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Cultura

Mondi Fantastici – La bussola d’oro

Bussola d'oro

I libri fantasy sono solo sciocche favole per bambini. Con tutte quelle streghe, i maghi, con i draghi e gli incantesimi… che assurdità! Certo, possono andar bene finché uno è piccolo, ma dopo una certa età è il caso di metterli da parte e iniziare a leggere i classici, perché quelli sono libri utili.

Giusto? Forse. O forse no.

Di cosa parliamo quando parliamo di classici

Nell’incipit del suo saggio Perché leggere i classici Italo Calvino propone una definizione di classico per punti, uno dei quali è: “un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. Calvino non fa riferimento ad alcun genere letterario, non possiamo quindi escludere il fantasy, non è di certo l’elemento fantastico a sminuire il valore letterario di un’opera, anche perché, fino a prova contraria, si parla di magie e ippogrifi già dall’Orlando furioso.

Con questo non voglio certo dire che tutto il fantasy pubblicato fino ad oggi sia meritevole di essere letto, sarebbe un imbarazzante spreco di tempo. Eppure, non sono neanche tutti da buttare. Io sono Matilde e in questi articoli cercherò di costruire una difesa della letteratura fantastica, vi consiglierò quelle che sono state per me le letture più emozionanti ed importanti, che mi hanno permesso di vivere avventure incredibili insieme ai loro protagonisti, catapultandomi in mondi fantastici da cui in fondo non sono mai fuggita del tutto.

Vi racconterò della paura che ho provato durante la battaglia del Fosso di Helm, per difendere il regno di Rohan, e della rinnovata speranza all’alba del terzo giorno; di tutte le volte che mi sono ritrovata sulla groppa di un drago; di quando ho attraversato un armadio per entrare nella terra di Narnia; del periodo che ho passato alla corte di Camelot, osservando Merlino e Morgana tessere nell’ombra le trame del regno; e della volta in cui ho attraversato un arcobaleno di colori, abbandonando il mio mondo, insieme a Pantalaimon, diretta alla città di luce riflessa nell’aurora boreale.

Vi racconto una storia: La bussola d’oro

Credo che il biglietto da visita migliore per questa “apologia del fantasy” sia La bussola d’oro, primo volume della trilogia Queste oscure materie, di Philip Pullman (trailer ufficiale della serie TV uscita quest’anno per HBO). Se il ciclo delle Cronache di Narnia è ricolmo di riferimenti religiosi, in particolar modo derivati dal cattolicesimo, tanto da essere visto come un libro propagandistico, la trilogia di Pullman è considerata da molti l’opposto dell’opera di C. S. Lewis, a causa del forte messaggio anticlericale che contiene (ma non per questo bisogna pensare che sia antireligiosa).

Il racconto è ambientato in una realtà parallela alla nostra, un Ottocento alternativo (in cui la scienza esiste ma sembrerebbe essere piuttosto alchimia) e la protagonista è una bambina di undici anni di nome Lyra, cresciuta al Jordan College di Oxford, allevata e istruita dai Maestri, abituata a trascorrere le sue giornate a esplorare gli edifici universitari e a divertirsi. È un mondo particolare, questo mondo, dove la coscienza, che potrebbe essere interpretata anche come l’anima, di ogni persona si trova fuori dal corpo, sotto la forma di un animale chiamato daimon che indica il carattere dell’essere umano. Questi esseri assumono una forma definitiva e permanente quando il loro umano entra nella fase dell’adolescenza e impara a comprendere se stesso.

La città nell’aurora

La scoperta della Polvere rompe gli equilibri di questo mondo ed è ciò che dà realmente inizio al romanzo. Essa è materia di provenienza sconosciuta composta da particelle elementari che può essere osservata solo se fotografata con filtri particolari e che si deposita sugli adulti ma non sui bambini. Proprio questa peculiare caratteristica porta il Magisterium, l’organo religioso che nasce dalla Chiesa di Roma e che controlla questo mondo, a credere che essa rappresenti una rappresentazione fisica del peccato originale, motivo per il quale deve essere distrutta.

La Polvere ha però un’altra caratteristica, decisamente più intrigante: è in grado di creare dei ponti tra i vari mondi, compreso quello in cui viviamo. Per il Magisterium è essenziale che l’accesso a questi mondi rimanga un segreto perché potrebbero esserci realtà prive della Chiesa dove la stessa esistenza di Dio potrebbe essere messa in discussione.

Allo scopo di analizzare e debellare questo fenomeno il Magisterium crea un’organizzazione, i cui membri vengono chiamati Ingoiatori, che, tra le tante attività, inizia a rapire bambini tra cui un amico di Lyra. La ragazzina si renderà conto di dover fare qualcosa per aiutarlo e intuisce che dietro a tutto ciò che sta accadendo, in un modo che la giovane ancora non comprende, ci sia proprio la misteriosa Polvere. Così, per la protagonista ha inizio un’avventura che la porterà sino alle isole Svalbard, nella fredda e inospitale terra degli orsi corazzati, per poi incamminarsi su un ponte nel cielo in viaggio verso un nuovo mondo…

Leggere per crescere

Nel romanzo si ritrovano le influenze di molte fiabe e racconti nordici, come La regina delle nevi, in cui la protagonista compie un viaggio di formazione, attraversa sfide, pericoli e dolori che la porteranno prima di tutto a capire se stessa, e poi a crescere imparando come muoversi nel mondo dei grandi. Lyra dovrà più volte mettere in discussione le sue certezze, arrivando a ripudiare la sua stessa famiglia, apprenderà col tempo che nulla è ciò che sembra e a giudicare da sola cosa è giusto e cosa non lo è.

La saga de La bussola d’oro ha vari livelli di lettura ed è davvero interessante rileggerla a distanza di tempo perché si notano sempre nuovi particolari e messaggi, nascosti tra le righe, che potrebbero essere sfuggiti ad una prima lettura veloce. Anche al livello più superficiale, come quello di un bambino, rimane uno splendido romanzo d’avventura, dal ritmo incalzante, che non vi farà staccare il naso dalle pagine, tanto che una volta concluso, vi ritroverete come alla fine di una maratona, con la voglia di correre in libreria a comprare il secondo volume.

Contro ogni fanatismo

Pullman durante tutto il corso della saga racconta dello scontro tra la scienza e la religione, in cui la seconda tende a voler oscurare la prima, etichettandola come pratica eretica. Entrambe le parti però vogliono acquisire il controllo sulla Polvere per usarla esclusivamente a proprio vantaggio e sono rappresentate principalmente da due personaggi, Lord Asriel e Marisa Coulter, che non potrebbero essere definiti in altro modo se non fanatici. Lyra si schiera contro queste fazioni, dopo essere entrata a stretto contatto con entrambe e aver assistito alla violenza con cui agiscono, si schiera contro il fanatismo in tutti i suoi aspetti, contro l’assenza di valori che viene rappresentata metaforicamente con la morte di Dio, crescendo, formandosi come persona e creandosi una propria morale.

La saga di Pullman insegna a porsi delle domande, ad andare oltre i dogmi, qualunque sia la loro natura, a pensare con la propria testa, osservando e imparando da ciò che si ha intorno per formarsi un’idea, ad acquisire consapevolezza di se stessi e della propria identità, il daimon in ognuno di noi che prima o poi dovrà trovare la propria forma definitiva.

Matilde Boni


Per approfondire La bussola d’oro:

Link al sito ufficiale di Salani.


La Bussola d’Oro è il primo articolo della rubrica Mondi Fantastici di Matilde Boni.

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