemata la coppetta. Anche il gambetto finale deve restare all’interno; qualora sia troppo lungo, si può accorciare con delle forbici. La sua presenza, infatti, non è indispensabile.

Le dimensioni e la capienza non differiscono troppo. Ogni marchio offre tendenzialmente due taglie, di cui quella più larga è suggerita a persone oltre i trent’anni o che hanno partorito. In realtà sono usabili tranquillamente anche da chi è più giovane, soprattutto in caso di flusso molto abbondante. Per quanto riguarda la morbidezza, un silicone più “sostenuto” è indicato per coloro che praticano molto sport e di conseguenza hanno un pavimento pelvico molto tonico. Una volta in possesso della coppetta si passa all’uso vero e proprio.

Inserire la coppetta

Innanzitutto bisogna sterilizzare la coppetta mestruale, facendola bollire per 5-10 minuti. È indispensabile ripeterlo prima di ogni uso, quanto più vicino all’inizio del ciclo, così da evitare contaminazioni esterne.

Per inserirla va flessa a metà sul verso lungo, cosicché la “bocca” assuma una forma a C, oppure ripiegando verso l’interno in modo da appiattirla il più possibile. All’inizio non è facile o immediato come l’uso di un tampone interno e solitamente richiede alcune prove per riuscire.

Una volta inserita, è opportuno controllare che sia posizionata correttamente, soprattutto se si è agli inizi. La coppetta ha il grande pregio di non farsi sentire, questo però può trarre in inganno. Consiglio quindi di controllare con le dita che la cervice non sia rimasta “scoperta” e che la coppetta sia aperta del tutto. Nel caso, basterà ruotare un po’ la base per spostarla o muovere il dito intorno alla parte alta per farla aprire.

È possibile, anche se piuttosto raro, che si sposti leggermente. Di solito questo le consente di adattarsi meglio al corpo di chi la porta, però potrebbero verificarsi alcune perdite. Per questo, se non si è ancora pratici, in un primo periodo è consigliabile indossare sotto un assorbente, monouso o lavabile.

Estrarre la coppetta

Quando si desidera rimuovere e lavare la coppetta, occorre porre le proprie dita sulla base e trascinarla delicatamente verso l’esterno della vagina. È possibile svolgere quest’operazione anche in piedi, magari in un bagno pubblico; cosa che può tornare molto utile a chi abbia un flusso abbondante e bisogno di svuotare la coppetta di frequente. Di solito la durata massima di capienza riportata è dodici ore, ma è un dato molto variabile a seconda del flusso della persona.

In ogni caso, è sempre meglio svuotarla più volte durante il corso della giornata, onde evitare la proliferazione di infezioni. Naturalmente, mentre si estrae può succedere che esca il sangue e che ci si sporchi le mani. Anche per questo, oltre che per il fatto di inserirle nei genitali, è indispensabile lavarle bene sia prima che dopo. Ovviamente va sciacquata anche la coppetta. Alcuni marchi vendono delle salviettine o dei saponi per lavarla, anche se l’acqua corrente andrà bene in ogni caso.

Infine…

L’utilizzo della coppetta mestruale è molto meno immediato di quello di un qualunque assorbente, interno o esterno. Richiede molta pazienza e parecchi mesi di pratica, oltre che un’ulteriore attenzione per la pulizia e l’igiene, sia perché viene riutilizzato, sia perché il sangue rimane all’interno del corpo e se, lasciato lì troppe ore, può provocare problemi. Può essere scomoda per chi ha un flusso davvero abbondante, dal momento che costringerà in molti casi a doversi cambiare in un bagno pubblico.

In generale però penso che sia un prodotto veramente ottimo. Non si sente del tutto qualsiasi contatto tra le pareti vaginali e il sangue, non contiene le sostanze dannose presenti in alcuni tamponi interni e costa molto meno sul lungo termine. Inoltre, costringe in qualche modo a conoscersi, ad avere un’intimità profonda col proprio corpo e anche a esplorarsi, cosa che purtroppo molte donne provano tuttora vergogna a fare.

Infine, è un fantastico aiuto per il pianeta, visto che una coppetta dura dai cinque ai dieci anni, se propriamente mantenuta. Il decennio appena iniziato sarà cruciale per il nostro clima e, in attesa che arrivi una risposta da governi e corporazioni, è dovere di ciascuno di noi provare a fare qualcosa, per quanto piccola, magari partendo da un semplice oggetto quotidiano, come una coppetta mestruale.

Alice Buselli


Fidati di me è un progetto originale di Elettra Dòmini, illustrato da Linda Venturi.

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